La guerra dei supereroi
di Stefania Ulivi
«Stai con Iron Man o stai con Capitan America?». Le cose, anche nell'universo Marvel, si sono complicate. Nel nuovo capitolo della saga Captain America: Civil War, in uscita da noi il 4 maggio per la Disney, presentato ieri a Londra (stasera la première ufficiale) è evidente che non basta più la supervisione degli Avengers per assicurare che il bene trionfi.
Troppi morti innocenti, troppe vittime collaterali causate proprio dai loro interventi, come accade nel precedente The Age of Ultron. È alto, per chi tiene le redini del mondo, il rischio di lasciare delicati equilibri in mano a personalità fuori dall'ordinario, non sempre in grado di misurare azioni e conseguenze. Il terzo capitolo della saga dedicata a Steve Rogers/Capitan America, di nuovo diretto dai fratelli Anthony e Joe Russo dopo The Winter Soldier, è costruito intorno al difficile dilemma: quale parte scegliere se anche i buoni si dividono? «La chiave del successo della saga sta proprio in questa capacità di parlare anche al presente», sostiene Paul Bettany, alias Visione; l'androide pieno di umanità.
«Viviamo in un mondo dominato dalla paura e il film mostra, anziché un universo diviso in bianco e nero, una realtà dove è difficile scegliere da che parte stare».
Qui lo spunto narrativo è la richiesta a tutti gli Avengers da parte di un organismo sovranazionale che ricorda molto l'Onu - dopo che la città di Laos, in Nigeria, paga il prezzo dell'ennesimo incidente internazionale in cui sono coinvolti - di firmare gli accordi di Sokovia che li obbligano ad agire solo sotto la sua egida. Richiesta accettata, sebbene a malincuore, da Tony Stark (Iron Man) e contrastata con tutte le forze (letteralmente) da Steve Rogers. Nel conflitto tra i due, a nessuno degli altri sarà consentito di rimanere neutrale.
Visione, Vedova nera, il colonnello James Rhodes e le new entry Pantera nera (Chadwick Boseman) e l'atteso Spiderman adolescente interpretato da Tom Holland si schierano con il miliardario filantropo.
Soldato d'inverno (Sebastiano Stan), Falcon (Sam Wlson), Occhio di Falco (Jeremy Renner), Scarlet (Elizabeth Olsen) e Ant –Man (Paul Rudd) al fianco del capitano.
«Non buoni contro cattivi, ma amici contro amici. Hanno diversi punti di vista e il tutto assume anche un significato politico. Le opinioni diverse su come risolvere un problema portano a un conflitto diretto». Una guerra civile dall'esito incerto. «Non volevamo cadere nella dinamica per cui gli Avengers iniziano in conflitto tra loro per poi unirsi contro un nemico da sconfiggere insieme. Sono tutti insieme protagonisti e antagonisti», spiegano i Russo.
Anche il cattivo, si scoprirà, ha le sue ragioni. Lo interpreta Daniel Brühl, che spiega: «Mi ha attratto perché è lontano dai cliché, ha motivazioni molto umane».
A Londra mancano Scarlett Johansson e Don Cheadle, mentre Robert Downey jr. è in prima fila con il suo carisma indiscusso. E per lui questo è una sorta di Iron Man 4.
Ci pensa Chris Evans a riportare in primo piano il suo personaggio. «È la prima volta che Captain America non arriva al compromesso, in nome del bene supremo e di ciò di cui gli altri hanno bisogno.
Ora mette al centro i suoi desideri». Per i Marvel Studios, che prevedono per Civil War ulteriori soddisfazioni al box office, la saga continua con Avengers: Infinity War, la prima parte attesa per il 2018, la seconda per il 2019. E i due Justice League con Batman, Superman, Wonder Woman, The Flash. C'erano una volta i sequel. Ormai è lunga serialità anche sul grande schermo.
[ Indietro ]
Articoli per film Copyright © di IntercoM Science Fiction Station - (392 letture) |