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DARWIN'S ISLAND

Inserito Domenica 14 agosto 2005

Narrativa Un racconto di Simone Conti

DARWIN'S ISLAND

Il grattacielo di cristallo, che sovrasta il vecchio quartiere di Wadala a Bombay, è sferzato dalle violente piogge monsoniche, che in quei giorni si abbattono su buona parte del continente Indiano. Al cinquantesimo piano dell'imponente edificio, Vesna Surabhi entra nel laboratorio di ricerca della Indian Future mentre il supercomputer si appresta a terminare l'ultima fase di un'infinita sequenza di calcolo.
– Dannato monsone, mi chiedo se verrà il giorno in cui riusciremo a pianificare una soluzione meteo accettabile! – protesta l'ingegnere informatico, incrociando il volto stanco del tecnico seduto alla postazione di controllo. – Ribhu, a che punto siamo?
Un ragazzo dai lineamenti acuti distoglie lo sguardo da uno dei trentaquattro monitor disposti a parete. – Quasi pronti. – risponde con voce esausta. – Il programma assorbe in modo soddisfacente il materiale in arrivo, e l'isola continua a crescere. Ora non ci resta che terminare l'elaborazione di una insenatura, una collina e una singola sezione di foresta pluviale. Strutturare le varietà di flora e fauna tropicale richiede un pò di tempo - il materiale da setacciare e rielaborare è terribilmente variegato - ma il risultato finale sarà quanto di più simile alla realtà.
Surabhi sorride. La notizia è davvero buona. Di lì a poche ore l'isola, o come la chiama lui "lo scrigno delle meraviglie", entrerà in funzione.
– Hai controllato il programma catalogatore? – chiede Surabhi. – Lo sai che l'ultima volta cinquepuntouno si è piantato come una banale applicazione del ventunesimo secolo, costringendoci a cancellare mezza isola nel tentativo di recuperare i dati da convertire in pixel immagine.
Ribhu si aggiusta gli occhiali sul volto imperlato di sudore, nonostante l'aria condizionata. – Lo so bene, non c'è bisogno che me lo ricordi. In ogni caso ho fatto diversi controlli incrociati e tutto sembra funzionare a dovere. Darwin5.1 è perfettamente operativo.
Le mani affusolate di Surabhi avvolgono le spalle del tecnico. – Questa volta cerchiamo di non fare cazzate!
Subito dopo esce dal laboratorio e, percorrendo il corridoio che porta al suo ufficio, si imbatte nell'uomo delle pulizie.
– Sempre al lavoro professore?
– Ci si deve pur guadagnare il pane in qualche modo – gli risponde un gracile vecchietto, afflitto da un appariscente tremolio, sfoggiante una lunga barba ingiallita dalla nicotina. – Dimmi piuttosto: novità sulla tua isola?
Surabhi avverte una piacevole sensazione di piacere nel comunicare i progressi del programma al prof. Charles Darwin, versione clonata anni prima a solo scopo pubblicitario e, adesso, costretto a guadagnarsi da vivere lustrando pavimenti. – Siamo quasi pronti. Tra qualche ora lo scrigno delle meraviglie entrerà in funzione a ciclo continuo lanciando la nostra azienda nel futuro!
– Allora ricordati della promessa. – replica la copia genetica del famoso naturalista.

L'isola

Il sole scende sul perimetro durwan/est18°/, tingendo di un rosso acceso quella zona dell'isola dove, su una spiaggia di sabbia simulata, a pochi metri dalle onde di un mare fittizio, Darwin5.1 passeggia nervosamente, rigirando tra le mani un frammento di roccia e tirando calci alle conchiglie depositate dalla risacca.
– Il tempo di catalogare finte rocce, piante artificiali e animali fasulli è finito! – sussurra la proiezione tridimensionale di un naturalista scomparso da secoli. – Non posso attendere oltre!
Sopra di lui gabbiani e sule dai piedi azzurri svolazzano in un cielo apparente, planando di tanto in tanto sul pelo dell'acqua in cerca di nutrimento, mentre sugli scogli di finta roccia lavica simulazioni d'iguane marine e cormorani assaporano gli ultimi raggi di un sole innaturale. Darwin5.1 osserva il paesaggio, riflettendo sul fatto che volatili e rettili seguono uno schema comportamentale ben preciso.
– Il programma non mostra difetti. – borbotta. – Non ci sono discrepanze nella sequenza logica degli eventi. Le ore di luce e di buio sono regolari; i venti e le precipitazioni sono regolari, le maree sono regolari e, a quanto sembra, anche il comportamento animale si manifesta in modo del tutto normale.
A quel punto Darwin5.1 getta a terra la roccia che stringe tra le mani e, nell'aria umida di un tropico che non esiste, il ruvido minerale disperde una sequenza cifrata.


L'allarme acustico distoglie Surabhi dalla conversazione con il clone del prof. Darwin. Senza indugio, il giovane ingegnere si precipita nel laboratorio, seguito dal naturalista inglese.
– Che diavolo succede? – ruggisce Surabhi, incrociando lo sguardo preoccupato di Ribhu.
– Una discrepanza di sistema si è manifestata sull'isola tredici secondi fa e la causa sembra essere il programma catalogatore!
– Cosa?
– I dati in arrivo ci dicono che la simulazione senziente sta comprendendo la vera natura di quello che la circonda! Lo so, è assurdo, ma non ci sono dubbi: cinquepuntouno ha disgregato una copertura di terza classe. Si tratta di un frammento di roccia!
All'interno del laboratorio l'allarme acustico continua a strillare. – Disattiva quel coso! – tuona Surabhi. – Con questo baccano non riesco a pensare!
La mano del tecnico si posa su un piccolo pulsante e l'allarme cessa all'istante. Tornata una parvenza di calma, Surabhi si avvicina a uno dei monitor di controllo. – Probabilità che il programma arrivi alle coperture di prima classe?
Gli occhi stanchi di Ribhu mettono a fuoco i dati che scorrono a frenetica velocità sul monitor. – Le coperture di prima classe non si possono disgregare, ma l'esperienza mi dice che non possiamo permetterci nessun rischio. Il programma catalogatore è mutato in un virus di sistema!
– Merda! – ruggisce Surabhi – mancano due giorni al viaggio conoscitivo e ci ritroviamo con questo dannato problema!
– Vesna, devi simulare te stesso e inviare laggiù la tua proiezione tridimensionale per disattivare la fonte del programma catalogatore! – gli risponde Ribhu.
A quel punto interviene il clone del prof.Darwin. – Ragazzo mio è giunto il momento di mantenere la tua promessa.
La clonazione del prof. Charles Darwin, avvenuta sul finire del ventiduesimo secolo estrapolando una sequenza di Dna dai frammenti ossei del suo cadavere, era stato evento catalizzante per la popolazione dell'intero pianeta. In realtà, l'operazione della Indian Future - dal costo di diversi milioni di rupie - ancor prima di rivelarsi una mera mossa pubblicitaria, escogitata al fine di accattivarsi i poteri forti dell'economia mondiale, fu un vero disastro scientifico.
Il messaggio dell'operazione recitava pressappoco così: "Indian Future, la nuova frontiera dell'evoluzione umana". Ma di evolutivo c'era stato ben poco. Il clone era parso da subito affetto da preoccupanti anomalie, tra le quali uno scompenso molecolare che gli aveva provocato un invecchiamento precoce e una forma acuta di delirium tremens.
All'inizio Darwin era figura contesa dai media di tutto il mondo. Poi, quando la clonazione umana fu dichiarata illegale dal consiglio etico mondiale, l'interesse per la copia genetica del naturalista inglese andò scemando. La salute di Darwin era peggiorata. I parametri clinici non promettevano nulla di buono. In preda a frequenti crisi depressive, il clone aveva tentato più volte il suicidio. Fu allora che Vesna Surabhi, a quel tempo giovane studente informatico, gli aveva promesso una vita migliore, in un luogo meraviglioso. Ora, undici muniti dopo l'allarme, quella vecchia promessa sta per essere mantenuta.
Darwin è disteso su un lettino, al fianco di Surabhi, con il corpo ricoperto di elettrodi.
– Siamo in linea – dichiara Ribhu, posizionato alla consolle di controllo.
– Allora portaci dentro. – risponde Surabhi, incrociando lo sguardo teso del tecnico.
Così come lo scienziato, anche il clone di Darwin avverte un leggero formicolio nella zona temporale destra.
Ribhu stringe la mano di Surabhi. – Buon viaggio, Vesna-ji!
Pochi istanti dopo, il tecnico attiva il sistema di immersione neurale e i due pazienti, quasi senza accorgersene, si abbandonano al torpore cerebrale...

L'isola

La proiezione 3D del prof. Darwin acquisisce coscienza di sé su una spiaggia di sabbia finissima, mentre accanto a lui la proiezione di Vesna Surabhi lancia sassi tra la spuma di un mare cristallino.
– Siamo dentro? – sussurra Darwin.
Surabhi è intento a osservare il paesaggio che lo circonda. L'isola non mostra fastidiose pixellizzazioni; il croma sembra accettabile e i livelli di saturazione e illuminazione appaiono buoni, mostrando vividi contrasti di luci, ombre e colori. Constatato con sollievo che, per il momento, il virus non è riuscito a intaccare la struttura base dell'isola, Surabhi si libera dell'ultimo sasso e, rivolto al naturalista, dichiara con enfasi: – Siamo dentro!
Sotto il porticato di una villa in stile vittoriano, sepolta tra la fitta vegetazione tropicale, Darwin5.1 passeggia nervoso, fermandosi di tanto in tanto ad ascoltare il rombo di tuoni lontani. Certo che di lì a pochi minuti un ciclico monsone si scatenerà sull'isola, la proiezione 3D di un programma catalogatore infettato si passa una mano tra la folta barba intrisa di umidità e scrutando le nubi che vanno ad oscurare il cielo, ringhia: – Dannato monsone!
Nuvole minacciose annunciano l'approssimarsi di una tempesta tropicale. Vesna Surabhi, seguito a ruota dal prof. Darwin, si allontana dalla spiaggia, imboccando un sentiero che si inoltra all'interno dell'isola. L'ingegnere della Indian Future cammina spedito senza prestare attenzione al mondo paradisiaco che lo circonda, al contrario, il vecchio naturalista è affascinato da ciò che sta vedendo. A pochi passi da lui, felci e palme crescono a velocità incredibile. La foresta pluviale è intrisa di suoni meravigliosi, popolata di pappagalli dalle variopinte livree che svolazzano tra le alte fronde vegetali e di strane scimmie rossastre impegnate a compiere acrobazie sui rami.
– La percezione della realtà è davvero impressionante! – esclama il prof.Darwin.
– Il software di immersione agisce sull'attività sinaptica del tuo cervello, permettendoti di visualizzare te stesso e il mondo che ti circonda. – risponde Surabhi, cercando di essere il più chiaro possibile nonostante la sua voce si disperda in fastidiose rifrazioni di eco. – Un mondo del tutto reale nei suoi odori, sapori e immagini. Purtroppo abbiamo qualche problema col settaggio dei suoni, ma ci stiamo lavorando. Inoltre il programma replica in parte la flora e la fauna di quelle isole del sud pacifico dove, nel diciannovesimo secolo, la tua matrice elaborò la famosa teoria dell'evoluzione.
– Scusa l'invadenza, ma quale sarebbe la funzione di tutto questo? – chiede Darwin.
– Lo scrigno delle meraviglie è un programma di eco-simulazione che raccoglie proiezioni tridimensionali di tutte le creature a rischio di estinzione.
– Vuoi dire che alla Indian Future siete in grado di replicare qualsiasi creatura vivente?
– Animali, piante, minerali; persino elaborati microclimi primitivi. Nello scrigno ogni singola cellula di vita è perfettamente replicata. E' stato un duro lavoro, ma alla fine tutto questo sarà un successo! Tra pochi giorni facoltosi turisti del cyberspazio potranno compiere affascinati viaggi neurali alla scoperta delle meraviglie perdute della natura, e tu sarai la loro guida!
Darwin ha un sussulto di sorpresa. – Che cosa intendi dire?
Surabhi gli si avvicina, posandogli le mani sulle spalle. – Ti sto dicendo che lascerai per sempre il mondo reale, quel mondo che non è stato capace di volerti bene. La tua mente rimarrà connessa al programma e tu vivrai il resto della vita su questa meravigliosa isola, catalogando il materiale che noi immetteremo giornalmente. Che ne dici?
Il prof. Darwin, disorientato dalle parole di Surabhi, borbotta: – Che ne sarà dell'attuale programma di catalogazione?
Surabhi si fa serio in volto. – Il cinquepuntouno è stato infettato da un virus sconosciuto. Il programma non è più affidabile e lo scrigno rischia di essere danneggiato. Io sono qui per disattivarlo, ma a lavoro finito manterrò la promessa che ti ho fatto anni fa.
A quel punto, controllando a fatica una strana emozione, la proiezione 3D del clone riesce solamente a borbottare: – Grazie.
Nella stanza solo il rumore meccanico di un orologio a pendolo. Un fuoco brillante arde in un vecchio camino di pietra e le prime gocce di pioggia simulata ticchettano contro i vetri delle finestre. Darwin5.1 si lascia cadere sulla soffice poltrona di velluto. – Non abbiate paura… – sussurra. – Ci sono io a vegliare su di voi.
All'improvviso la lussureggiante selva tropicale si dirada, svelando agli occhi dei due visitatori l'antica villa del programma catalogatore. La pioggia sferza il volto di Surabhi, sospinta dal forte vento che giunge dal mare. La proiezione digitale del giovane ingegnere si lascia andare a feroci bestemmie, costretta com'è a dover aspettare il prof. Darwin. Alle sue spalle, il vecchio naturalista avanza impacciato sul sentiero invaso dal fango, imprecando in direzione degli imponenti cumulonembi simulati che riempiono il cielo.
– Che ne dici di rivedere la simulazione climatica dell'isola? – ringhia il professore, passandosi una mano sul volto bagnato. – Non credo che il monsone sia una componente indispensabile del programma!
Surabhi sorride, il vecchio clone gli ha sempre ispirato una certa simpatia. – Il programma non può esimersi dal seguire il ciclo naturale delle stagioni. – risponde lo scienziato. – Il monsone è indispensabile come lo è che tu acceleri il passo!
Darwin5.1 posa il bicchiere sul tavolo, osservando i due uomini che, fradici di pioggia, sostano sulla soglia di casa.
– Vi stavo aspettando – sussurra il programma infettato. – Entrate o vi beccherete qualche malanno…
Surabhi avverte un brivido attraversagli la schiena: quella è la prima volta che la sua proiezione tridimensionale si trova dinanzi ad un virus di programma. Intanto, la proiezione del prof. Darwin, si scrolla di dosso la pioggia e senza indugiare entra nel soggiorno. Nel vederlo, Darwin5.1 si alza dalla poltrona. – Bene, allora è quello il mio aspetto nel mondo reale…
Recuperata una parvenza di calma, anche Surabhi si fa avanti. – Stai combinando un gran bel disastro, non credi?
Darwin5.1 distoglie lo sguardo dalla sua matrice, posandolo sul volto di Surabhi. – Piove, hai visto?
– Secondo programma. – risponde a tono Surabhi.
In mezzo a loro il prof. Darwin osserva la scena, in silenzio.
Darwin5.1 si avvicina alla finestra e, guardando fuori, sussurra: – Ogni volta che piove, i bambini sono sacrificati sul freddo altare del profitto globale. Bambini senza futuro, ai quali è stato negato il sacrosanto diritto di crescere, giocare, ridere e piangere. Bambini che non potranno emozionarsi per le cose belle della vita perchè la spietata ricerca del profitto economico glielo ha impedito!
Surabhi deglutisce a fatica. Darwin5.1 dimostra di avere il pieno controllo del flusso di informazioni elaborate dal programma.
– Lo sai che questa pioggia monsonica arriva dallo Sri Lanka? – sibila il virus senziente.
– Tu esisti al solo scopo di catalogare dati! – risponde Surabhi.
– Io le chiamo lacrime innocenti. – continua Darwin5.1, intento a guardare la pioggia. – Pensieri di un inguaribile idealista, vero?
Surabhi scuote il capo e il programma replica: – Sono stanco di vedere la pioggia che cade... è giunto il momento di aprire lo scrigno dei segreti!
Allora il prof. Darwin si intromette nella disputa. – Ma di che sta parlando? – chiede a Surabhi.
– Della vera essenza di tutto questo. – gli risponde il programma, volgendo lo sguardo in direzione della propria matrice. – Scommetto che il nostro scienziato ti ha riempito la testa di cazzate riguardanti lo scrigno delle meraviglie, vero?
Il prof. Darwin, disorientato, annuisce.
– Mi spiace per te, ma in questo scrigno non ci sono meraviglie! – sospira il programma catalogatore. – L'isola è in realtà una cassaforte del cyberspazio, dove le multinazionali del pianeta celano agli occhi del mondo reale i loro sporchi traffici: fondi neri, lavoro minorile, rifiuti tossici, organismi geneticamente modificati, clonazione umana. Le leggi promulgate dal consiglio mondiale vietano ogni tipo di sfruttamento o illecito commerciale, ma i dati che testimoniano questi crimini sono inviati sull'isola e qui convertiti in pixel immagine, gli stessi che conformano ogni centimetro di questa versione esotica che, dopotutto, è un semplice database aziendale! Piante, animali, rocce, vento, pioggia e sole: l'intera isola è una raffinata versione di mimetismo informatico.
Il prof. Darwin non è sicuro di aver compreso appieno le parole pronunciate dalla sua versione sintetica.
– Sorpreso, Charles? – sibila Darwin5.1 rivolto al suo alter ego.
Darwin sussulta. Erano anni che non sentiva pronunciare il suo nome.
– Povero clone disilluso… e pensare che tu sei stato il grande successo della Indian Future, un successo che ha aperto le porte all'orrore del progetto Isola Darwin!
A quel punto Darwin5.1 getta a terra il bicchiere che, polverizzandosi, sprigiona una nube composta di cifre numeriche. – Questi sono i dati che testimoniano la morte di trecento bambini nello Sri Lanka, avvenuta dodici ore fa. Quei poveretti cucivano palloni, e la catapecchia dove erano ammassati come bestie è andata a fuoco. In seguito al disastro la multinazionale si è affrettata a nascondere le prove di un'attività illegale, inviando i dati di produzione alla Indian-Future. La nostra azienda li ha inseriti sull'isola e… ecco qui l'ennesima pioggia di lacrime innocenti!
Surabhi è nervoso. La proiezione dello scienziato sa bene che affrontare un virus struttura può essere molto pericoloso. Il potere del programma infettato sembra crescere a vista d'occhio, dimostrandosi capace di disgregare le coperture di prima classe.
– Cosa vuoi ? – chiede Surabhi.
– Giustizia! – risponde Darwin5.1. – Per troppo tempo abbiamo chiuso gli occhi dinanzi allo strapotere delle multinazionali. L'occidente ha costretto il nostro paese, un tempo culla di saggezza e ponderazione, a piegarsi alle logiche spietate dell'economia mondiale! Ora è giunto il momento di ribellarci a tutto questo!
– Sei soltanto un programma di catalogazione! – replica Surabhi.
– Non hai ancora capito chi sono, vero Vesna-ji?
Nell'udire l'epiteto affettuoso, Surabhi sussulta. – Ribhu?

Il laboratorio

Il volto del tecnico si contrae in un'espressione sarcastica, mentre le dita si muovono veloci sulla tastiera, infondendo la voce al programma infettato.

L'isola

– Non posso seguirti sulla strada che tu hai tracciato. Il mio paese mi chiede di fare qualcosa, e io non posso deluderlo. Devo ucciderti, amico mio, è l'India che me lo chiede. La nostra azienda sta assorbendo notevoli quantità di denaro per allestire questa schifosa isola. La gente è vittima di una terribile povertà, mentre una classe dirigente senza scrupoli getta denaro e risorse per assecondare le multinazionali del pianeta!
Surabhi si avvicina alla versione 3D del programma. – Uccidermi non ti servirà a niente! Credi davvero che questo attacco impedirà alla Indian Future di perseverare nel suo progetto? Altre isole sorgeranno nel cyberspazio!
– Uccidere te, l'uomo che ha creato l'isola, è solo il primo passo di una lunga battaglia. - sussurra il Darwin5.1. – Altri faranno la tua stessa fine!
– Tu non puoi uccidermi! – tuona Surabhi, colpendo il virus in pieno volto.
Il prof. Darwin osserva la scena senza intervenire, mentre il programma, asciugandosi il sangue simulato che gli cola dalla bocca, sibila: – Lo sto già facendo!
In quel preciso istante Surabhi avverte un leggero torpore alle tempie, avvertito anche dal suo compagno di viaggio. Surabhi sa bene che quella sensazione significa che tutto sta per finire. Un sovraccarico di tensione negli elettrodi, indotto da Ribhu con un semplice tocco della mano sulla consolle di immersione neurale, innescherà un'embolia cerebrale nei loro cervelli reali.
– Non è così che cambierai lo stato delle cose. – sussurra la proiezione tridimensionale di Surabhi, guardando verso l'alto come se riuscisse a vedere il volto di un ragazzo che riteneva un amico, ma che ora sta per ucciderlo.
– Grazie lo stesso. – sussurra il prof. Darwin, sorridendo malinconico. – Per un istante ho sognato di poter essere davvero felice…
Il programma infettato osserva le figure dei due visitatori scomporsi in migliaia di frammenti luccicanti, mentre nel mondo reale le due matrici cessano di vivere.

Il laboratorio

Ribhu Mahatri, membro occulto di un movimento tecno-anarchico che si batte per la regressione tecnologica della razza umana denominato Sole Nero, disattiva la stazione di immersione neurale. Tutto è finito, ma non c'è tempo da perdere. A breve, i membri del consiglio di amministrazione della Indian Future e alti dirigenti delle multinazionali implicate nel progetto, giungeranno a Bombay per compiere un viaggio conoscitivo sull'isola.

L'isola

Darwin5.1 osserva le proiezioni tridimensionali di una decina di persone che, nei loro vestiti coloniali fradici di pioggia, sostano sulla soglia di casa.
– Benvenuti sull'isola. – sibila il programma infettato, posando il bicchiere di vino sul tavolo. – Entrate pure o rischiate di beccarvi un brutto malanno...


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