Il mio mago di Oz tra Gable e Charlot
di Giovanna Grassi
«Benvenuti nel regno del meraviglioso», dice il mago ciarlatano James Franco e le attrici «streghe» che lo accompagnano a Pasadena. Qui gli interpreti e gli invitati si divertono con la gigantesca riproduzione della mongolfiera coloratissima, che porta l'illusionista di un piccolo circo nel fantastico mondo di Oz ...
Era il 1939 quando Judy Garland conquistò Hollywood con l'avventura della ragazzina orfana improvvisamente catapultata in luoghi fantastici.
Oggi il regista Sam Raimi riprende la storia ispirata dal romanzo di L. Frank Baum e ne fa un prequel targato Disney (a marzo anche in Italia). Puntato proprio sulla figura di Oscar Diggs, colui che sarà il potente Oz, James Franco ride: «Il mio ciarlatano cerca di fuggire da un creditore e sale sulla mongolfiera travolta da un tornado…
Così arriva nel regno di Oz, pensa di aver trovato fortuna e potere perché gli offrono anche di diventare il Re di quell'incantato contado. Qui da sempre si attende per una misteriosa profezia l'arrivo dì un leader. Ma il percorso di Oscar per trasformarsi nel grande e potente Oz sarà accidentato». Ecco dunque una serie di incontri che faranno conoscere a tutti l'adorabile fanciullina, Joey King, che impersona una creatura dal volto di porcellana e diventa compagna di viaggio del mago, e Zach Braff (l'ex assistente di Oscar nel circo) che si trasforma in Finley the Monkey anche lui servitore fedelissimo e compare di spericolate avventure (nonché futuro amico di tutti i ragazzini del mondo).
Considera il protagonista: “Se dovessi definire il lavoro di tutti noi direi che è come il film, ricco di passione e immaginazione, innocenza e illusioni. Ogni attore è andato alla ricerca delle qualità e dei difetti del suo personaggio: Oz è un seduttore, ma anche un ragazzo. Interpretandolo ho pensato sia a Charlie Chaplin che a Clark Gable. E sono andato persino a Las Vegas a lezioni di magia dall'illusionista Lance Burton, premiatissimo come maestro dell'Academy of Magical Arts.
È una grande famiglia, in fondo - osserva ancora Franco - quella che si crea nel regno di Oz tra i Munchkins, il popolo della contrada, che sa anche cantare e danzare e che confeziona per vivere strani e multicolori abiti per tutti. Abbiamo lavorato dietro le quinte con artisti del make-up, dei costumi, delle scenografie, della fotografia, del 3D, tutti premiati dagli Oscar, come con il grande compositore della colonna sonora Danny Elfman»
Mentre la mongolfiera (vera) ondeggia nel vento sulle case di Pasadena il regista Sam Raimi dice: «Ho diretto anche supereroi come Spiderman, ma è nel mio cuore e nei miei valori il mago di Oz di questo prequel. Il protagonista è un uomo qualsiasi che delle proprie illusioni, prima vendute agli altri con inganni, fa tesoro. Le trasforma così in magie della realtà. È ciò di cui abbiamo bisogno in tempi difficili e anche disastrosi per tutti, adulti e bambini. Oz è universo e io credo davvero che possa insegnare, senza pedanteria, ma con fantasia, a diventare davvero migliori». Raimi spiega ancora: «Un film come questo era il mio sogno da sempre e, presentandoci i buoni e i cattivi, suggerisce a tutti un viaggio per crescere a ogni età, andando per zone sconosciute con arti magiche, un pizzico di stregoneria e molta speranza a braccetto con il potere della fantasia».
A Pasadena - mentre nei giardini dell'antico Huntington Hotel risuona ovunque la voce di Mariah Carey che canta il leit-motiv «Almost Home» - fa gli onori di casa anche il potente produttore Joe Roth, che al suo attivo tra tanti titoli ha anche Alice nel paese delle meraviglie. Nel 2010, Roth propose alla Disney di adattare sul grande schermo una nuova storia basata su Oz. La sfida comincia ora nelle sale.
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