Razza provetta, futuro perfetto
di Maurizio Porro
Sarà tutto programmato, avremo un futuro pulito e totalitario, con un'élite in provetta che ci comanderà in modo crudele e asettico?
L'incubo ricorrente orwelliano torna in «Gattaca», debutto non banale di Andrew Niccol che si diverte con le classi genetiche; e mentre genitori attenti scelgono embrioni e provette, i figli come si fanno oggi, col pancione, sono, trattati da extra comunitari. Nel racconto, che si protegge in una minacciosa scenografia alla Wright, due fratelli si dividono per un pelo (superfluo). Ma il docile e testardo Ethan Hawke, alle prese col doppio ruolo, camuffa il proprio codice genetico e arriva al cuore della Corporazione dove li aspettano la bionda bionica Uma Thurman e un viaggio verso Titano: sarà scoperto e accusato di omicidio? Perché è un uomo che pensa: ma «non valido», nato da un atto d'amore.
Fantascienza vecchio stile, senza alieni e mostri, che con piglio didascalico e non moralistico ci avverte del pericoloso futuro (come in «Starship troopers», ma senza formiconi giganti: è un XXI secolo tirato a lucido).
Dentro, le polemiche recenti sulla genetica, le donazioni, la perdita dell'identità: discorsi fanta condivisibili, illustrati con un cast arricchito dal "direttore" Gore Vidal. Nel titolo le iniziali di 4 componenti del Dna: guanina, adenina, timina, citosina, La domanda è: si può modificare il destino (genetico)? Per fortuna il film, duro e coerente, non risponde: ci fa giocare dentro un incubo forse non lontano.
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