Privacy o trasparenza online? È scontro tra Hanks e Watson
di Maurizio Porro
Ah, i social. Un incubo che mina alla base il rapporto umano e lo priva della sua unicità e verità, fingendo il contrario.
Nel film di James Ponsoldt sceneggiato con Eggers, autore del libro, c'è The circle, diabolico cocktail di YouTube, Apple, Amazon, Facebook, che vuole annullare la privacy, renderci trasparenti alla curiosità del mondo 24 ore su '24: viva l'account su The Cìrcle, è il partito di maggioranza assoluta. Così, dice il sornione Tom Hanks, scoveremmo i colpevoli e, aggiunge l'ingenua Emma Watson, che ha a che fare con un maghetto più pericoloso di Harry Potter, scopriremmo anche il segreto del voto.
Fortuna che non è semplice: sono decenni che ci tentano davvero, dal Grande fratello di Orwell a Scientology e il cinema ha sempre gridato al lupo.
Lo fa anche ora inseguendo le tracce di un thriller (ci scappa pure un morto, l'innocente fuori dai social) modesto e prevedibile, con divisione manichea dei ruoli morali.
Diciamo che il tema della disparità fra la trasparenza e la privacy è forte, fortissimo, attuale e attualissimo, ma lo svolgimento pecca di uno schema noto e la soluzione si fa troppo semplicistica cadendo nel lieto fine come una pallina del flipper. Tom Hanks è nel momento vintage della carriera: ma come si fa ad odiarlo dopo tanti bravi ragazzi? Watson è l'ingenua di turno, che vede la vendetta nella comunicazione globale dell'umanità, nella società monitor come tanta fantascienza e tanto cinema hanno immaginato già prima dei social.
Voto: 6
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