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Cronache da Mondi incantati


"Rill-mondi incantati", ed. Nexus, 2009, 9,50 €, 180 pagg.



Antologia che ospita i racconti vincitori del 15° Trofeo RiLL, dell’omonima associazione (Riflessi di Luce Lunare), vi vede ospitati anche racconti dei giurati che li hanno giudicati, e i migliori di "Sfida", un concorso parallelo a cui possono partecipare unicamente i finalisti delle precedenti edizioni.

Ogni racconto è corredato da una bio-bibliografia dell’autore; la qualità è abbastanza buona.


I vincitori, dal 1° al 5°

-"Accadde tra le umide foreste di Madre Africa", di Luca Barbieri (pagg. 11-19)-il vincitore, è un bel fantasy che racconta una storia decisamente originale (e non è poco).

Un giovane di un popolo che commercia con… "… le urla di dolore strappate ai (loro) prigionieri… che rinchiud(ono) dentro ai (loro) otri di pelle grezza" (pagg. 11-12) cattura le sue prime, però, da un uomo sbagliato; un brujo, uno stregone.

Ciò gli procurerà quasi la morte, ma il sacrificio di suo padre, che romperà quegli otri, ne diserperderà il contenuto ai venti, e si ucciderà, in un patto "… una vita per una vita…" (pag. 19) con la terribile dea che presiede a ciò, gliela salverà.

Come ho detto, l’idea è decisamente originale, e, oggigiorno, è ben difficile trovarne, particolarmente nella fantasy, e, poi, è condotta bene, in una narrazione che procede veloce, intrigante, ma che non tralascia le descrizioni esotiche.


-"Il libro dei profeti", di Stefano Andrea Noventa (originariamente in "Anonima gidierre" n. 66, 2009; pagg. 21-29)-vera e propria fiaba, vede un imperatore andare a prendere un prezioso manufatto che aveva ordinato al suo mago. Fattolo, lo ucciderà, proprio come legge in esso. Che è, infatti, il libro del titolo.

Nel quale si può leggere il proprio destino.

L’imperatore vi legge che, al palazzo al quale stà tornando, si è preparata una rivolta, e che vi troverà la morte.

Mandati dei suoi sgherri a provvedere, si lascia però prendere talmente dalla lettura del libro che… vi giunge alla fine. Che non potrà che essere la sua morte: "… sapendo però in cuor suo di aver vissuto, attraverso il libro dei profeti, una vita meravigliosa che gli altri non avrebbero condiviso." (pag. 29).


-"Ponti", di Angela Di Bartolo (pagg. 30-36)-una storia d’amore impossibile, in quanto è stato il Tempo, in una sua qualche contorsione, a fare incontrare i due giovani amanti. Lui nella Roma antica, lei in quella moderna, nella quale: "… cocchi come non ne avevo mai visti… correvano come il vento…" (pag. 32).

Alla fine capiamo che l’autore della lettera che ne costituisce la quasi totalità è scomparso: "Forse in un mondo diverso, in un’altra Roma, Vinicio e Claudia stanno camminando insieme sulla sponda del Tevere, fra oleandri in fiore." (pag. 36).


-"Le stelle d'inverno", di Massimiliano Malerba (poi anche in "Alia evo 3.0", a cura di Silvia Treves e Massimo Citi, "Alia", ed. CS_libri, 2017; pagg. 37-42)-bel racconto di sf d’atmosfera, nel quale due vecchi, che si ritrovano ogni sera a chiacchierare, scoprono cadaveri di alieni decomposti dall’acqua del mare.

In qualche modo, penso che voglia essere metaforico del disastro vero degli emigranti che arrivano, o tentano di farlo, alle nostre coste: "Sappiamo che si sono imbarcati in qualche porto dell’Universo, di notte, la loro notte, per recarsi in qualche posto distante, staccandosi dalle loro case e dalla loro gente; per emigrare." (pag. 40); "Vengono alla ricerca di stracci, tra un mondo e l’altro, girando i cieli come fossero vicoli di un’immensa baraccopoli celeste." (pag. 41).


-"I tempi cambiano, nonna!", di Giulia Abbate e Elena Di Fazio (pagg. 43-50)-fantascienza grottesca, nel quale si immagina che, il regime fascista, sia riuscito addirittura ad installare una propria colonia sulla Luna!! (A nessuno viene in mente il film "Fascisti si Marte"?).

Colonia che si vede arrivare una spedizione sovietica, che sarà però annientata dalle nonne, robot con, evidentemente, impressi i comandamenti fascisti.

Ne risulta una lettura decisamente divertente.



I racconti di alcuni giurati

-"Lo sgobbo alla banca d'Italia della batteria degli idraulici trasteverini", di Massimo Mongai (pagg. 51-62)-giallo fantascientifico che racconta una storia complicatissima di oro radioattivo nazionalizzato in quanto indispensabile per i nuovi computer che hanno portato la Terra ad un diffuso benessere.

E della rapina del titolo, che si scoprirà solamente una copertura per il recupero di alcuni lingotti incontaminati.

Mi è sembrato un po’ troppo arrabattato, confuso.


-"Hasta siempre", di Gordiano Lupi (pagg. 63-66)-nel quale si ipotizza che, nel 2000, a Cuba, non ci fosse più Castro, ma un suo sosia, messo là da suoi ex amici, e dagli Statas.

Il racconto è un unico monologo interiore di questo sosia, che decide di suicidarsi, nel discorso alle masse che stà per fare.

Vi è anche una breve nota dell’autore nella quale dice delle circostanze reali nel quale è ambientato.


-"Un venerdì memorabile", di Andrea Angiolino (pagg. 67-74)-l’autore è un esperto di giochi, e lo si… legge.

Il racconto è infatti, praticamente, quello di un gioco di ruolo, non so se realmente esistente o, per il momento, almeno, solamente nella sua mente.

E ha il difetto di essere tutto un "fa questo", "fa quello", "dice questo", eccetera.

Ma l’idea è divertente, e rientrante appieno nelle regole della favolistica.


-"Accasamento", di Giulio Leoni (pagg. 75-79)-soft horror nel quale un giovane trasloca nella sua prima casa sua, e, al tentativo di stipulare una nuova utenza per il telefono, si imbatte in voci dall’aldilà che lo chiamano, al vecchio apparecchio della casa ancora spoglia.

Notevole l’effetto del contrasto fra la modernità della mentalità del protagonista e quei fatti.


-"Butterfly olografica", di Massimo Pietroselli (originariamente in "Delos" n. 37, '98; pagg. 80-93)-altro racconto di sf d’atmosfera, nel quale un uomo porta qualcosa ad un mito dell’astronautica.

Che, scopriremo… stà per morire; o almeno così sembra.

Gli racconta una storia, di come abbia visto, sulle ali di farfalle di un pianeta lontano, le prime tre lettere del suo cognome (Marx), e di come gli fosse stato a sua volta raccontato di come, quelle farfalle, si dicesse causassero la morte dell'uomo di cui sillabassero il nome.

Se ne era andato, da quel pianeta, dopo aver visto le prime tre, e abbandonandovi una donna innamorata di lui.

Che, per vendicarsi, aveva distrutto tutte le farfalle, e anche tutti gli ologrammi che si erano fatti di quelle che mostravano la lettera X. Tranne uno.

L’uomo lo aveva appunto portato, ma, odiando ancora quell’amante di quella che era diventata sua moglie, e il cui dolore, per ciò, aveva dovuto sopportare, non gliela fa vedere. Lasciandolo così in un’agonia senza possibilità di conclusione.

Notevole sia per l’idea decisamente originale che per il bello stile con il quale è scritto.


-"Finalmente ritrovato e messo a disposizione del pubblico il celebre paracarro di Duchamp", di Sergio Valzania (pagg. 94-98)-strano racconto nel quale si dice di un progetto artistico di due amici negli anni ’10 del secolo scorso. E di come una delle due installazioni pensate, quella fallica (l’altra era femminea) non si fosse mai potuta fare.

E, appunto, del suo ritrovamento ai giorni nostri.

Non ci sono elementi che lo possano connotare come fantastico, certo, ma non si riesce neppure bene a capire cosa voglia dire.

L’unica cosa che ho pensato è che sia una presa in giro dei sedicenti intellettuali, che, appunto, ci gireranno attorno roboando paroloni, senza capirci niente, neanche che sono "ignoranti come paracarri". Ma non so.


-"Il flauto del diavolo", di Donato Altomare (originariamente in "Sf...ere" n. 25, '83; pagg. 100-111)-racconto di heroic fantasy della serie de L’artiglio, vede il semi-dio combattere per recuperare il flauto del titolo, dagli immensi e letali poteri, rubato dal sacro luogo nel quale si trovava.

L’Altomare è ormai molto abile, a raccontare; mi è però sembrato che il passaggio dal venire a sapere, di quel furto, del protagonista, alla battaglia nella quale lo si, ovviamente, recupera, sia troppo brusca. Penso che sarebbe andato meglio un capitolo, o più, di raccordo.


-"Assassini di libri", di Franco Cuomo (pagg. 112-114)-altro racconto non fantastico, nel quale si dice semplicemente un’invettiva contro i custodi di libri indegni, in quanto grezzi ed insensibili, e quindi non interessati realmente al loro destino.

Per custodi di libri vi si intende tutti coloro che hanno il potere di poterli conservare correttamente, rendere di pubblica consultazione o altro.

In particolare vi si sofferma sulla biblioteca di Alessandria, e il suo incendio.

Ma è evidente che è una metafora, probabilmente dovuta ad una qualche mancanza di qualche personaggio del genere venuta a conoscenza dell’autore.


I racconti di "Sfida"

-"Cielo stellato", di Paola Urbani e Emanuele Viola (pagg. 118-124)-esseri alieni mandano messaggi all’umanità illuminando le stelle.

Vogliono sapere "… come in soli quattro miliardi di anni si è evoluta la specie umana…" (pag. 122); e, quando non gli sa rispondere, minacciano, e attuano, la nostra distruzione.

L’idea non è che sia un gran che, ma è realizzata bene, in una buona prosa.


-"Jebediah Jonze", di Enrico Di Addario (pagg. 125-132)-in un futuro, un uomo è alle prese con un guasto al suo archivio alla Time2Travel, che fornisce "… l’archiviazione completa della memoria, ricordi parziali o sgradevoli compresi." (pag. 130). Avendo visto un suo ricordo rimosso, ha creato una sorta di cancro, che si stà ora propagando a tutti, i suoi ricordi archiviati.

È proprio la ricerca della causa di quel fenomeno che lo porta a capire ciò, e a ricordarsi quell’avvenimento. Cosa che, ovviamente, lo farà stare molto male.

Evidentemente è un monito sulla pericolosità di simili archiviazioni, che potrebbero, un giorno, diventare possibili.


-"Haceldama", di Alberto Cola (originariamente in "Delos" n. 79, 2003; pagg. 133-142)-stanno torturando un libanese per capire che ruolo abbia avuto in un agguato. E lo stanno facendo con un macchinario nuovo, che consente di stare, col torturato, in un luogo virtuale, nel quale è possibile fargli vedere ciò che si vuole.

Solamente che, ad un certo punto, questi comincia ad interagire con lo scenario, mentre i torturatori ne perdono il controllo.

Come in un buon horror, alla fine il cadavere (??) avrà i segni di ciò che ha fatto nel virtuale. E si sentirà "… profumo di cedro…" (pag. 142).


-"Mancanza di spazio", di Matteo Carriero (anche in "Racconti dall’Oltrecosmo 2007", ed. Ferrara & Ghost, 2008; pagg. 143-149)-utopia negativa ambientata in un futuro nel quale lo spazio vitale si è ormai ridotto al minimo, e le persone abitano in case da un metro per un metro e mezzo. E lavorano, anche, come sardine.

Il protagonista è un amante della lettura, e, letta un’antologia di fantascienza che stava per essere buttata, gli viene, inconsciamente, l’idea di poter uscire, da quell’incubo.

Ucciderà il suo padrone, che abita sopra di lui, e ne prenderà il posto, senza che nessuno, ormai diventati tutti come robot, tranne lui che si è salvato leggendo, dia minimamente segno di essersene accorto.


-"Il caso estremo di Ana Caldeira", di Francesco Troccoli (pagg. 150-160)-bel racconto fantastico nel quale un bambino entra in una biblioteca a-spazio/temporale, nella quale, oltre ad un’enorme fila di persone morte che stanno attendendo di varcare la porta della Zona Morta, ci sono anche tutti i libri che raccontano la vita di ogni persona.

Sua madre giace malata da ormai molti anni, e lui, trovato il suo libro, e letta, mentre si stà scrivendo, la sua morte, decide di riscriverlo, dandole una vita "… lunga e lieta…" (pag. 160).

Davvero molto bello, scritto molto bene.


-"Sistema bibliografico planetario", di Francesca Garello (pagg. 161-170)-in un futuro c’è il sistema del titolo, e i testi, prima di metterli in versione file on-line, vengono revisionati.

Si racconta di una revisionatrice particolarmente zelante, che decide di metterci del suo, nel suo lavoro. Modificando i testi secondo la propria personale moralità, e così Moby dick vede la balena uccidere i marinai, e Lolita andare al college.

Un supervisore, però, se ne accorge, e lei ha una condanna esemplare.

Divertente, dice insomma di come la petulanza personale non dovrebbe interferire con l’Arte.


Abbiamo dunque visto che, come avevo premesso, mediamente la qualità dei racconti è piuttosto buona, molto più alta di quanto la si trovi generalmente nelle antologie di fantascienza italiana.

Non si capisce bene cosa c’entrino quei racconti decisamente non fantastici, ma erano di giurati…

È, questa, una lodevolissima iniziativa, che ha già partorito svariati volumi, ampliando ancor di più l’ormai non più limitato spazio per gli autori nostrani di letteratura fantastica.

Il volume è preceduto da "Destinazione: Mondi incantati", del comitato promotore e da un’"Introduzione" di Renato Genovese, direttore generale di Lucca Comix & Game, a cui è legato, e ha, in appendice, "XV trofeo Rill-comitato di lettura e giuria nazionale", con le bio-bibliografie dei giurati che non vi presentano racconti, e"XVI trofeo Rill", bando della prossima edizione.






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