Vonnegut d'annata
di Fabio Gadducci
L'antologia, versione ridotta di quella uscita in America (quando, non è indicato), raccoglie alcuni racconti usciti nell'arco degli anni '50, tranne l'ultimo, che dà anche il titolo alla raccolta, uscito invece nel 1968.
Racconti mainstream, tranne "L'effetto Barnhouse" e "Benvenuta ... ", e che sono perfettamente inquadrati nello spirito dell'epoca, quel filo rosso preminimalista che unisce i narratori degli anni '40 (Dos Passos, Steinbeck) ai contemporanei quali Carver, il tono è lo stesso anche per gli unici due racconti di fs, che nel settore possono essere inquadrati nel filone del "racconto con messaggio ben chiaro fra le righe" caro ad esempio a. Sturgeon (anche "Benvenuta ..." non sfugge a questa regola, e si differenzia dall'altro solo per il tema, un po’ troppo spinto per gli anni' '50).
Non si capisce insomma sotto quali auspici sia nata la raccolta: i racconti non sono certo indicativi dello stile attuale dell'autore (e basta confrontare il metodo di scrittura utilizzato nell'introduzione, pieno di salti e di cambiamenti di prospettiva). Non sono certo dei capolavori, anche se dignitosi. Inoltre le due storie di fs sono delle riproposte, essendo già apparse al tempo loro in varie sedi, e questo fa perdere interesse al lettore appassionato del genere.
Una lettura comunque consigliata.
Soprattutto se riuscite a farla a sbafo, dato che 22.000 lire per 148 pagine in un formato 12:8x22 mi sembra il solito prezzo a strozzino della SE.
da "Algenib notizie" n. 9/10, aprile '91
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