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Psico-frame 6

Inserito Martedì 02 maggio 2006

Narrativa un racconto di Simone Conti

Ore 21,00

Avvolti dalla fredda luce di un neon, tre uomini armeggiano con un congegno metallico da cui fuoriescono cavi elettrici collegati a ventose di silicone.

– Martèn sei pronto? A minuti “il nido” sarà qui…

Un ragazzo dalla testa rasata annuisce all’invito del suo mentore, il prof. Felluion.

– Non siate tesi… – sibila il tizio vestito di nero, che troneggia alle loro spalle. – Portate a termine l’esperimento e da domani vi ritroverete ricchi sfondati!

Il professore, schivando lo sguardo strafottente del losco figuro che si fa chiamare agente X, posa le mani sulle spalle di Martèn, sussurrandogli all’orecchio: – Questa volta devi portare la bestia a mille kilohertz, ci siamo capiti?

– Non ti preoccupare – replica il ragazzo.

– Io sono già preoccupato! – lo corregge Felluion. – L'immersione neurale di stasera, sarà l'ultima occasione di attuare il grande progetto! Cosa mi hai detto una volta: ti seguirò fino in fondo? Be’, allora datti da fare!

Lo sguardo teso di Martèn rimbalza tra il volto burbero del prof. Felluion, la nera sagoma dell’uomo giunto da Parigi e il cubo posato sul tavolo.

– Ti ho detto di non preoccuparti… – sussurra infine il ragazzo.

Ore 21: 09

La donna, immobilizzata con cinghie di cuoio, scruta con diffidenza gli infermieri che le stanno applicando le ventose ai lobi temporali. Nello stesso istante, dalla parte opposta del tavolo, il professore esegue lo stesso procedimento su Martèn.

Terminata la preparazione, gli infermieri escono dalla stanza mentre Felluion, seguito dal cupo agente X, si dirige nella sala controllo.

Seduto davanti a numerosi monitor, il professore si applica a sua volta i cavi elettroencefalografici di connessione, indispensabili per mantenere il contatto psichico con Martèn.

Il Nido (1)

“Paura e terrore, in aggiunta agli effetti di un’esperienza ignota, sono frequentemente parte dell’epilessia del lobo temporale. Nell’Esperienza di Dio, impulsi di paura causano il tremore, la debolezza delle ginocchia e la gola secca tipici di un’attività emotiva eccessiva.”.
(Michael A.Persinger, Neuropsychological Bases of God Beliefs)

Ore 21: 12

Inizio immersione elettroencefalografica.

Frammento psichico 1 – Il sedimento neuro-delirante assorbito dall’operatore manifesta 144 kilohertz.

– MARIANNE, MI SENTI?

– Il corpo si contorce e le vene pulsano sangue ribollente. Respiro a fatica, i polmoni bruciano e dalla vagina espello grumi di sangue e sperma. Cerco di aggrapparmi a sprazzi di lucidità perduta, ma non ci riesco. L’oscurità mi avvolge nel suo freddo abbraccio, impedendomi di pensare…

– DOVE TI TROVI?

– Scariche elettriche cancellano la mia quiescenza sensoriale. Apro gli occhi e mi trovo rinchiusa in questa gabbia di ferro tagliente, avvolta da venefici vapori che ammorbano l’aria. Sento dolore, vomito sangue, graffio la fredda ruggine di una metallica costrizione e piango. Lui mi aveva promesso l’amore eterno, l’amore di un uomo che diceva di amare la propria donna. Fui raggirata, umiliata, picchiata e derisa! Solo allora percepii la folle dimensione del suo amore…

Ho il corpo ricoperto di lividi e perdo sangue dal naso. Il suo caldo sperma cola lento tra le mie cosce.

Il tempo… non ne avverto più lo scorrere…

Osservo le pareti di questa prigione senziente: muraglie di nero metallo, imbrattate da schizzi di sangue rappreso.

La gabbia oscilla nel buio di una nera follia e laggiù, su di un pavimento intriso di antico lerciume, si va formando una pozza di sangue.

Attorno alla pozza banchettano nugoli di formiche. Scuoto la gabbia, urlo, ma nessuno può sentirmi…

Da qualche parte nell’oscurità, odo il pianto di una bambina.

La piccola soffre. Le stanno facendo del male! Con mani tremanti mi copro le orecchie, ma quel lamento innocente abbatte le fragili barriere di una coscienza perduta, graffiando i frammenti dei pochi ricordi che ancora possiedo.

Un freddo intenso attanaglia questo scheletro di ossa spezzate.

– PARLAMI DI LUI…

– Mi promise la felicità eterna, ma l’unico dono che ricevetti fu il dolore di una negazione mentale. Sono sicura che non uscirò mai dalla tomba senziente, perché lui non mi concederà di abbandonare l’oblio del suo regno.

– COSA VEDONO I TUOI OCCHI?

– Le formiche se ne sono andate. Adesso, intorno alla pozza, banchettano viscidi vermi di sperma traslucido. Il pianto della bambina è cessato, ma quel lamento aleggerà di nuovo nel silenzio della tomba. Ho sete e la lingua si è gonfiata a dismisura. Non riesco a deglutire. I polmoni anelano ossigeno, mentre dalla vagina cola il suo batterico sperma!

Percezione reale: ore 21,30

– DOTTORE, AVVERTO UN SOVRACCARICO NEURALE DEL NIDO!

Mediante i cavi elettroencefalografici, la mente del professore assorbe l’attività cerebrale di Martèn modulandola in frequenza sonora di una voce reale. – Non ti preoccupare, non rilevo alcun pericolo – lo rassicura Felluion, scrutando gli indicatori digitali che fluttuano sugli schermi dei computer. – Il sistema limbico1 di Marinane è sotto controllo. I livelli di ossitocina2 e dopamina3 si mantengono regolari.

Il Nido (2)

“La personale esperienza di Dio contiene anche componenti aggressive. Invece di collera scatenata o di assalti, l’aggressione può consistere di fattori più sottili, e apparire come una voce, un impulso o un comando.”.

(Michael A. Persinger, Neuropsychological Bases of God Beliefs)

– COSA SUCCEDE, MARIANNE?

– Una porta si apre, stridendo sopra a cardini di rugginoso metallo. Esili fasci di luce trafiggono l’oscurità della tomba.

Lui è qui!

Un corpo di traslucida pelle, sfregiata da centinaia di uncini lucenti, si erge accanto alla gabbia. La sua bocca è suturata con filo chirurgico e possiede occhi privi di vita che scandagliano ogni angolo della stanza, alla ricerca di qualcosa. Cerco di sottrarmi al suo sguardo, ma non posso nascondermi: la tomba senziente è il nostro palcoscenico…

– Mosss…tramiii…la…viaaa!

– La sua voce mi sferza la mente.

Frammento psichico 2 – Il sedimento neuro-delirante assorbito dall’operatore manifesta 346 kilohertz.

Entità psichica localizzata.

– LUI E’ ANCORA LI’?

– No! Guardo in basso, oltre l’orlo della gabbia, e mi accorgo che anche i vermi sono spariti.

Adesso, laggiù, c’è una bambina. Indossa una maglietta rossa e una delicata gonnellina celeste. Il suo esile volto sembra incapace di contenere il triste ricordo di un antico dolore. La piccola si inginocchia sulla pozza immergendovi una lingua abnorme! Mi guarda incuriosita, con quegli occhi pieni di tristezza. Sta cercando di dirmi qualcosa, mentre dalla bocca le cola sangue!

– Cerco la mia mamma. Hai visto la mia mamma?

– Chi è quella bambina e cosa vuole da me? Improvvisamente estrae un lungo coltello e con fare tranquillo si squarcia la gola. In pochi istanti una piccola testa rotola sul pavimento, lasciando dietro di sè una viscida bava trasparente.

Portami via da questo inferno…

Frammento psichico 3 – sedimento neuro-delirante in assorbimento dall’operatore manifesta 576 kilohertz.

– SE NON MI AIUTI, NON POSSO SALVARTI…

La porta si apre… Lui è tornato! Il Moloch Delirio si avvicina al corpo inerme della bambina e, contorcendosi come un rettile, ne inghiotte i poveri resti.

Lampi di luce mi accecano. Quando riapro gli occhi, il Moloch è scomparso…

Percezione reale: ore 21,33

Lo psico-connettore riceve l’attività cerebrale della paziente, modulandola in sequenza visiva. Sono fotogrammi allucinanti, che mostrano una giovane donna rinchiusa in quella che sembra essere una gabbia per conigli. Il suo corpo è ricoperto di sangue rappreso e topi giganti. L’agente X non riesce a staccare gli occhi da quell’abominio visivo, mentre alle sue spalle il professore sussurra: – Molto bene… Le sinapsi di Marianne si sovraccaricano! La bestia ha percepito la connessione al nido…

Frammento psichico 4 – sedimento neuro-delirante assorbito dall’operatore manifesta 581kilohetrz.

Entità psichica in espansione.

– PARLAMI DEL TUO PASSATO.

– Schegge di ricordi impazziti mi riportano al tempo in cui possedevo la percezione del mio Io.

Desideravo essere felice, amare e crescere un figlio. Troppo spesso ho permesso a uomini crudeli di entrare nella mia vita concedendo loro il cuore, il corpo e l’anima.

Non potevo sapere che tra quegli uomini c'era lui, il Moloch Delirio, il Signore dell’agonia!

Io volevo solo amare ed essere amata…

Quante volte ho sognato di accucciarmi accanto a un uomo che mi capisse, che condividesse l’entusiasmo per la vita e la curiosità che nutrivo per tutto quello che mi circondava!

Lui si prese i miei sogni e con l’inganno di un amore perduto mi richiuse nel suo regno delirante!

– PUOI AVVICINARTI A LUI?

– No! Guardo la pozza di sangue. Lì attorno non c’è nessuno. Lo sperma del mostro riempie la mia vagina mutilata.

Il dolore è percezione!

– CERCA DI CALMARTI…

– La gabbia oscilla con violenza, squassata da venti assordanti. Mi aggrappo a queste fredde sbarre di acciaio, mentre ossa spezzate mi trafiggono le carni.

Lui mi osserva, lo sento. Non riesco a scorgerne la figura, ma so che il mio signore è qui con me.

Odo nuovamente il pianto della bambina. Il suo sterile lamento sferza il silenzio della tomba.

Ho paura!

– Mosss…tramiii…la...viaaa!

– La voce del Moloch mi ottenebra la mente. Credo che non mi sia concesso morire, perché la morte mi renderebbe libera.

– Fateemii…uscii…reee!

– Vorrei gridare, dare sfogo all’ira che mi cresce dentro, ma non ne sono capace…

La bimba non smette di piangere

– Lei no! Lei lasciala in pace!

– Mosss…tramiii…la…viaaa!

– Con mani tremanti mi copro le orecchie per non sentire la sua voce!

Percezione reale: ore 21,36

Il professor Felluion batte i pugni sul tavolo, imprecando in direzione dei monitor: – Muoviti, brutta puttana, mostragli la via!

– Che diavolo le prende? – chiede l’agente X.

Con l’indice della mano, il professore indica una macchia nerastra comparsa al centro degli schermi. – La vede la zona d’ombra? Questa imperfezione cromatica segnala la presenza di un Moloch Delirio! Cazzo… non gli ero mai arrivato così vicino! I dati che giungono dallo psico-connettore ci dicono che la bestia sta producendo un sovraccarico neurale del nido!

– Che cavolo vorrebbe dire? – borbotta l’agente X.

Di rimando, Felluion lo invita ad osservare i monitor. – I cavi elettrici applicati ai lobi temporali della paziente assorbono l’attività elettrica del suo cervello inviandola all’operatore il quale, mediante un microchip impiantato alla base dell’ipotalamo, le elabora in pixel immagine. A quel punto le sequenze visive, estrapolate da un impulso elettrico, sono immagazzinate all’interno del connettore psichico, che è in grado di elaborare la struttura energetica della bestia. Ora, i tremori di Martèn e della paziente, sono causati dall’attiva del Moloch. La bestia psichica pulsa frequenze elettriche ad alto voltaggio che il connettore, in alcuni casi, non è in grado di filtrare. In questo modo, la mente di Martèn è costretta a raddoppiare l’attività cognitiva onde evitare un sovraccarico neurale che potrebbe causare una sorta di coscienza superflua, ossia, l’operatore, in questo caso Martèn, si troverebbe ad elaborare un mondo psicotico realmente percettibile.

– Tutto questo è pazzesco! – strilla l’agente X. – Se l’entità dovesse alterare la nostra percezione reale, sarebbe in grado di plasmare deliranti universi multipli che porterebbero la genìa umana al tracollo mentale! Si ricordi che l’Agenzia vuole la bestia in uno stato di pieno controllo percettivo!

Frammento psichico 5 – Sedimento neuro-delirante assorbito dall’operatore manifesta 793 kilohertz.

– PARLAMI ANCORA DI LUI…

– Striscia sul fondo della tomba, cercando un punto di accesso. Presto la fortezza sarà presa e il vostro mondo violato!

Il Moloch Delirio si muove veloce sul pavimento. Ora si avvicina alla pozza di sangue, prosciugandola con la sua lingua vischiosa.

Perdo sangue dal retto. Presto si formerà una nuova pozza sanguinolenta dove lui placherà una sete di inumana lussuria.

Ricordo quando si prese la mia dignità. Occhi vitrei mi fissavano tetri e molteplici falli di metallo tranciavano le mie carni, accecandomi di dolore e di vergogna. Il Moloch era sopra di me, ruggendo di un putrescente desiderio. Nel suo corpo non c’era vita… solo morte e negazione. Cercai di allontanarmi da quel vortice infernale, ma lui non me lo permise. La bestia mi costrinse a bere il suo sperma batterico, imponendomi di leccare turgidi falli di lucente metallo. Fui violentata con la freddezza di rugginosi stantuffi e il mio ventre si contorse nell’accogliere un seme malvagio!

Io volevo solo amare ed essere amata…

– PORTAMI DA LUI…

Dicono che di amore si può impazzire! Dicono che a volte l’amore può fare queste cose, ma io non ci credo. Non ho mai creduto a chi non ammira la grandezza del Moloch, a chi non crede nella sua magnificenza!

Lui ti fa del male, certo, ti distrugge, vero, ma in cambio ti dona della vera essenza di un piacere capace di stravolgere la tua stessa percezione.

Io non voglio farlo, capisci? Non posso farti avvicinare oltre. Il Moloch espande il suo nero potere e io non sono in grado di fermarlo!

Lui ci condurrà nel delirio…

Percezione reale: ore 21,41

Parametri di ossitocina e dopamina in aumento.

L’imperfezione cromatica oscura rapidamente il campo visivo del monitor.

– Ma che sta aspettando? Sospenda subito l’immersione! – esclama l’agente X, stanco di assistere alla triste scena di quei corpi squassati da violenti tremori.

– Non ancora! – ribatte il professore. – Le assicuro che stavolta ci siamo davvero vicini…

IL NIDO (3)

“Se specifici modelli elettrici cerebrali sono l’esperienza di Dio, la tecnologia avanzata potrebbe essere usata per controllare la popolazione umana?”

(Michael A. Persinger, Neuropsychological Bases of God Beliefs)

– I topi sono dappertutto! Quei luridi bastardi si aggirano accanto alla pozza, leccando un sangue che accresce la loro brama di dolore.

I topi sono servi fedeli del Moloch…

– FALLO ENTRARE!

– Non posso…

– CRISTO, MARIANNE! MOSTRAGLI LA VIA!

– Sul fondo della tomba c’è ancora quella bambina. La piccola se ne sta in piedi, stringendo sottobraccio la sua testa. I topi si precipitano verso di lei. Adesso le girano attorno con diffidenza, annusandola. Poi si allontanano, arrampicandosi sulle catene della gabbia. La bambina è ancora lì e un pallido volto di testa mozzata mi fissa.

Hai visto la mia mamma? Lei mi ha fatto del male, ma io la perdono. Se vedi la mia mamma, dille che non è stata colpa sua… non è stata colpa sua…

– GUARDA LA BAMBINA, MARIANNE!

– I topi mi stanno raggiungendo! Mi rannicchio in un angolo, in attesa dei loro morsi. Ora le bestie si sono fermate. Guardo giù. Il corpo della bimba è riverso a terra.

Mosss…tramiii…la…viaaa!

Non mi è concesso contrastare il potere della sua psiche. Devo obbedirgli, o lui continuerà a farle del male!

Percezione reale: ore 21,55

Il sovraccarico di energia neurale attraversa i cavi di connessione, incendiandoli. L’agente X assiste impotente all'oscuro delirio che sta prendendo vita oltre il vetro divisorio, mentre alle sue spalle il prof. Felluion scruta con segreto interesse i dati raccolti dallo psico-connettore.

– NON CI RESTA MOLTO TEMPO! DEVI LIBERARLO!

– Non sei in grado di comprendere l’oscura creatura che vive nella mia mente! In ogni singola psicosi umana, in ogni delirio mentale, ovunque ci sia dolore e negazione lì prospera un Moloch Delirio! La bestia si ciba della nostra capacità di discernimento, privandoci così del libero arbitrio e di quel mondo reale che ci circonda. Il Moloch striscia nei profondi recessi della mente, pronto a generare il portale psichico che gli permette di strutturare il suo impero delirante!

– SE TU MI AIUTI, IL MOLOCH METTERA’ FINE A QUESTO MONDO SCHIFOSO, AL MONDO CHE TI HA FATTO DEL MALE, AL MONDO CHE TI HA PORTATO VIA LA TUA BAMBINA!

La mia bambina….

Percezione reale: ore 21,58

Felluion distoglie lo sguardo dal monitor, posandolo sul pallido volto dell’agente X. – Ormai è fatta! Marianne sta crollando…

Percezione reale: ore 21,59

– La tomba di sangue è mutata. Ora sono avvolta da bianche pareti che mi infondono una pace perduta. Dinanzi a me siede un giovane ragazzo. Il suo corpo inerme giace immobile sulla sedia. Il mio Padrone si sta nutrendo della mente di quel ragazzo e io mi appresto ad assistere alla genesi di un delirio supremo.

Mi sentite la fuori? Non ci sarà più quel mondo reale che fece del male a Marianne Deglàs…

Percezione reale: ore 22,01

– Ma che diavolo gli sta accadendo? – tuona l’agente X posando lo sguardo sui corpi inermi di Martèn e della donna!

Il professore non, però, non presta orecchio allo sfogo dell’uomo giunto da Parigi, poiché la sua attenzione è catturata da un grasso topo che, da sopra il monitor del computer, lo osserva cattivo.

– E quello da dove è uscito? – Gli occhi sgranati dell’agente X, palesano la sua profonda avversione ai ratti.

– Prima di mutare in nido, il suo nome era Marianne Deglàs… – gli risponde Felluion.

– Li vede anche lei i topi? Merda! Stanno entrando da ogni parte!

– Il marito di Marianne la violentava con falli di metallo, che lui stesso si costruiva in un vecchio capanno degli attrezzi – riprende Felluion, come se niente fosse. – Lui la sottoponeva a bestiali violenze, e se questo non bastava, costringeva la figlioletta di sei anni ad assistere alle orribili torture inferte alla sua mamma! Ma un bel giorno la donna decide di porre fine a quell’inferno. Marianne attende che il marito ritorni dal lavoro, attende che l’uomo la porti nel capanno assieme alla bambina, e un secondo prima che lo spettacolo vada in scena, lei estrae un uncino da macellaio e con quello tenta di farlo a pezzi. Ma lui ha pianificato l’esperimento in ogni dettaglio. Così, senza pensarci due volte, la rinchiude in un’angusta gabbia per conigli. Poi raccoglie da terra l’uncino e con quello decapita la figlia, davanti agli occhi di quella fottuta puttana! Marianne urla come una pazza, le sinapsi del suo cervello iniziano a elaborare un sovraccarico elettrico di inaudita potenza. Il dolore è nutrimento e Marianne, senza saperlo, inizia a generare un Moloch Delirio!

– Lei vorrebbe dirmi che ha ucciso la sua famiglia al solo scopo di generare la bestia? – esclama l’agente X, notando l’espressione vacua comparsa sul volto del professore.

– L’uomo, da sempre, è andato in cerca del Moloch Delirio. Per secoli la bestia è stata chiamata in modi diversi: Parkinson, Alzheimer, autismo, demenza senile, schizofrenia, epilessia, depressione. Ai nostri occhi, il Moloch appariva sotto le mentite spoglie di terribili afflizioni della mente umana, senza che noi fossimo in grado di percepire la sua vera origine. Ma io sono riuscito dove tutti hanno fallito. L’Agenzia vuole la bestia per venderla a quei governi disposti a sborsare miliardi di euro pur di averla. Perché il Moloch Delirio è la chiave del potere, perchè infondere la pazzia a piacimento, significa dominare il mondo, vero?

– Se non ricordo male, per lei la cattura di un Moloch Delirio era una prerogativa di vita! – lo ammonisce l’agente X. – Ora non trova di meglio che mettersi a discutere sull’uso che l’Agenzia vuole fare della bestia?

– Accecato dal sogno di elevarmi al pari di Dio, ho sacrificato la mia famiglia nella ricerca del Moloch e adesso che l’ho catturata, che Dio non è mai stato così lontano, ho deciso di chiudere la partita a modo mio!

– No…No… – ringhia l’agente X, incurante dei ratti che trotterellano per la stanza. – L’Agenzia vuole la bestia. Lei è stato pagato profumatamente per catturarla e adesso ce la consegnerà!

– Anni di violenze non erano servite a generare un nido nella mente di Marianne… – replica Felluion, ignorando l’ordine di X. – Ero smarrito, lo confesso. Ogni tentativo di risvegliare la psico-creatura era fallito. Poi, quel giorno nel capanno, portai a termine la mia grande scoperta! Possedevo la chiave per la più letale arma di distruzione di massa, un’arma in grado di annullare il cervello umano, comprende? Divorato dal rimorso pensai di farla finita, ma all’improvviso ebbi una visione, e per realizzarla mi serviva un ragazzo disposto a sacrificare la sua vita, affinché si potesse elevare la connessione neurale sino al sesto frammento…

L’agente X osserva i corpi all’interno della sala di costrizione. Poi si rivolge al prof.Felluion: – E così, Martèn sarebbe una sorta di psico- kamikaze…

Sul volto del professore affiora un sorriso tagliente. – In verità, il connettore psichico mi permetterà di liberare il Moloch dalla sua costrizione psichica! Liberando la bestia dalla mente di Marianne, e potenziandone il delirio sino al sesto frammento neuro-delirante, l’intero pianeta sarà avvolto dal supremo delirio!

Accortosi di essere in pericolo, l’agente X si precipita verso la porta di uscita. Ma arrivato in prossimità di questa si accorge, con orrore, che le pareti della stanza si stanno ricoprendo di uno strato di carne pulsante.

– Fuggire è inutile…– ridacchia Felluion. – Martèn e Marianne hanno portato a termine la gestazione. Il Moloch si è impossessato dell’umana percezione e la realtà che ci circonda svanisce…

L’agente X, in preda ad un violento attacco di panico, cerca di sottrarsi ai morsi dei ratti, colpendoli con calci poderosi, mentre dal soffitto gronda sangue e il pavimento si dissolve in brodaglia cerebrale…

Frammento psichico 6 - sedimento neuro-delirante in espansione nella percezione reale è di 1.000 kilohertz.

– Mi liberi da tutto questo!

L’agente X si copre il volto con le mani. Felluion, dal canto suo, appare stranamente rilassato. – Non si agiti… – sibila il professore, la cui percezione psico-visiva si sta dissolvendo in bruma delirante. – Il Moloch Delirio è già qui!

+++++++

1- sistema limbico – centro delle emozioni che raccoglie i segnali mandati dagli organi e regola il rilascio di ossitocina

2-3 - ossitocina e dopamina –sostanze responsabili del senso di gratificazione provato dopo il sesso, ma anche nelle interazioni sociali.


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