Che fantascienza d'Egitto!
di Giovanna Grassi
Le generazioni che hanno applaudito «2001 - Odissea nello spazio» e «Star Wars» cedono il passo a quella che vedrà «Stargate», diretto dal tedesco Roland Emmerich, con Kurt Russell, James Spader e la «moglie del soldato», l'affascinante travestito Jaye Davidson, senza scordare la «grande vecchia» Viveca Lindfors. Campione d'incassi in Usa, distribuito dalla Mediaset, il film è una summa di effetti speciali.
La trama - L'antefatto presenta un archeologo che con la figlioletta, nel 1928, fa una straordinaria scoperta vicino alla Grande Piramide di Giza: una tavola circolare con strani geroglifici. L'azione si sposta poi ai giorni nostri, in un'aula universitaria dove un giovane egittologo (James Spader) sta tenendo uni conferenza. Il professor Daniel è contestato per le sue teorie azzardate ma un'anziana signora, la bimbetta di un tempo, gli propone un lavoro per conto del governo. Anche il militare Jack (Kurt Russell) viene reclutato. Dovranno individuare l'«indirizzo» scritto su quella porta delle stelle scoperta dal padre della donna e, con un drappello di uomini, oltrepassare il grande anello e arrivare su un remoto pianeta.
Fantascienza - Nell'altro pianeta, Daniel, Jack e i loro uomini si trovano tra le dune di un deserto dorato. Vengono accolti e aiutati da un popolo di schiavi mentre una parte della loro equipe viene fatta prigioniera dal faraone, una figura divina con sembianze androgine (Jaye Davidson), che vive da anni come un vampiro facendo lavorare migliaia di uomini alle Piramidi.
Attorno al faraone si muovono misteriose creature con strane maschere, teste di animali, carri volanti. E c'è anche una storia d'amore tra Daniel e la giovane schiava che diventerà, una rivoluzionaria in nome della libertà.
Il regista - Ha detto Roland Emmerich, già autore di «Fantasmi a Hollywood» e «I nuovi eroi»: «Quando frequentavo la scuola di cinema di Monaco circolavano molte teorie secondo cui gli alieni sarebbero arrivati sulla terra migliaia di anni fa e avrebbero costruito le piramidi. E da allora che sogno di farci un film».
La critica - Il Sunday Times ha scritto: «Spettacolare come una cibernetica odissea nello spazio, divertente come Flash Gordon, curioso come una surreale versione dell'Aida». New York Times: «Un film che riesce a far dimenticare "Star Trek"».
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