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L'opera di Dick: L'arte come rifugio e visione del mondo

Inserito Sabato 14 ottobre 2006

Saggistica

3. TUTTI NOI MARZIANI: TEORIA DEI PERSONAGGI COME MORALITÀ E COGNIZIONE

We do not have the ideal world, such as we would like, were morality is easy because cognition is easy.
(P.K.Dick, The Man in the high Castle, xv.)


Nell'antropologia di Dick, le differenziazioni tra statuti di potere economico inferiore e superiore sono correlate ad un sistema di corrispondenze tra professioni, relative a modi specifici di creatività, e di bontà o malvagità etica. Tutto ciò si basa su una visione più generale della natura umana e del comportamento degli uomini come specie, per la quale moralità e cognizione sono strettamente legate, e che verrà esaminata in questa sezione. Tale legame viene meno in Ubik, e questa per me potrebbe essere la spiegazione delle difficoltà di Dick dopo il 1966. Fin dai primi scritti di Dick, l'aggressività si identifica non solo con il militarismo, ma anche con il commercialismo (come in Nanny) e con la scelleratezza dei dominatori sia totalitaristi che capitalisti (come in A present for Pat e nelle storie degli anni 60 menzionate nella sezione 2). In opposizione agli industriali senza scrupoli e ad altri personaggi importanti (Verrick in Solar Lottery, i terrificanti candidati a Fuhrer in MIIC, Leo Bohlen e Arnie Kott in MTS, Leo Bulero e Palmer Eldritch in 3SPE, gli Yancy Men in The penultimate Truth, ecc.) si situa la gente comune. I due estremi di una scala di potere politico-economico che potrebbero essere definiti come "nullatenenti" verso "titani" (The unteleported man) ma anche come "creatori" verso "distruttori". In quanto i protagonisti di Dick assumono di regola il ruolo di diversi tipi di produttori immediati o creatori diretti. Essi non sono lavoratori d'industria impegnati in una produzione collettiva - una classe che brilla per la sua assenza non solo qui ma praticamente in tutta la SF moderna. Al contrario, gli eroi di Dick sono molto spesso i nuovi artigiani, produttori di oggetti d'arte o riparatori dei più sofisticati prodotti (ad esempio cibernetici) della seconda rivoluzione industriale. Sono versioni postdatate del vecchio "uomo pratico" (celebrato nell'Uomo Variabile, non statistico, inclassificabile della storia omonima) per una società altamente industrializzata, contemporanea o del vicino futuro; e la loro caratteristica principale è il rapporto diretto e personalizzato con una produttività creativa in opposizione alla produzione standardizzata di massa che comporta in direzione dall'alto, perdita di fiducia in se stessi e una vita mediocre (una chiave a questo tema può essere trovata nel racconto Pay for the printer, una sorta di allenamento in vista di Dr.B). Questa teoria dei personaggi non è del tutto chiara nei primi romanzi, che trattano più il tema ibseniano dell'inganno sociale opposto alla lotta individuale per la verità che del tema "distruzione vs. creazione". Uno dei due eroi di Solar Lottery, Benteley, è un classico "quadro", un biochimico, e solo l'altro, Cartwright, è "un riparatore elettronico e un essere umano con una coscienza" (cap.2). In modo simile, L'eroe di Eye in the sky passa solo alla fine del libro da capo di un laboratorio missilistico a costruttore di fonografi, ossia dalla cosa più odiata da Dick, il militarismo, a quella più amata, la musica. Ma già in questi primi lavori appare una tendenza populista, o meglio di nuova sinistra, alla sfiducia verso l'intelligenza razionale, contaminata com'è dall'associazione al "culto del tecnocrate", tendenza all'opposizione tramite un'azione spontanea guidata dall'istinto - una politica del "facciamoci i fatti nostri". Quindi, in Time out of joint" Ragle è una personalità creativa a cui non piace la droga "dalle nove alle cinque" di un'organizzazione enormemente conformista e reggimentata come un esercito (cap.1) e può "percepire lo schema" degli eventi attraverso la sua abilità artistica (cap.14). Sebbene le tracce di questa dicotomia siano visibili anche negli eroi di MHC Tagomi e Frink - che sono contrapposti come mente e braccio, il visionario intellettuale a un livello superiore di potere e il creatore intuitivo delle profondità dei livelli inferiori - essa è fortunatamente assente nelle creazioni più mature, i capolavori dell"' altopiano", nei quali il suo schema etico-professionale dei personaggi emerge più chiaramente. In MTS Steiner e Zitte sono piccoli speculatori che sfruttano il lavoro altrui, così come il piccolo negoziante Childan in MHC sfruttava la creatività della coppia di artigiani ebreo-pagana, Frink e Mc Carthy; come Childan, Steiner e Zitte sono incapaci di affrontare la realtà e così incorrono in fantasie sessuali alternate a stati d'animo suicidi/omicidi. All'altro estremo della scala del potere, Arnie fonde il ruolo finanziario di grande speculatore, rappresentato in forma pura da Leo, con il ruolo di sfruttatore sessuale proprio di Zitte. Questo ruolo quasi robotico di "macho" sessualmente efficiente ma emozionalmente disimpegnato, per Dick l'equivalente etico dello sfruttamento economico, proviene nelle sue caratteristiche negative dagli androidi del "secondo tipo" quali i "titani" come Verrick in Solar Lottery o Arnie in MTS, che usa le proprie impiegate e istruttrici come pedine in manovre di potere. Opposto a questi si situa il genuino "little people", qui il riparatore Jack Bohlen, che lotta per aprirsi una via sia nella giungla sessuale che in quella economica, laboriosamente, passo dopo passo. In 3SPE, la gamma dei personaggi va dal capitalista distruttore Eldritch alla sofferente artista-creatrice Emily; e la caduta in disgrazia del protagonista Mayerson comincia con l'abbandono di Emily per amore del successo e si consuma quando egli rifiuta le creazioni di Emily per ripicca personale, diventando cosi' un impedimento alla creatività umana e cadendo nella trappola delle false creazioni di Eldritch. Il marito di Emily, Hnatt, è a mezza via tra lei e Mayerson: egli è il socio di sua moglie, il venditore dei suoi prodotti, ma la sua ambigua posizione nel processo produttivo causa alla fine la regressione creativa di Emily, in una poco sviluppata sotto-trama del romanzo, a causa di un tentativo di evoluzione intellettuale forzata (questa sotto-trama è provocata da Bulero, il vecchio industriale). Similmente, in The penultimate truth, i personaggi più deboli e meno riusciti sono i "fabbrica-parole" che hanno abbandonato la loro creatività per farsi sfruttare dall'apparato politico regressivo (Lindblom). Questo romanzo divide in due percorsi narrativi la classe dominante e quella sotterranea. Il primo è centrato, ahimè, su di un immortale vanvogtiano e sull'intrigo di The house that stood still (1950), uno dei libri potenzialmente più interessanti di Dick. L'eroe del secondo percorso, Nick, è il presidente democraticamente eletto di una comunità oppressa, la cui creatività si manifesta nell'ostinato tentativo politico di garantire i diritti di un membro che si trova in pericolo. Quindi, il concetto dickiano di creatività, sebbene si basi sugli artisti, ammette etiche creative sia politiche che erotiche. Accanto ai ruoli professionali, Dick ha tre ruoli femminili di base, presenti chiaramente in 3SPE nelle figure di Roni, Emily e Anne intorno a Mayerson. Il primo ruolo è quello della puttana castrante, un "macho" femminile che si sforza di arrivare nel mondo del potere corporativo (anche Kathy in Now wait for last year, Pris in We can build you, ecc.); il secondo è quello di portatrice di influssi deboli ma stabilizzanti (come Silvia in MTS, ecc.); e il terzo, ultimo ruolo, è quello di forza violenta ma caldamente sostenitrice. Sebbene i personaggi femminili di Dick sembrino sviluppati meno pienamente dì quelli maschili, proprio la figura di una Madre Terra diventa l'incarnazione finale della dirittura politica e morale nei suoi romanzi più ottimistici, MHC e Dr.B (Juliana e Bonny); viceversa, il ruolo di puttana si sviluppa e aumenta il proprio fascino nella sua terza fase. Come suggerito in precedenza, la persona totalmente immorale e quindi inumana è spesso un androide, che Dick, ponendo una certa enfasi sugli aspetti di contraffazione e artificialità, chiama "simulacro" (vedi il molto istruttivo discorso di Vancouver in SF commentary #31). Già nei suoi primi romanzi ciò è associato all'uso della scienza moderna da parte di persone accecate dal potere, che sono esse stesse esseri veramente inumani, reificati e quindi in un certo senso più falsi dei loro simulacri. È qui adombrata un'interessante teoria antropologica, a metà via tra Rousseau e Marx, secondo la quale c'è un'anima autentica di umanità nell'uomo Sapiens, per cui uomini e donne sono spinti all'alienazione dalla pressione della civiltà che li costringe ad un cammino non autentico, deumanizzato. Questo porta sempre all'insorgere di una resistenza interiore alla pressione in tutti coloro che seguono semplicemente il loro istinto umano di considerare le persone come un fine, non come un mezzo. Questa è la ragione per cui gli eroi di Dick fanno affidamento sull'istinto e la testardaggine (molti di essi, come Jack in MTS o Nick in The penultimate truth, sono caratterizzati da una permanente "tendenza al tentativo continuo"). Questa è la ragione per cui la classe sociale è allo stesso tempo un criterio funzionalmente decisivo e non esclusivo nella determinazione dell'umanità dei personaggi: i più potenti rimangono potenti, i più deumanizzati lo diventano sempre di più, e gli eroi reali di Dick tendono ad essere i piccoli creativi, con l'aggiunta di occasionali visionari. Inoltre tutti gli alieni letteralmente deumanizzati come Eldritch possiedono inestinguibili frammenti di umanità dentro di essi, che li qualificano come sofferenti, e quindi li rendono parzialmente simpatici al lettore per le loro potenzialità umane (ora alienate). Questo spiega, infine, l'emergere dello strano e grottescamente affascinante mondo dickiano di oggetti cibernetici semi-animati, che appaiono in tutte le sue opere più deboli ma divertenti (ad es. The simulacra, Now wait for last year, The gameplayers of Titan, ecc.). Insieme ad alieni poco interessanti, gli inumani troppo-umani raggiungono il culmine con l'Eldritch di 3SPE e con la ricca gamma di creature di Dr.B, che va dallo stigmatico potere psi di Bluthgeld e dal dispositivo cyborg di potenza di Hoppy fino ai buffi e supplichevoli apparati omeostatici e agli animali evoluti. Al centro di Dr.B c'è l'omuncolo Bill, che è in contatto con gli umani, gli animali e persino con la morte, e riunisce i poteri cinetici e verbali nell'universo del romanzo. Ho lasciato Ubik alla fine di questa discussione sia perché lo considero l'ultimo buon lavoro di Dick sia perché le relazioni tra moralità e cognizione subiscono un notevole cambiamento. Il modello narrativo dickiano, così come discusso in questo saggio, è in Ubik estremamente semplificato e quindi reso di nuovo più complesso tramite lo sviluppo in una nuova forma. I personaggi-tipo rimangono gli stessi, e quindi rappresentano un tratto di collegamento tra il nuovo modello e i primi lavori di Dick: la puttana Pat, la redentrice Ella, lo smarrito industriale tradizionalista Runciter, il creatore di facili illusioni Jory, che perde in precisione ma guadagna in dominio rispetto a Eldritch e, molto importante, il controverso ma ostinato Joe Chip. Ma il passaggio dall'orizzonte sociale a quello ontologico, intorno all'asse che collega i due fuochi narrativi principali, Runciter e Chip, avviene in un mondo senza centri o periferie stabili, dove il problema principale è quello di individuare chi sta dentro e chi sta fuori dei circoli instabili della coscienza narrativa, soggetta ad infinite serie recessive di contaminazioni provenienti da altri centri - spesso solo congetturati. La rappresentazione equivalente di questa incertezza è la semi-vita, una perdita di sovranità sul proprio microcosmo. Dopo l'esplosione sulla Luna, chi si trova in questo stato? Chip? o Runciter? o entrambi? o nessuno? La più esaustiva spiegazione è che entrambi sì trovano nel moratorium a diversi livelli di controllo, e agiscono guidati dalle forze rivali di distruzione e redenzione di Jory ed Ella. Comunque, nessuna spiegazione può spiegare questo romanzo, circa il quale devo fondamentalmente dissentire da quelli che mi sembrano elogi unilaterali del Dr. Lem e del Prof. Fitting. Senza dubbio, come essi puntualizzano in modo convincente, Ubik è un tentativo eroico, con grandi punti di forza, particolarmente nelle descrizioni delle esperienze di indebolimento, decadenza e senilità, l'invasione dell'entropia nella vita e nella coscienza, entro la quale il piccolo uomo resiste ancora: impavidum ferient ruinae. Questa esperienza di mondi manipolati, così caratteristica di tutte le nostre vite, è espressa con una ricchezza verbale che si manifesta, prima di tutto, in un'affascinante quantità di neologismi connessi con la semi-vita, e in secondo luogo nella deliziosa satira basata su Ubik - il principio del cibo, della salute e della preservazione dell'esistenza, dell'energia anti-entropica - che è presentato in termini pubblicitari kitsch che parodiano la blasfema alleanza tra scienza, commercialismo e eresia religiosa. Le concezioni di base di Dick circa la morte e la resurrezione, o per dirla brevemente circa la transustanziazione, sono qui visibili probabilmente in modo più chiaro che in tutto il resto della sua produzione. Nondimeno mi sembra che - a prescindere dalla condiscendenza con cui si possono seguire le speculazioni religiose piuttosto confuse di Dick - ci sia una seria perdita di controllo narrativo in Ubik. L'elemento "poteri psi" diventa qui non solo inutile ma addirittura generatore di confusione - ad es. qualcuno nel romanzo è in grado di ritornare alla matrice temporale originale dopo il primo intervento di Pat? Può Pat decidere anche della sua morte?, ecc. Altre questioni vengono alla luce in seguito: perché Pat non è legata al circuito comune del moratorium? Perché non lo è Jory?, ecc. C'è un goffo tentativo di fuochi narrativi con Vogelsang e Tippy (*cap.1 e 5); il risultato finale mi sembra costituito da notevoli punti di forza bilanciati da ugualmente notevoli debolezze, in una irresponsabilità narrativa che richiama alla mente la trascuratezza e i giochi di prestigio che contraddistinguono il più grossolano Van Vogt, se non "Doc" Smith: i falsi infiniti delle spiegazioni di un'improbabilità tramite una successione di improbabilità sempre maggiori. La distruzione della razionalità borghese di cui parla il prof. Fitting sembra quindi non sfociare in una nuova forma, ma in un collasso nichilista all'interno delle vecchie e mistificanti forme del melodramma di SF, rimesse a nuovo, e quindi rese più virulente, dall'apporto di alcune esperienze genuinamente interessanti. Questo naturalmente non può non essere in correlazione con le ideologie di Dick negli anni 60, con una mentalità di disprezzo nei confronti della ragione, della logica e dell'ordine di qualsiasi tipo, vecchio o nuovo. Di conseguenza il tentativo eroico di Ubik mi sembra, nonostante i molti aspetti felici, essere una riscrittura dell'esperienza di 3SPE: in qualche modo è tra i più affascinanti libri di fantascienza del suo tempo, ma in definitiva, io temo, si tratta di un fallimento eroico. Nell'arte, almeno (e direi anche nella società) non c'è libertà senza ordine, né liberazione senza messa a fuoco controllata. Una moralità separata dalla cognizione diventa arbitraria. Come le stesse parole di Dick nell'epigrafe a questa sezione implicano, diventa di fatto impossibile. Le mie argomentazioni possono forse guadagnare in credibilità se si accetta il fatto che gli scritti di Dick intorno e dopo Ubik non possono essere considerati al livello dei suoi romanzi di prim'ordine. Da Now wait for last year essi sono regrediti dalla ricchezza originaria ad un uso solo frammentario di un modello già prestabilito, centrati su un protagonista e sui suoi sempre crescenti problemi personali e psicoanalitici, o, dall'altra faccia della medaglia, su un inconscio collettivo junghiano. In We can build you, ad esempio, il tema precedentemente caratteristico del simulacro Lincoln è lasciato cadere in favore del tema junghiano di Pris (anche se la rievocazione della passata onestà dell'età eroica della borghesia USA contrapposta all'attuale corruzione avrebbe meritato una trattazione più approfondita). Mentre il tocco del maestro è visibile in alcuni elementi incidentali di questi ultimi romanzi (come la società dei fumetti in The zap gun o l'imitazione del Grande Dittatore di Chaplin in Now wait for last year) vi sono anche veri e propri svarioni, come Do androids dream of electric sbeep con la sua confusione di base tra androidi come classe inferiore di oppressi e come minaccia disumana. Inoltre, l'ultimo romanzo di Dick, Flow my tears, the policeman said, mi fa porre seriamente la questione se egli stia continuando a scrivere SF o se stia rivolgendosi alla prosa "realistica", in quanto gli elementi propriamente fantascientifici (guerra civile futura, la droga che modifica la realtà, i Sei) sono piuttosto ininfluenti in confronto alle situazioni realistiche da stato di polizia.

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