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Agaraff Paolo – Il sangue non è acqua

Nuovo romanzo, dopo Le rane di ko samui, per l’inquietante terzetto di scrittori che si cela dietro lo pseudonimo di Paolo Agaraff.
Il sangue non è acqua si presenta come un’opera sicuramente più corposa rispetto alla precedente, sia dal punto di vista della quantità che, senza dubbio, da quello della qualità.
Ma partiamo dalla trama.
In un’isola sperduta vicina alla Sardegna, dal nome non troppo ben augurante – Mortorio – si ritrovano sette lontani parenti per la lettura del testamento di un loro parente semisconosciuto, Bonifacio Farricorto. Scoprono che tale parente era in possesso di grandi ricchezze, ma quando tutti cominciano ad assaporare il colpo di fortuna capitato così inaspettatamente, cominciano i guai. I parenti riuniti cominciano a scomparire, eliminati misteriosamente da mano ignota.
Certo, la trama ricorda abbastanza Dieci piccoli indiani, di Agata Christie, ma non era certo riscrivere in altro modo un romanzo famoso l’obiettivo degli autori. Anche perché, alle vicende che accadono nell’isola, si mescolano i fatti narrati in un vecchio diario che parla di un lupo di mare scomparso da tanti anni.
E oltre ad Agata Christie ritroviamo Lovecraft, da cui gli autori attingono a piene mani. Come per la loro opera precedente, del resto.
Il sangue non è acqua rappresenta, senza dubbio, un balzo in avanti dei tre autori, come dicevo all’inizio. Il lavoro collettivo fatto, e su un’opera senza dubbio più complessa della precedente, è molto buono.
Il romanzo è godibile e ben scritto, molto coeso sia dal punto di vista stilistico che strutturale. Non è facile riuscire a organizzare un lavoro a sei mani per un romanzo che vada al di là della semplice storiella, dal prendere ognuno alcuni protagonisti e portarseli avanti senza tenere conto degli altri personaggi o dell’evoluzione della storia. Tutto questo ne Il sangue non è acqua non accade perché i personaggi prendono vita nella storia e danno vita alla storia, risultando credibili e dando note di colore alla narrazione.
Perché, come nella migliore tradizione del romanzo popolare, è proprio la storia, in questo caso, ad essere la protagonista del romanzo.
Credo che siamo troppo abituati oggi a leggere cose in cui la trama non è altro che un espediente per mettere in mostra le (supposte) virtù letterarie dell’autore, a leggere frasi che si chiudono su se stesse senza uno scopo apparente. Del resto gli autori, forti della loro lunga militanza nella narrativa di genere, riescono a mettere in campo una contaminazione di generi che ritengo sia, oggi, il modo migliore per creare una narrativa vicina alle esigenze dei lettori, ai problemi reali della società.
Una risposta ad un mainstream che spesso risulta essere solo un mero esercizio di stile da parte di autori conosciuti ma che sembrano, leggendo le loro opere, essere anni luce distanti dal mondo che noi poveri mortali viviamo. Giallo, horror, fantasy e mistero si mescolano, e nonostante i tre autori e le sei mani la struttura del romanzo è decisa, la trama è lineare e lascia immaginare un lavoro a monte molto ben organizzato e svolto in maniera precisa, con delle regole quasi ferree.
Non credo, in caso contrario, che il prodotto finale sarebbe stato qualitativamente così buono.
E non dimentichiamo che siamo negli anni trenta, e non proprio sullo sfondo del romanzo appare l’Italia in cui il fascismo e Mussolini sono in ascesa. Una povera Italia che di troverà di fronte, pochi anni dopo al devastante conflitto mondiale.
Come potete constatare anche da queste poche righe, le chiavi di lettura del romanzo sono diverse, e questo è un altro suo punto di forza.
Un libro che va letto e goduto con calma, assaporando la costruzione della trama e dei personaggi, assaporando il lavoro – veramente ottimo – che hanno fatto Paolo Agaraff.
Paolo Agaraff – Il sangue non è acqua – Pequod – pag. 127 – euro 13,40

Aggiunto: March 20th 2006
Recensore: Roberto Sturm
Voto:
Hits: 2727
Lingua: italian

  

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