Star Trek al quarto round torna ai giorni nostri
di Giovanni Grazzini
Quarta puntata della serie «Star Trek», un classico della fantascienza americana, creato negli anni Sessanta da Gene Roddenberry e passato dal piccolo al grande schermo con crescente successo popolare.
Come vuole la regola, i personaggi sono sempre gli stessi: cambiano le avventure.
Stavolta (siamo nell'anno 2300) bisogna salvare la Terra dall'attacco d'una sonda intergalattica che emette onde micidiali. Poiché per fermarla c'è un unico modo, lanciare fra le stelle i suoni delle balene, ecco la squadra protagonista delle precedenti puntate compiere un viaggio nel tempo, sbarcare con un'astronave invisibile nella San Francisco del 1986, impossessarsi di una coppia di cetacei e così scongiurare il pericolo che la Terra sia distrutta.
L'impresa è un tantino complessa, per le ragioni che si possono supporre, ma è portata a termine con l'entusiasmo e la perizia di cui da tempo danno prova l'ammiraglio Kirk (Wìlliam Shatner) e il capitano Spock (Leonard Nimoy), coinvolti insieme ai loro tradizionali compagni in avventure ora drammatiche ora brillanti.
Guidato dalla preoccupazione ecologica di salvaguardare le specie animali in estinzione (il bersaglio centrale è il cacciatore di balene) e dal bisogno di esaltare i valori dell'amicizia e della pace domestica, Rotta verso la Terra («Star Trek IV, The Voyage Home») è un film che ha tutto il diritto di piacere ai giovani. Perché il suo regista Leonard Nimoy, il quale aveva già diretto la terza puntata - la prima fu firmata da Robert Wise, la seconda da Meyer - ha egregiamente mischiato il paradosso alla peripezia, l'humour alla fascinazione formale, e utilizzato i trucchi più ingegnosi per dare al mito un bel respiro spettacolare.
Chi dava per spacciata la serie «Star Trek» dopo le prime tre puntate deve ricredersi. Il suo pubblico adolescenziale le resta fedele, per la facilità delle emozioni, la varietà dei motivi narrativi (dall'epica al balletto), le svolte d'un racconto dove niente è plausibile. E anche chi non ha più quindici anni può uscirne divertito: visto il mondo in cui viviamo, di tutto si può accusare questo film fuorché di essere illogico…
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