Gag, ironia e un po’ di pathos per l'instancabile contestatrice
di Paolo Mereghetti
Mentre l'animazione Disney insegue obiettivi sempre più «realistici» piegando le tecnologie digitali a un mimetismo assoluto (con tutto quello che comporta rispetto all'antropomorfismo che ne aveva decretato il successo per decenni), l'inglese Aardman con i suoi personaggi di plastilina continua a percorrere la strada dell'animazione a passo uno, in claymation, tecnica lenta e laboriosa ma anche immediatamente riconoscibile come «immagine di marca». Con quel più di raffinatezza e di maestria che comporta.
L'ennesima dimostrazione arriva da questo Shaun, vita da pecora: Farmageddon, pirotecnica cavalcata nel mondo della fantascienza, dove l'inevitabile rimando ai capolavori del genere diventa materia per una scanzonata rilettura, capace però di produrre nuovo senso e soprattutto nuove gag, senza scivolare mai nello sterile citazionismo o nello scolastico sfoggio di cultura cinematografica. E questo grazie anche alla riconoscibilissima personalità della sua protagonista, la pecorella Shaun, instancabile contestatrice di ogni regola e placida sovvertitrice dell'ordine costituito.
Lo vediamo nei primi, fulminanti minuti, quando la tenacia del cane Bitzer viene messa a durissima prova dall'inesauribile inventiva di Shaun e compagne che provano in tutti i modi a trasformare la fattoria dove vivono in un campo da gioco per i loro divertimenti. Talmente imprevedibili e inaspettati quei modi, che persino la regia (di Will Becher e Richard Phelan) ne sembra sorpresa, così da relegarli sullo sfondo dell'immagine o addirittura fuori-campo. Ma solo per aumentare l'effetto comico, con il povero Bitzer che svela - ex post - gli effetti subiti mentre si intestardisce a ricondurre ogni trasgressione nei binari di quello che è permesso (pochissimo) o proibito (praticamente tutto).
A movimentare la scena arriva un piccolo alieno, Lu-La, finito sulla Terra e poi nella fattoria dì Shaun perché incantato dal gusto delle pizze che. l'intraprendente pecorella ha ordinato alle spalle del fattore. Con l'ingresso in scena di questo simpatico e un po’ strampalato extra terrestre, il film cambia passo, aprendo la storia all'apparizione di altri personaggi come la terribile Agente Red e i Tossics, i suoi aiutanti nascosti sotto tute gialle. Questa parte di film richiama evidentemente la trama di E.T. con Shaun nella parte del piccolo Elliott, ma le citazioni (con la pizza al posto delle caramelline colorate, e la scorpacciata di dolci e bibite invece dell'abbuffata nel frigo e l'ubriacatura di birra) si trasformano subito in qualcosa d'altro, nello spunto di partenza per una nuova gag e una nuova risata.
Spielberg, Kubrick o Lucas diventano elementi di questa rivisitazione spensierata ma mai irriverente, dove l’accordo musicale facilmente riconoscibile o la situazione diventata canonica si trasformano in altrettanti elementi narrativi, capaci di dare nuovo carburante alla storia. Non ti limiti a riconoscere la citazione, stai a vedere dove quella strizzatina d'occhio ti può portare.
Per esempio verso un inedito sviluppo della storia, quando è l'occhialuto fattore a entrare in scena, grazie all'idea di trasformare la curiosità per l'alieno in un affare e costruire uno scalcagnato luna park fantascientifico per monetizzare quell'interesse. Per i registi e i loro sceneggiatori è l'occasione per un ulteriore fuoco di fila di gag e rivisitazioni (dalla celeberrima foto degli operai in pausa su una trave sospesa uscita sul New York Herald Tribune agli ingranaggi mangia-uomini - e pecore - di Tempi moderni) e per lo spettatore la ragione di un ulteriore divertimento.
E così, alla fine, dopo l'ennesima gag all'interno dei titoli di coda, si dimentica ogni possibile limitazione anagrafica (non è certo un film solo per i più piccoli) e si resta ammirati dalla sapienza prettamente cinematografica dell'operazione, capace di unire il più alto artigianato (ogni fotogramma è un'opera singola che richiede preparazione e cura) all'intelligenza narrativa e alla capacità di unire divertimento, ironia e anche un po’ di pathos.
[ Indietro ]
Articoli per film Copyright © di IntercoM Science Fiction Station - (268 letture) |