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Mi fai paura, Jessica


di Emiliano Carpineta


Dopo il delizioso divertissement di "Pacific Rim", riuscitissimo omaggio ai super-robot di Go Nagai e alla tradizione "kaiju" dei mostri alla Godzilla, con "Crimson Peak" Guillermo del Toro torna al suo antico amore per l'horror gotico a tinte fosche. È un'uscita particolarmente attesa perché arriva dopo cinque anni amari e densi di tribolazioni per il filmaker messicano. Prima ha lasciato la regia di "The Hobbit" per divergenze creative con Peter Jackson, poi pare si sia sciolto in un pianto dirotto quando la Universal ha bocciato il suo adattamento delle "Montagne della Follia" di H.P. Lovecraft. Ma ora sembra essere tornato a una seconda giovinezza artistica grazie alla collaborazione con la Legendary Pictures di Thomas Tull, lo studio che ha prodotto tanti successi degli ultimi dieci anni, da "Batman Begins" a "Interstellar".

Sempre in bilico tra film d'arte e cinema commerciale, in "Crimson Peak" del Toro si cimenta con l'archetipo della casa infestata di fantasmi, Ma soprattutto cerca una sintesi tra l'impianto scenico sontuoso e la poetica sensibilità di genere delle sue opere hollywoodiane ("Hellboy 1 e 2", "Biade 2") e l'approccio serioso e autoriale dei suoi lavori in lingua spagnola: gli orrori della guerra franchista raccontata con i codici allegorici della ghost-story nella "Spina del Diavolo" e con quelli della fabula nel "Labirinto del Fauno". Particolarmente azzeccato e armonico il cast. Al centro c'è la bellissima Jessica Chastain, forse la migliore e più versatile attrice hollywoodiana del momento, che aveva già lavorato con Guillermo su "La Madre", horror di culto di Andy e Barbara Muschietti prodotto da del Toro due anni fa. Nel cast anche Mia Wasikowska (la "Alice in Wonderland" di Tim Burton) e l'inglese Tom Hiddleston, il Loki di "Thor". Il film arriverà nelle sale italiane il 22 ottobre: chi ne vuole un assaggio in anteprima ha a disposizione, oltre all'anticipazione che "L'Espresso" offre in queste pagine, anche due trailer (uno in italiano, uno in inglese) messi a disposizione della rete dalla Universal Pictures.

La storia inizia a Boston nel 1886. E come in ogni film gotico che si rispetti, inizia in un cimitero imbiancato dalla neve.

La piccola Edith si stringe atterrita al padre durante il funerale della madre, morta di colera. «La prima volta che ho visto un fantasma avevo dieci anni», dice la voce della bimba fuori campo. «Era il fantasma di mia madre». Quella notte, una mano soprannaturale carezza i capelli della bambina e una voce spettrale la mette in guardia contro le insidie di Crimson Peak, la montagna rosso sangue. La bambina non capisce a cosa si riferisca lo spettro: «Ma l'orrore nascosto in quell'ammonimento sussurrato avrebbe cambiato la mia vita per sempre».

Passano gli anni, ed Edith è diventata una giovane donna indipendente e anticonformista, scrittrice di romanzi soprannaturali puntualmente bocciati dagli editori. Il modello narrativo vincente è Jane Austen, non la Mary Shelley di "Frankenstein": ma la visita notturna del fantasma materno ha lasciato in Edith una invincibile vocazione per il gotico. Sarà un colpo di fulmine a cambiare la sua vena poetica: negli uffici del padre, che è un magnate della rampante industria ferroviaria, Edith fa la conoscenza di Thomas Sharpe (Hiddleston), un baronetto inglese in cerca di investitori per iniziare nuove trivellazioni nelle miniere di famiglia. Il padre non si lascia sedurre dal giovane opportunista, ma Edith si: cambia persino registro narrativo e passa a scrivere romanzi d'amore.

La passione diventa travolgente dopo un ballo al quale Thomas trascina la timida ragazza. Regina della serata è la sfolgorante Lucille (la Chastain), l'algida ed enigmatica sorella di Thomas. Il baronetto è circondato da fanciulle in fiore, ma ha occhi solo per Edith: Il clou della serata sarà il loro coreografico valzer a lume di candela.

Edith e Thomas iniziano a frequentarsi assiduamente nonostante la disapprovazione del padre di lei e il disappunto del dottor Alan McMichael (l'insipido Charlie Hunnam), amico d'infanzia della ragazza e suo eterno spasimante. Non bastano nemmeno le denunce di un detective privato a metterla in guardia contro i due misteriosi avventurieri inglesi.

Un giorno il padre di Edith viene ritrovato brutalmente assassinato, e poche settimane dopo i due giovani si sposano e si trasferiscono in Gran Bretagna, lasciando a McMichael il compito di liquidare tutto il patrimonio di Edith per finanziare i progetti di Thomas.

Non appena Edith varca l'enorme portone di Allerdale Hall, la fatiscente magione gotica della dinastia Sharpe, percepisce presenze sinistre, come se la casa fosse un contenitore di anime dolenti. Unica presenza rasserenante è il cucciolo di Lucille. I presagi sinistri continuano, richiamando l'ammonimento materno contro la "montagna rossa": tutto qui è color sangue, dalle pareti dell'edificio al terreno che lo circonda, dalla montagna vicina all'acqua che esce dai rubinetti. In apparenza la vita scorre tranquilla, con Sharpe indaffarato con le sue trivellazioni e Lucille che si occupa della casa. Edith però è tormentata da visioni, voci, presagi. Approfittando della momentanea assenza dei due, la ragazza parte in esplorazione dei piani sotterranei, che portano direttamente in un labirinto di tunnel minerari.

«Non scendere mai nei sotterranei», le aveva detto Thomas.

E come la sposa di Barbablù, Edith trova nelle stanze proibite, tra tanti oggetti inquietanti, alcune foto che ritraggono suo marito accanto a tre diverse donne bellissime ed eleganti: Pamela, Margaret ed Eleonora ... L'ultima tiene in grembo un cane: è proprio il cucciolo di Lucille.

A questo punto Edith ha nuovamente visioni orribili, cade nella tromba delle scale e si risveglia a letto con la gamba ingessata e la testa annebbiata dai fumi dell'oppio. A curarla è stato il dottor McMichael, arrivato provvidenzialmente da Boston a controllare cosa i due poco raccomandabili fratelli stessero facendo alla donna dei suoi sogni. Edith chiede a Lucille chi fossero le donne fotografate con Thomas ma lei non si scompone: «Solo una vecchia governante tedesca e due studentesse a cui impartivo lezioni di piano», è la sua laconica risposta. McMichael però si improvvisa investigatore e nei vecchi quotidiani locali scova le prove di tre matrimoni già contratti da Sharpe, che coincidono con tre diversi tentativi di finanziare con patrimoni delle ricche spose le trivellazioni nelle sue miniere. E solo la prima di una serie di rivelazioni sempre più orrende. I segreti a poco a poco vengono alla luce in un crescendo horror che rivela tutta la follia nascosta dietro al dolce sorriso di Jessica Chastain.

Riuscirà del Toro a restituire prestigio a un genere un tempo glorioso e da troppe decadi impantanato in impresentabili horror di serie B, da "Scream" a "Saw" a "Paranormal Activity"? Un testimonial d'eccezione come Stephen King pensa di sì: e ha già definito "Crimson Peak" "il film giù terrificante dai tempi della "Casa" di Sam Raimi".






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