Apri lo yogurt e ci trovi l'alieno
di Giuseppe Tesorio
Un fantasy allo yogurt, per il cinquantenne regista di New York Larry Cohen. Per l'esattezza, Stuff (oltre ad essere il titolo del film), è il nome di un nuovo dessert dal gusto simile allo yogurt, che viene lanciato sul mercato americano. Strepitoso, sembra che tutti stravedano per questo ghiotto intruglio. Il segreto di tanta bontà?
Deve scoprirlo l'ex-agente dell'F.B.I. David Moe (Michael Moriarty), assunto dai leader dell'industria dei gelati piegata in ginocchio. Ci arriva prima il piccolo Jason (Scott Bloom) che, con un certo disgusto (orrore), scopre che lo Stuff è un organismo vivo. E, come tradizione cinematografica consiglia, nessuno gli crede.
Il detective scopre che gli stuff-dipendenti sono morti in maniera atroce: i loro corpi sono diventati gusci vuoti da cui esce un liquido biancastro.
David e il piccolo Jason si alleano e con la bella Nicole (Andrea Marcovicci), la responsabile della campagna pubblicitaria del prodotto, si recano in Georgia, dove si produce lo Stuff. A questo punto, nel film succede di tutto, la fantasia si scatena. Il dessert sarà pur buono, ma è alieno: viene mangiato dai consumatori e poi li divora dall'interno. L'America sta per essere invasa dagli odiosi barattoli di Stuff, una dolce fine allo yogurt. Ma arrivano i nostri: un plotone di militari assalta i quartieri generali di «Stuff» e distrugge il dessert.
Sospiro di sollievo, gli ingordi americani sono salvi, è il trionfo dei tradizionali McDonalds.
Tutto bene, dunque? Manco per idea: i cattivi produttori del dessert assassino hanno intenzione di lanciare sul mercato un nuovo prodotto "più sicuro", il «Taste». Nel frattempo alcuni contrabbandieri (non mancavano che loro) rimettono sul mercato (nero) una buona quantità di Stuff.
L'incubo continua.
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