Scrivendo un libro dal titolo "Blade Runner 2: The Edge of Human"
di Kevin W. Jeter
La prima cosa che ho detto a tutti quelli impegnati in questo progetto e stato che non ero interessato a cercare di scrivere un romanzo di Philip K. Dick; che se mai ci fosse stato uno scrittore inimitabile nel campo della SF quello era Phil Dick, e che non mi rivolgo a gente oltre la tomba. Per fortuna le persone buone e sagge che lavorano per Millennium in Inghilterra e per Bantam Spectra negli Stati Uniti sono state d’accordo: Blade Runner 2: The Edge of Human sarà un romanzo di K. W. Jeter basato su, e che usa materiale sia dal romanzo originale di Dick, Do Androids Dream of Electric Sheep?, che dal film di Ridley Scott da cui ne era stato tratto.
Naturalmente questo non risolve il problema di che cosa sarà il libro, secondo l'autentico aspetto dichiano, il problema era solo aggravato. In quanto, naturalmente, come la maggior parte dei lettori di SF dovrebbe sapere, il romanzo di Dick e il film non sono identici, ci sono grosse differenze inconciliabili, Il Rick Deckard del romanzo non è quello che vediamo nel film; né lo è Pris o Roy Baty (Batty nel film), e non ci troviamo per niente Iran. la moglie di Deckard: c'è un riferimento ad una ex moglie nella scena del bancone 'sushi' da parte della voce fuori campo nella versione cinematografica, e questo è tutto quello che la riguarda. Allo stesso modo nessun Mercerismo; il commercio di animali veri o artificiali non è la stessa cosa del libro, etc. etc.: il film Blade Runner ha un sacco di virtù, ma una fedeltà letterale al libro non è tra queste.
Allo stesso, modo c'era materiale sia dentro che fuori l'intero conglomerato Blade Runner. Do Androids Dream of Electric Sheep? che desideravo usare per scrivere Blade Runner 2. Ci sono alcuni elementi non spiegati nel film che, ad uno scrittore che costruisce la storia, iniziano ad apparire meno come buchi nella trama e più come porte.
Cioè mi sono accorto che una grossa parte della storia si sarebbe incentrata esattamente nello spiegare ciò che in precedenza non era stato spiegato e nel risolvere (laddove fosse possibile) le varie contraddizioni.
Alcune di queste contraddizioni, comunque, erano nel materiale originario e non nel film o nelle differenze tra il film e il romanzo. Io penso che i lettori si sbaglino quando ritengono che i romanzi di Philip Dick rappresentino le sue risposte definitive alle domande che egli poneva nei suoi romanzi; che, di fatto, i romanzi sono della esplorazioni verso il rispondere a quelle domande. Di sicuro la questione principale in Do Androids Dream of Electric Sheep? è "Che cosa e umano, e come lo scopriamo nel vederlo?" Anche prima di incontrare Phil non ero d’accordo con la risposta provvisoria contenuta nel libro. Sono stato abbastanza fortunato di discutere l'argomento con lui: per alcuni anni prima che lui morisse, ero un nottambulo come lui e ho avuto molti colloqui con Phil che sono durati fino al sorgere del sole. C'è stata più di un'occasione in cui sono tornato a casa a piedi nelle prime luci dell'alba e ho pensato che io e lui avevamo disassemblato completamente l'universo e che era stato un bene che avessimo rimetto tutto a posto prima che qualcuno si fosse svegliato e avesse scoperto la cosa ... Bè, la questione umana è una cosa grossa, e se la risposta non e in Do Androids Dream of Electric Sheep? allora non si trova neppure in The Edge of Human, probabilmente non è in questa vita o in questo mondo. Ma per me il piacere misto a tristezza sta nell'essere stato capace di continuare una discussione portata avanti per lungo tempo con un vecchio amico. Non so cosa darei per sentire cosa ne pensa ora sull’argomento.
da "Intercom" n. 146/147, ’97
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