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ESCHBACH ANDREAS - NIPPON STORY

Andreas Eschbach è nato a Ulm nel 1959 e vive nei pressi di Stoccarda; laureato in tecnica aerospaziale, per un po' di tempo ha diretto una società per lo sviluppo di software. Di lui si dice che abbia scritto i primi racconti a quindici anni subito pubblicati in diverse riviste letterarie: ogni autore cerca di assurgere a mito, a genio involontario e precoce, e a confermare questa malattia di autostima nietzschiana tanto di moda tra gli scrittori, Eschbach par proprio voler prestare appieno il suo contributo. Un dato certo è che nel 1994 ha ricevuto la borsa di studio della Fondazione Arno Schmidt assegnata ai nuovi scrittori di talento; dopo Miliardi di tappeti di capelli, ha pubblicato altri quattro romanzi. Poco tempo, tanta fama: nel 1999 Andreas vince il Grand Prix de l'Imaginaire; il suo penultimo romanzo, Jesus Video, sembrerebbe che abbia scalato le classifiche dei bestseller in Germania; il suo ultimo lavoro, Eine Billion Dollar, è tra i più venduti in Germania e anche di questo romanzo l'editore Fanucci ha già acquistato i diritti per la pubblicazione in Italia. Vincitore di alcuni prestigiosi premi, Eschbach si è affermato presso il pubblico internazionale di appetiti facili: i suoi lavori sono stati tradotti anche in Francia con grande successo (almeno così sembrerebbe), ma è indiscutibile che è la vera stellina di quella fantascienza tedesca che si sta aprendo la strada in Europa, una fantascienza che imita, maldestramente, i grandi temi della sf americana degli anni d'oro. Dopo Miliardi di tappeti di capelli (Die Haarteppichnüpfer), scritto con uno stile solo vagamente kafkiano, imitativo di molti concetti già espressi da una maestra della sf come Ursula K. Le Guin, Solaria presenta al pubblico italiano Nippon Story (Solarstation) di Andreas Eschbach. Nippon Story è il secondo romanzo, in ordine di tempo, scritto dall'autore tedesco. Nella postfazione, Eschbach spiega: "Mi ricordo ancora che, rivolgendomi alla parete, dissi: "Volete l'azione? Bene, avrete l'azione!" Così, terminò la mia scorribanda telefonica. Andai a prendere il mio taccuino e dopo alcune pagine lo sguardo venne attirato da una breve nota, già vecchia di alcuni anni. Diceva: thriller d'azione che si svolge su una stazione spaziale - omicidio, ecc. Come fossero lampi, venni colpito da un mucchio di idee che mi attraversarono la mente. Afferrai penna e carta, iniziando a schizzare ciò che Nippon Story sarebbe diventato. Ero fortemente intenzionato a scrivere il più avvincente thriller mozzafiato che fossi in grado di inventare; in ogni caso, un libro che risultasse il più distante possibile dall'equilibrio tra atmosfera e azione di Miliardi di tappeti di cappelli." (Dalla postfazione di Andreas Eschbach a Nippon Story - Solaria, aprile 2002) In effetti è un romanzo che rispetta quanto l'autore ha espresso nella postfazione: avventura spaziale stile Frederick Pohl (ma anche, e soprattutto, un Ken Follett fantascientifico), mistero stile Arthur Conan Doyle, fantascienza stile Isaac Asimov. Ma A. Eschhbach non è K. Follett, non è A. C. Doyle, non è I. Asimov: il risultato è un polpettone narrativo scontato, che solo produce noia ad uso e consumo del lettore. Insomma, Eschbach ha scritto un romanzo rispettando tutti i cliché di genere e non, quelli più commerciali. Lo stile è ridotto all'essenziale, fin troppo, e la trama fa acqua da tutte le parti: arrivati a leggere metà del romanzo, subito si intuisce come andrà a finire: "Nella notizia si riportava che Abu Mohammed, il glorioso capo della jihad, il secondo profeta, avrebbe detto che l'assedio di La Mecca, che durava ormai da un anno, in verità era una prova di fede per i seguaci che alla fine sarebbero stati ricompensati da un miracolo" su la Mecca si alzerà il sole, mentre il raggio mortale e invisibile proveniente dallo spazio arderà la città. Via radio, Khalid comunicherà un messaggio cifrato con la conferma dell'avvenuta esecuzione e in seguito le truppe di Abu Mohammed si metteranno in marcia, scoprendo che ad Allah è garbato uccidere tutti gli abitanti di La Mecca e donare la città santa dell'Islam alla jihad. Ecco il miracolo del profeta. Non farà soltanto terminare la guerra per la conquista di La Mecca, ma aiuterà anche la jihad islamica ad affermarsi definitivamente." (brano estratto da Nippon Story di A. Eschbach nella traduzione di Robin Benatti). La traduzione curata da Robin Benatti è pessima: errori ortografici, sintattici, grammaticali, sono l'abbondanza ad ogni pagina, purtroppo. Nippon Story ha alcuni risvolti sociali e politici avventurosi, ma che non convincono: Eschbach ha provato a vestire i cliché narrativi di Ken Follett e il risultato è quasi stucchevole. La Mecca, città dell'Arabia Saudita, la città santa dell'Islam, meta del pellegrinaggio dei musulmani, è il luogo dove è custodita la Ka'ba. Conquistata da Maometto nel 630, divenne in seguito dominio degli Omayyadi, poi degli Abbasidi e dei Mamelucchi. Intorno al 1517, è stata occupata dagli Ottomani , diventando parte del regno dell'Higiaz nel 1916; in seguito passò al regno saudita nel 1925. Questo è uno dei temi centrali di Nippon Story; tuttavia Eschbach, cercando di fare della fantapolitica, evita di prendere posizione: il risultato è solo "commerciale". La fantapolitica di Nippon Story è un elemento banalmente decorativo all'interno della trama: questa la mia impressione. Rispetto a Miliardi di tappeti di capelli, Nippon Story è un lavoro che si giustifica solo per la sua facile commerciabilità. Solarstation è uscito in Germania nel 1996: è il secondo romanzo pubblicato da Andreas Eschbach. Siamo nell'anno 2015 d.c. e la stazione sperimentale Nippon orbita a quattrocento chilometri dalla Terra: la conquista dello spazio è stata abbandonata dagli americani. Le tecnologie del Sol Levante hanno promesso all'umanità un progetto ambizioso: la cattura dell'energia solare. Se il progetto andrà in porto, l'umanità potrebbe avere fra le mani una fonte di energia inesauribile, che affrancherebbe i paesi poveri da quelli esportatori di petrolio. Tuttavia, improvvisamente, un sabotaggio, seguito da un omicidio, e sulla stazione Nippon si scatena il panico. Il colpevole si nasconde tra i nove componenti dell'equipaggio... Leonard Carr è l'unico occidentale a bordo della stazione Nippon e si occupa della sicurezza sulla stazione spaziale: è l'eroe del romanzo, un eroe che non intendeva essere un eroe, il classico cliché dell'eroe letterario, insomma. Leonard sarà costretto ad indagare su morti inspiegabili e sabotaggi. Nippon Story è una storia come tante altre, niente di più, niente di meno.
Andreas Eschbach
Nippon Story
titolo originale: Solarstation (©1996 by Franz Schneekluth Verlag, Monaco - ©2002 by Fanucci Editore)
traduzione dal tedesco di Robin Benatti
Introduzione di Robin Benatti
Collana di fantascienza Solaria
Pagine: 278
Progetto grafico: Grafica Effe
Solaria n. 21 - anno 3
Periodico bimestrale - Maggio 2002
5,10 Euro
ISBN 88-347-0868-7

Aggiunto: April 5th 2004
Recensore: Giuseppe Iannozzi
Voto:
Hits: 743
Lingua: italian

  

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