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intervista a SANDRONE DAZIERI

Inserito Venerdì 30 gennaio 2004

Interviste a cura di Giuseppe Iannozzi

1. Gorilla Blues è la tua ultima fatica: come è nato il romanzo? Chi o cosa ti ha ispirato?

Il romanzo e' nato ad Angera durante una pausa della lavorazione di un episodio di Diabolik, almeno per quanto riguarda l'ambientazione. Per il resto, ho cercato di mettere insieme tutto quello che mi aveva colpito emotivamente nell'ultimo anno, da Genova alla questione della nuova destra,
ai mondiali, all'ondata di caldo. Ovviamente, poi, c'e' una storia noir che avevo cominciato a pensare durante la scrittura di La cura del Gorilla, il mio romanzo precedente.

2. Sandrone, detto il Gorilla, si muove in un contesto sociale e politico difficile, è un personaggio triste ma allo stesso tempo forte, profondamente umano nella sua sofferta schizofrenia: quanto c'è di te nel protagonista da te creato?

Dal punto emotivo tutto, dal punto di vista biografico le nostre strade divergono dall'anno 1994. Lui ha cominciato a fare il buttafuori, io il giornalista. Dal punto di vista medico, sono stato leggermente sonnambulo da piccolo, lui e' peggiorato con l'andare del tempo fino a sviluppare una
doppia personalita' perfetta.

3. Io ho letto il romanzo almeno un paio di volte: la prima volta ti confesso che sono rimasto un po' sconcertato, ma poi una seconda lettura mi ha convinto totalmente. E' un romanzo molto duro che non lascia spazio ad inutili pietismi: diverte e fa riflettere in una perfetta e unica soluzione narrativa. Come sei riuscito ad ottenere questo risultato?

Non ne ho idea, non so nemmeno se il tuo giudizio sia condiviso. Posso solo dire che in ogni romanzo cerco sempre di migliorare la mia scrittura e la capacita' di controllo della struttura della narrazione, sperimentando, anche, soluzioni piu' complesse. Con il tempo credo di essere diventato piu' consapevole di quello che faccio, migliore. Scrivere e' come portare a casa un cavallo furioso e imbizzarrito che cerca di andare dove vuole lui, oppure fermarsi a riposare. Con il tempo impari a tenere meglio le redini, a comandarlo, invece che a farti comandare. Credo che il processo di crescita per uno scritto non debba mai arrestarsi, e' per questo che cerco sempre soluzioni diverse per quello che faccio. Da un romanzo all'altro ho cambiato l'uso dei punti di vista, dei tempi, dei flashback e dei flashforward. Sono un seriale solo nell'uso del protagonista fisso, piu' che nel risultato.

4. Senza alcuna intenzione pedagogica, Gorilla Blues, a mio avviso, disegna in modo indelebile e preciso quella che è la nostra società, sempre più avvezza ai compromessi, ai facili razzismi. Sandrone lotta contro il male. Ma il male, cos'è in realtà?

Il male e' la mancanza di empatia. L'altro da noi diventa un oggetto, un mostro, uno scarto. Non proviamo niente per lui, non lo vediamo neppure, non avvertiamo il suo dolore come identico al nostro. Bisogno cercare di mantenerla viva, l'empatia. Io cerco di farlo anche con gli animali, infatti
non li mangi. Pero' al problema del Male, credo che i filosofi abbiano dato risposte migliori da qualche millennio a questa parte.

5. Ho notato che Gorilla Blues è quasi una sorta di lunga poesia blues: quanto è importante la musica, il blues, la poesia, per un romanzo giallo?

Per un romanzo in genere non so. Tutti quelli che scrivono, piu' o meno, hanno una colonna sonora. Io generalmente ascolto la radio, Radio Popolare, anche se la casso quando parlano troppo. Per questo romanzo, pero', mi sono appuntato canzoni che mi davano delle emozioni, e le ho trascritte.

6. Sandrone è un personaggio atipico nel panorama letterario italiano: ha una doppia natura. Vorresti parlarne. spiegare la ragione di questa doppia natura-identità?

Mah. Lui e' il mio doppio, e a sua volta ha un doppio. Prima ero un militante del Leoncavallo e, contemporaneamente, amministravo un'azienda. Adesso sono uno scrittore e un editore allo stesso tempo. Non riesco mai a vedermi come un tutto unico, uniforme e pacificato. Poi ho anche due stadi
emotivi forti che si inseguono, euforia e depressione, i miei due Soci.

7. Secondo te, gli uomini hanno una doppia natura o identità, un'identità che non osano rivelare neanche a se stessi quando, al mattino, si guardano allo specchio?

Credo che questa sia un'immagine troppo letteraria per essere vera. Semplicemente, di solito, ci si giustifica in quello che si fa. Una volta si diceva falsa coscienza.


8. Nel tuo lavoro hai affrontato praticamente tutti gli accadimenti storici di questi ultimi difficili anni: vorresti spiegare ai lettori di INTERCOM quanto la recente storia ha influito nella creazione di Gorilla Blues?

La storia recente influisce sempre in quello che scrivo. La microstoria, quello che accade attorno a me, anche solo perche' mi viene raccontato o lo leggo.

9. I tuoi autori preferiti, quelli che hanno contribuito a fare di Sandrone Dazieri il romanziere di oggi, sono...?

Tutto quello che ho letto. Quando ho scritto il primo libro avevo sicuramente in mente Rex Stout. Sandrone e il Socio erano una specie di Nero Wolfe e Archie Goodwin nella stessa persona.

10. Chi, a tuo giudizio, oggi riesce a insegnare qualcosa ai lettori?

Tutti i bravi scrittori.

11. Tornando a parlare di Gorilla Blues, dedichi uno spazio non indifferente ai tragici accadimenti di Genova, al G8. "Quando avevo l'età di Carlo, nei miei stupidi sogni di gloria, mi immaginavo così il mio funerale. Caduto sul campo di battaglia, lottando contro la dittatura o salvando la ragazza che mi piaceva dagli spari dei fascisti. Adesso, che rischio solo una morte da fesso, con la testa aperta da qualche ubriaco in una discoteca, so che ho perso molto nel cambio. Non la possibilità di un funerale da eroe, ma il senso stesso di poterlo diventare. Ho sguazzato talmente a lungo nella merda che mi è entrata dentro." Poi citi un brano di Flavio Giuriato, Mi-lang: "Chiamo i nomi, chiamo i nomi, chiamo i nomi, chiamo i nomi/ Dove cazzo stanno?/ Dove cazzo stanno? Gli amanti / E sono pronti a giurare di non essersi mai conosciuti/ E sono pronti a farsi fotografare come non li hanno mai fotografati" Forte, molto forte: puoi spiegarmi cosa significa essere oggi dalla parte dei giusti? E dalla parte dei no global?

Dalla parte dei giusti non penso di esserlo. I giusti li decide la storia, e io certo non saro' ricordato nei libri di storia come qualcuno che l'ha cambiata. Dalla parte dei no global rischia di essere un termine un po' da giornale perche' i no global sono tutti e nessuno. Diciamo contro lo sfruttamento
dell'uomo sull'uomo? In questo caso, significa guardare un po' al di la' del proprio naso e del proprio portafoglio. Basta questo, oltre all'empatia di cui sopra.

12. Sandrone è un detective no global: come ha maturato questa scelta?

Lui non ha maturato nessuna scelta, tanto meno quella di essere un detective e certo non si definisce no global. E' un ex militante dei centri sociali che ha ancora un'etica e un senso di giustizia. Poi e' buono, piu' buono di me, e si fa sempre incastrare a usare le sue capacita' tecniche, da vecchi
buttafuori e sorvegliante, per indagare su qualcosa.


13. Dopo la tragica morte di Carlo Giuliani, Alessio Lega ha scritto una canzone, Dall'ultima galleria; ne cito un piccolo passo: "chi siamo noi? ora siamo la notte, la luna persa dei disperati/ dice il poeta: 'quando cade un uomo si rialzano i mercati'/ e per quest'uomo di eterna notte, per questa luce che se ne muore/ aspetteremo che il sole sciolga il blocco nero che portiamo
in cuore/ e così torneremo a genova, così torneremo a genova/ così libereremo genova, così saremo liberi a genova." Come è potuto accadere tutto questo?


Basta avere un governo di destra e Fini a supervisionare gli interni.

14. In Gorilla Blues, lasci capire che c'erano degli infiltrati, cosa di cui io non dubito: la tua opinione a riguardo?

Che c'erano, infatti, anche se non tutti i black block sono provocatori. La maggior parte, anzi, erano veri anarchici incazzati. Diciamo che sono stati utili.

15. La letteratura di genere, il giallo, il noir, la fantascienza. Una tua opinione.

La mia opinione e' che serve a capire il mondo.

16. Questa è una domanda che rivolgo a tutti gli amici: Sandrone Dazieri che domanda farebbe a se stesso?

I tuoi gusti sessuali?
Etero.

17. I tuoi progetti futuri: vedremo ancora il Gorilla in azione? In futuro, scriverai qualcosa di fantascientifico?

Alla prima domanda, vediamo come va questo libro. Alla seconda, rispondo che ho sempre scritto fantascienza, ma solo racconti, pubblicati qui e la'.

18. Grazie Sandrone, sei stato gentilissimo a sopportare questa mia inquisizione. Per me, è stato un grandissimo onore intervistarti: parla a ruota libera, se ne hai voglia, quello che vuoi, quello che ti passa per la mente in questo momento...

Parlerei del tempo, che fa schifo, ma sarebbe noioso.

Grazie a te.


S. Dazieri

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