L'alieno nel cinema - I primordi e gli anni '50
di Maurizio Carità
Nello spazio un alieno mostruoso e letale si aggira fra le stive e i condotti di ventilazione di un'astronave.
Buona parte dell'equipaggio è morta sotto i suoi attacchi e i pochi sopravvissuti ingaggiano con l'essere una disperata lotta per la sopravvivenza. L'intruso verrà risucchiato nello spazio in seguito all'apertura di un portello di emergenza.
Di quale film si tratta? Se avete risposto Alien avete ragione solo a metà.
Più di vent'anni prima dell'incubo regalatoci da Ridley Scott, la trama delineata qui sopra apparteneva al film Il mostro dell'astronave (1958).
Intravisti o esplicitamente orribili (La cosa da un altro mondo e il suo remake) letali e privi di scrupoli (Mars Attacks), più umani dell'uomo stesso (Cittadino dello spazio), perfette macchine distruttrici (Alien e La guerra dei mondi) o emissari di pace (Ultimatum alla Terra), gli alieni popolano da sempre la cinematografia di fantascienza. Con questa breve incursione nel mondo ... anzi, nei mondi degli extraterrestri di celluloide, vogliamo tracciare per sommi capi l'evoluzione dell'alienità nell'immaginario filmico. Si tratta necessariamente di un'operazione di massima; l'argomento meriterebbe ben maggiori approfondimenti, così abbiamo deciso di affrontarlo secondo una prospettiva 'storica'.
In questa prima parte ci occuperemo della produzione cinematografica dai primordi agli anni Cinquanta.
1 - HIC SUNT LEONES
Gli extraterrestri sono presenti da secoli nella letteratura fantastica (si pensi ai seleniti incontrati dall'Orlando Furioso), ma solo in tempi recenti hanno deciso di ricambiare la cortesia e scendere sul nostro pianeta.
Gli invasori spaziali come li conosciamo oggi si incontrano infatti sul finire del XIX secolo, nella Guerra dei Mondi di Herbert George Wells.
I primi alieni ad apparire su schermo furono le bizzarre creature del Viaggio sulla Luna di G. Méliès (1902), grotteschi insetti con testa di uccello. L'epoca pionieristica di Méliès si conclude pochi anni dopo, quando il pubblico, ormai meno propenso a sbalordirsi di fronte al miracolo delle immagini in movimento, comincia a richiedere pellicole di maggior contenuto.
La Russia si affaccia alla fantascienza con la pellicola Aelita (1924), commedia satirica ispirata all'omonimo romanzo di A. Tolstoj, in cui un gruppo di astronauti russi fomenta una rivolta su Marte.
Gli anni Trenta e Quaranta sono caratterizzati principalmente dalla moda dei serial, vere e proprie saghe destinate al pubblico giovanile, strutturati come mediometraggi a episodi. In questo periodo gli extraterrestri, mutuati in buona parte degli eroi del fumetto fantastico, fra tutti Flash Gordon e Buck Rogers, acquistano fattezze umane, ma sono affiancati da creature bizzarre come uomini-aquila, uomini-squalo, draghi e altri animali leggendari. La correttezza nella rappresentazione del cosmo era infatti elemento di scarso interesse per il pubblico dell'epoca, che preferiva farne arena della propria immaginazione e raffigurarlo popolato da bizzarrie ascientifiche e paradossi zoologici, una sorta di 'hic sunt leones' dell'era moderna.
The purple monster strikes (1945), appartenente al filone dei serial, anticipa un tema assai frequentato negli anni a venire: quello dell'invasione aliena operata attraverso il controllo mentale di un ospite.
Le devastazioni atomiche di Hiroshima e Nagasaki conferiscono alla narrativa e al cinema di fantascienza una nuova, mesta dignità.
Il film RXM destinazione Luna (1949) presenta una civiltà marziana che, in seguito a una guerra termonucleare, è regredita allo stadio neolitico.
Le angosce dell'era atomica e le paranoie della guerra fredda saranno il terreno su cui si svilupperà la fantascienza filmata' degli anni Cinquanta.
VIAGGIO SULLA LUNA
(Voyage dans la Lune)
di George Méliès (Francia 1902)
13m - b/n - muto Sparata da un gigantesco cannone, un'astronave solca i cieli per raggiungere la Luna (raffigurata come un enorme faccione nel cui occhio si conficca il proiettile). Atterrati in un cratere, gli esploratori escono sulla superficie (senza ricorrere a tute o caschi) e vi incontrano i seleniti, una singolare razza di insetti antropomorfi con testa d'aquila, dai quali vengono fatti prigionieri. Uno dei baldi astronauti (lo stesso Méliès regista, produttore e attore in questa pellicola), colpisce il re dei seleniti e conduce i suoi compagni all'astronave, che li riporterà sulla Terra con un prigioniero da offrire all'analisi degli scienziati. Agli eroi verrà dedicata una statua nella piazza principale di Parigi.
2 – PORTATECI DAI VOSTRI REGISTI
Nei primi anni Cinquanta l'invasione aliena dei grandi schermi è minacciata dalla rivalità degli extraterrestri televisivi, così Hollywood si vede costretta a rilanciare offrendo nuove emozioni visuali e narrative.
Il cinema di fantascienza entra in un periodo di straordinaria prolificità; da questo momento il grande schermo presenterà alle platee le più svariate tipologie di esseri provenienti dallo spazio.
In buona parte, le pellicole realizzate nell'arco di questo decennio ipotizzano orrori che scaturiscono dal nostro stesso mondo: mutazioni provocate dall'esposizione a radiazioni, robot sfuggiti al controllo dell'uomo, creature preistoriche liberate dai ghiacci polari, catastrofi planetarie, mostruosità scientifiche nonchè, ebbene si, la solita, misteriosa potenza straniera ...
La guerra fredda e la paranoia maccartista producono una quantità di pellicole di sapore fortemente xenofobico (come Red planet Mars, fortunatamente inedito per l'Italia, o I ventisette giorni del pianeta Sigma), nonchè di scipite storielle di missili, mostri e alieni assortiti. Ugualmente, all'interno di questo panorama possiamo individuare opere di maggior respiro, nelle quali il discorso sull'alienità viene affrontato in maniera non banale, assumendo toni di parabola sulle pulsioni autodistruttive del genere umano (Ultimatum alia Terra, I figli dello spazio), o sul conformismo e la spersonalizzazione dell'individuo nella società moderna (L’invasione degli ultracorpi).
In questo periodo incontriamo un congruo numero di alieni antropomorfi i quali presentano, dal punto di vista della produzione, l'indubbio vantaggio di non richiedere trucchi o effetti speciali particolarmente costosi.
Volendo generalizzare, nelle pellicole apparse nell'arco del decennio possiamo individuare alcune tipologie ricorrenti:
Alieni invasori: creature spietate e apparentemente inarrestabili.
La cosa da un altro mondo (1951)
La guerra dei mondi (1953)
Gli invasori spaziali (1953)
La Terra contro i dischi volanti (1956)
I misteriani (1957), Il vampiro del pianeta rosso (1957)
I mostri delle rocce atomiche (1958)
A 30 milioni di chilometri dalla Terra
Alieni antropomorfi: solamente benevoli o, al peggio, inoffensivi.
Cittadino dello spazio (1955)
Il fantasma dello spazio (1953)
Invasori tecnologici
Kronos, conquistatore dell'universo (1956)
Vampiri mentali: in grado di controllare le azioni e la coscienza di corpi-ospite
I vampiri dello spazio (1957)
Assalto dallo spazio (1959)
Alieni gelatinosi: esseri informi e striscianti, solitamente capaci di fagocitare gli esseri viventi coi quali vengono a contatto
L'astronave atomica del dott. Quatermass (1956)
Il nemico di fuoco (1958)
Fluido mortale (1958)
Alieni mutanti: in grado di assumere le sembianze di altre creature
Destinazione Terra (1953)
L'invasione degli ultracorpi (1956)
Ho sposato un mostro venuto dallo spazio (1958)
Civiltà amazzoni: in genere composte da donne bellissime il cui unico scopo è quello di trovare uomini capaci di fecondarle: una terribile minaccia alla quale i nostri eroi, inspiegabilmente, si oppongono con tutte le forze
La regina di Venere (1958)
Cat women of the Moon (1954)
Devil girls from Mars (1955)
Civiltà estinte: per lo più scomparse in seguito a catastrofi nucleari o sconvolgimenti planetari
Una su tutte quella dei Krell nel Pianeta proibito (1956)
Si tratta, ovviamente, di una banalizzazione: molte pellicole, fra cui alcune di quelle citate, sfuggono a una collocazione tanto schematica o appartengono di merito a più categorie.
LA COSA DA UN AL TRO MONDO
(The thing from another world)
di Christian Nyby / Howard Hawks (USA 1951)
86m – b/n
con K. Tobey, M. Sheridan, J, Arness
Un velivolo di provenienza sconosciuta cade nei pressi di una base scientifica americana localizzata in prossimità del Polo Nord. Sorvolando la zona, i militari di stanza nella base ne individuano le tracce sulla neve e scoprono che l'elevata temperatura dell'aereo ha sciolto il ghiaccio, facendolo affondare.
Per determinare la grandezza e la forma dell'oggetto, gli uomini si dispongono lungo il suo perimetro e, in un momento di gran de suggestione, formano un cerchio, realizzando immediatamente di essere in presenza di un disco volante. Il comandante della base decide di liberare dai ghiacci l'astronave mediante l'utilizzo di bombe termiche: una scelta malaugurata, dal momento che la nave si incendia ed esplode. Riescono, però, a salvare il corpo del pilota e a riportarlo alla base ancora congelato in un blocco di ghiaccio.
Sistemato in un deposito, il ghiaccio viene sciolto accidentalmente da una termocoperta e l'alieno torna in vita.
Isolati nella base da una tormenta di neve, gli uomini devono difendersi dagli attacchi dell'alieno che, come scopriranno, è una forma di vita vegetale iperevoluta, bramosa di sangue animale o umano con cui nutrire la propria prole. A peggiorare la situazione, la creatura sembra in grado di rigenerarsi autonomamente.
Quando ogni tentativo di distruggere l'alieno sembra ormai vano, un arco voltaico riduce in polvere la creatura. Il messaggio lanciato via radio alla fine del film, però, non lascia molto margine alla speranza: 'Attenzione al cielo ... ovunque, scrutate il cielo' ...
Capostipite delle invasioni aliene, il film è un perfetto esempio di economia dell'immagine: il regista (Nyby come da cartellone o, più probabilmente, lo stesso Hawks) ha saputo dosare le apparizioni della 'cosa' con raffinata precisione, sacrificando in fase di montaggio alcune scene in cui essa appariva distintamente. Gli ambienti in costante penombra, l'azione concitata e, all'esterno, la tormenta di neve, nascondono le fattezze della creatura, un umanoide di statura gigantesca (lo stesso attore misurava 2 metri e 26 centimetri), con fronte ampia e vene sporgenti. In questo modo il terrore è più implicito che manifesto, col risultato di fornire al pubblico un'icona piuttosto che una figura definita.
La paranoia del contatore geiger in grado di segnalare l'avvicinarsi della creatura (uno stratagemma più tardi utilizzato da Cameron nel suo Aliens), il senso di claustrofobia provocato dall'impossibilita di uscire all'aperto, sono i veri protagonisti di un film che coniuga, per la prima volta, elementi fantascientifici a quelli del cinema di orrore. Non per niente il regista del successivo quasi-remake, John Carpenter, ha dichiarato: 'La cosa da un altro mondo è stato il primo film a farmi letteralmente sobbalzare sulla poltrona' ...
Con questa pellicola l'industria cinematografica si abbandona definitivamente al fascino e alla seduzione dell'alieno. Il successo ottenuto dal film spinge le case di produzione a considerare il genere fantascientifico una carta vincente, scelta che peraltro le ripagherà di misura.
ULTIMATUM ALLA TERRA
(The day the earth stood still)
di Robert Wise (USA, 1951)
92m – b/n
con M. Rennie, P. Neal, H. Marlowe
Un disco volante atterra di fronte alla Casa Bianca ed è immediatamente circondato dalle squadre di sicurezza dell’esercito. Dalla nave scende un essere dalle fattezze umane, Klaatu, il quale estrae dalla cintura uno strano oggetto. Prima che possa parlare, l'alieno viene colpito da un proiettile sparato da un soldato particolarmente nervoso. L'oggetto era uno strumento avanzatissimo di cui Klaatu intendeva fare omaggio al Presidente degli Stati Uniti.
Ricoverato in ospedale, Klaatu chiede al Segretario di organizzare un incontro con tutti i capi di governo, ma ciò si rivela impossibile per 'motivi di sicurezza. '
L 'alieno fugge dall'ospedale e, nascondendosi dietro uno pseudonimo, prende in affitto una stanza. Dalla padrona di casa e suo figlio raccoglie informazioni sulla società e la politica terrestri. Appreso che un famoso scienziato, il professor Barnhart, vive poco lontano, si reca a casa dell'uomo e lo convince a riunire una delegazione dl scienziati in rappresentanza di ogni paese del mondo. Convinto della necessità di una dimostrazione di forza, l'alieno provoca un black-out di mezz'ora esteso all'intero pianeta, escludendo (chissà come) dal fenomeno soggetti a rischio come ospedali e aerei in volo.
Barnhart riunisce gli scienziati presso il disco volante, ma Klaatu viene ucciso dai militari. Nello stesso istante dall'astronave esce un gigantesco robot che, dopo aver neutralizzato le armi puntate contro di lui con un raggio disintegratore, raccoglie il corpo senza vita di Klaatu e scompare con esso all'interno del disco. Attraverso l'utilizzo di tecnologie sconosciute all'uomo, il robot restituisce temporaneamente la vita all'alieno. Finalmente Klaatu può rivelare il contenuto del suo messaggio.
Portavoce di una federazione inter planetaria turbata dalla disinvoltura con cui il genere umano utilizza l'energia atomica per la costruzione di ordigni nucleari, ammonisce i popoli terrestri ad abbandonare questa strada. Un esercito di robot invincibili sarà garante delle operazioni di disarmo e, nel caso i governi della Terra decidessero di agire diversamente, autorizzato a distruggere il pianeta.
Tomati a bordo del disco volante, Klaatu e Gort si allontanano sotto gli occhi di un'umanità messa in salvo forse dalla propria irrazionalità.
Prodotta in piena guerra fredda, questa pellicola dimostra come il cinema di fantascienza potesse (o, forse, dovesse) occuparsi anche di temi squisitamente terrestri. Nel 1951 era opinione comune che, se gli alieni fossero scesi sulla Terra, la popolazione mondiale si sarebbe abbandonata a scene di isteria di massa. La figura benevola, comprensiva, quasi paterna di Klaatu fu una vera sorpresa per il pubblico americano. Per la prima volta nella storia del genere l'alieno veniva proposto sotto questo profilo e, come lo storico Giovanni Mongini ebbe occasione di scrivere sulle pagine di Robot (no. 4, luglio 1976), 'parlare di un alieno dotato di buone intenzioni verso i terrestri equivaleva, per citare un esempio di un altro genere, a parlare di indiani buoni in un film western dell'epoca' ... Chissà cosa deve averne pensato John Wayne!
Interessante notare come nell'opera originale da cui il film è tratto, Farewell to the master di Harry Bates, la vicenda si concludesse con il rovesciamento del rapporto padrone-servitore, rivelando in Gort il vero extraterrestre e in Klaatu il suo portavoce. Il fatto che Wise abbia deciso di rinunciare a questo stratagemma, restituendo a Klaatu. il ruolo di protagonista, testimonia la sua intenzione di attribuire all’essere proveniente dallo spazio una nobiltà d’animo facilmente riconoscibile dal pubblico.
Certo la soluzione finale proposta dall'alieno, un corpo di polizia composto di robot temibili e incorruttibili, appare tristemente fascista, ma la trattazione generale della vicenda, considerata l’epoca in cui viene presentata, riscatta ampiamente questa caduta di tono.
LA GUERRA DEI MONDI
(The war of the worlds)
di Byron Haskin (USA 1953)
85m - colore
con G. Barry, A. Robinson, L. Tremayne
L'invasione extraterrestre per eccellenza approda sul grande schermo sotto la direzione del regista Byron Haskin e del produttore George Pal. Per l'occasione l'ambientazione della famosissima opera di Wells viene spostata dalla Londra del 1890 agli Stati Uniti degli anni Cinquanta.
Un meteorite cade nei pressi di una piccola comunità. Un gruppo di cittadini si reca sul luogo dell'impatto per investigare, fra loro sono lo scienziato Clayton Forrester, la giovane Sylvia Van Buren e suo zio il pastore Matthew Collins. Quando la folla si è diradata, dalla sommità del meteorite emerge un tentacolo metallico sormontato da una sfera luminescente. Gli uomini lasciati di guardia si avvicinano sventolando bandiera bianca in segno di pace, ma vengono disintegrati da un raggio mortale.
Forrester scopre che la meteora nasconde una nave spaziale e che la Terra sta per subire un'invasione. Il generale Mann informa lo scienziato che altre meteore simili stanno cadendo in diverse parti del mondo.
Le astronavi marziane calano sulla cittadina distruggendo tutto ciò che incontrano. Il pastore Collins, in un ingenuo e goffo tentativo di comunicare pacificamente, viene disintegrato. La stessa sorte tocca ad armi, soldati, mezzi corazzati ... le navi marziane sembrano indistruttibili, protette da un campo di forza che respinge ogni tipo di offesa, armi nucleari incluse.
Clayton e Sylvia si rifugiano in una fattoria abbandonata, dove vengono sorpresi da un visore telescopico. Clayton riesce a recidere l'oculare dell'apparecchio, Un marziano entra di soppiatto nella stanza e posa un tentacolo sulla spalla di Sylvia. Clayton punta la torcia contro la creatura e questa fugge terrorizzata.
I marziani invadono Los Angeles, martoriandola coi loro raggi letali. La popolazione fugge in preda al terrore poi, improvvisamente, mentre le navi si preparano all'attacco finale, uno dei veicoli barcolla e si abbatte contro un edificio. In tutto il mondo, le astronavi marziane precipitano al suolo.
Clayton si avvicina cautamente alla prima nave. Dal portello che si apre su un fianco dello scafo esce un tentacolo rossastro che si accascia un attimo dopo.
Il marziano è morto, come tutti i suoi simili, vittima di quei germi patogeni da cui millenni di evoluzione ci hanno garantito l'immunità.
Il regista Haskin offre al nostro sguardo poco più di un paio di rapide immagini dei marziani. Per tutta la durata del film, il vero invasore sono le eleganti astronavi a forma di manta, letali e affascinanti, guidate da un nemico spietato e invincibile.
Dopo il preludio della Cosa da un altro mondo, i tempi sono maturi per un'invasione su larga scala.
Gli alieni presentati in questa ambiziosa produzione, con pelle coriacea, dita a ventosa e astronavi dotate di raggi mortali, hanno fissato il modello dell'invasore spaziale nell'immaginario del pubblico cinematografico; a loro volta questi hanno un debito nei confronti delle illustrazioni pubblicate sulle più diffuse riviste di fantascienza dell'epoca. I marziani sono spinti da un istinto atavico, quello dell'espansione, che mettono in pratica senza concedere appello ad alcuna ipotesi di negoziato, come una colonia di cavallette. E nella loro natura animalesca gli alieni sono inevitabilmente sconfitti, grazie all'astuzia dell'uomo o, nel caso in questione, per volontà di una forza superiore a quella degli invasori stessi, un potere che ha a cuore le sorti del genere umano. Un concetto rassicurante che Wells, ateo convinto, sicuramente non aveva inteso esprimere nella sua opera. Al contrario, nel libro l'attacco degli alieni fornisce al genere umano la consapevolezza di essere solo una delle tante specie nate su una delle tante rocce che galleggiano in un universo vasto e desolato.
DESTINAZIONE ... TERRA
(It came from outer space)
di Jack Arnold (USA, 1953)
80m – b/n
con R. Carlson, B. Rush, C. Drake
L'astronomo dilettante John Putnam è testimone della caduta di una meteorite nel deserto. Nel cratere formato dall'impatto trova un'astronave e intravede la forma di una creatura mostruosa, ma proprio in quel momento una frana ricopre il fondo del cratere. L'uomo cerca di mettere in allarme le forze dell'ordine ma non viene creduto. Una settimana più tardi, due operai della società elettrica scompaiono misteriosamente e, quando ritornano, la loro personalità sembra diversa, sono freddi e inespressivi come, automi. Ad una ad una altre persone seguono il loro stesso destino: fra esse la fidanzata di Putnam il quale, tramite lei, riesce a incontrare gli alieni. In grado di mutare il proprio aspetto, essi sono stati costretti a prendere il posto di alcuni umani, tenuti nascosti in una miniera abbandonata, per procurarsi il materiale necessario alla riparazione della loro nave. Prima di ripartire, comunque, sono intenzionati a liberare gli ostaggi.
Nel frattempo i concittadini di Putnam organizzano una spedizione punitiva e lui, consapevole delle loro buone intenzioni, cerca di proteggere gli alieni provocando il crollo dell'ingresso alla miniera. Ma il suo gesto è ormai inutile: terminate le riparazioni, gli alieni abbandonano il pianeta.
La figura dell'alieno, nei pochi istanti in cui si scorge, non è particolarmente interessante. Il regista stesso, in un'intervista, ammette di averla dovuta inserire perché espressamente richiesta dalla produzione. In questa, come in tutte le pellicole future di Jack Arnold, l'alienità viene espressa per impressioni: il comportamento delle persone sostituite dagli extraterrestri e in qualche modo fuori tono; gli elettricisti che Putnam insegue in un vicolo emergono dalle tenebre tenendosi per mano, mentre in un'altra occasione uno di essi alza gli occhi verso il sole e lo fissa a lungo senza battere le palpebra.
La presenza dell'alieno nella sua forma originale, invece, è rivelata attraverso un ribaltamento del punto di vista: lo spettatore si trova a guardare attraverso l'occhio globulare dell'alieno, un effetto di grande suggestione. Costretto a rispettare budget di scarsissima entità, Arnold escogita il modo più economico per comunicarci che esiste un mondo al di là della nostra esperienza e si muove su binari differenti.
Anche l'ambiente in cui si svolge l'azione dei suoi film è elemento essenziale, fino a diventare esso stesso un personaggio: in questo caso il deserto, apparentemente tranquillo ma sempre pronto a ghermire, un ambiente immobile ma pericoloso ("La città ... tranquilla dopo la sua battaglia quotidiana contro il sole ... ").
Primo film fantastico nella carriera di uno fra i migliori registi del genere, Destinazione Terra possiede tutti requisiti delle sue pellicole seguenti, girate con una rara e istintiva sensibilità personale e forse, in questo caso, anche un soffio di poesia in più.
CITTADINO DELLO SPAZIO
(This island Earth)
di Joseph Newmann (USA 1955)
86m - colore
con J. Morrow, F. Domergue, R. Reason
Di ritorno da una conferenza sull'energia atomica, lo scienziato Cal Meacham viene salvato da un fascio di luce verde che sostiene in quota l'aereo su cui viaggia, in avaria. Più tardi, raggiunto il laboratorio, sfoglia un misterioso catalogo di componenti elettronici che offre elementi dalle caratteristiche straordinariamente avanzate. Basandosi esclusivamente sulle immagini e i progetti di massima raffigurati sul catalogo e utilizzando gli strani componenti inviati dalla ditta misteriosa Meacham costruisce un 'interocitore', una sorta di visore a forma di piramide rovesciata. Il volto che vi appare si congratula per il superamento della prova, distrugge il visore e comunica allo scienziato che il mattino seguente un aereo atterrerà davanti al laboratorio per condurlo al suo nuovo incarico.
Spinto dalla curiosità scientifica, Meacham sale sull'aereo che lo porta in Georgia, dove si unisce a un gruppo di eminenti scienziati impegnati in un progetto di ricerca impiegando strumenti avanzatissimi. Ben presto scopre che i suoi 'esaminatori' sono in realtà alieni incaricati di trovare un mezzo per salvare il loro pianeta dalla distruzione. Metaluna, questo il nome del loro mondo, è infatti prossimo a soccombere sotto gli attacchi di un nemico implacabile.
Meacham e una giovane collega tentano di fuggire a bordo di un aereo, ma vengono trasferiti su un'astronave guidata da Exeter, lo scienziato responsabile della missione sulla Terra. L'astronave fa ritorno a una Metaluna devastata dai bombardamenti è ormai destinata a soccombere.
Gli scienziati vengono portati al cospetto del Monitore, la massima autorità del pianeta, il quale ordina di sottoporli a lobotomia. I terrestri fuggono verso l'astronave che li ha portati sul pianeta ma vengono contrastati da un mutante, una sorta di uomo-insetto dal cervello ipersviluppato. Exeter interviene per aiutarli e sconfigge la creatura, ma esce gravemente ferito dallo scontro. L'astronave decolla subito prima che gli scudi difensivi di Metaluna cedano del tutto e il pianeta venga annientato. Tornati sulla Terra, gli scienziati terrestri si salvono a bordo dell'aereo, mentre un Exeter ormai solo nella fredda immensità dell'universo precipita la nave e sè stesso nelle acque del Pacifico.
Per la prima volta una pellicola di fantascienza presenta un alieno visto non sotto una luce di santità o di malvagità, ma come un essere umano che, perduti il proprio mondo e la propria cultura, si batte per la salvaguardia dei propri ideali.
Exeter è un uomo di scienza che antepone il progresso dello spirito a quello tecnologico, consapevole dell'inestimabile valore della vita nell'universo e per questo addolorato di fronte allo spreco causato dalle guerre. "Un pianeta morto" dice, davanti allo spettacolo della trasformazione di Metaluna in una supernova, "eppure servirà ancora ad uno scopo utile, spero ... Un sole che riscalderà la superficie di un altro mondo, dando luce a chi ne ha bisogno ... "
Dal punto di vista della realizzazione, cittadino dello spazio segna un traguardo importante per la storia del genere: girato in technicolor con abbondanza di mezzi e investimenti, il film offre ai nostri sensi la prima raffigurazione realistica di una guerra interplanetaria in un periodo in cui gli studi cinematografici preferivano evitare l'argomento, considerato troppo dispendioso e difficile da realizzare.
La figura del mutante, una delle più originali ed efficaci dell'epoca, non era prevista nella sceneggiatura iniziale: fu espressamente richiesta dalla casa di produzione che, investita una somma assai ingente, voleva assicurarsi l'interesse del pubblico con un mostro da esibire sui manifesti.
Segnaliamo ancora la presenza di Jack Arnold, chiamato dalla Universal a ridirigere alcune sequenze ambientate su Metaluna, giudicate piatte e monotone.
L'ASTRONAVE ATOMICA DEL DOTTOR QUATERMASS
(The Quatermass experiment)
di Val Guest (USA 1956)
78m – b/n
con B. Donlevy, R. Wordsworth, J. Warner
L'unico sopravvissuto di una missione spaziale fallita viene ricoverato in stato di shock. Col tempo il suo umore si fa più incostante e i medici osservano una singolare forma di micosi diffondersi progressivamente sulla mano dell'uomo. Quando l'astronauta fugge dalla clinica che lo ospitava, buona parte del braccio è stata rimpiazzata da un misterioso tessuto coriaceo. Il processo di mutazione finisce per trasformare l'uomo in una massa gelatinosa di protoplasma, che striscia per le vie di Londra a caccia di prede con cui nutrirsi.
Quatermass individua la creatura nella cattedrale di Westminster e la uccide sottoponendola a un'intensa scarica elettrica.
Realizzata con un investimento ridicolo e progenitrice dei tanti alieni gelatinosi presentati successivamente sugli schermi, questa pellicola, al pari dei suoi seguiti, è tratta da una fortunata serie televisive della BBC.
Benchè realizzato negli Stati Uniti, il film possiede quelle atmosfere cupe e quasi gotiche che sono tipicamente britanniche.
Nell'essenzialità della sua trama, la pellicola esprime un concetto che incontreremo più volte nel cinema di fantascienza: la paura delle conseguenze nefaste dei viaggi spaziali. In un quadro che, generalmente, dipinge il primo contatto con gli alieni come preludio all'invasione, la ricerca di vita extraterrestre appare come un atto irresponsabile (anche in epoche più vicine alla nostra simili 'incidenti' possono ancora avvenire, basti pensare ad Alien, scoperto per caso a bordo di una nave aliena, o l'entità V'ger del primo Star Trek, in origine la Voyager lanciata nello spazio in cerca di vita senziente; e questi non sono che un paio di esempi) ...
L'astronave atomica del dott. Quatermass ha lanciato quella che era una piccola casa indipendente, la Hammer, nel mondo della cinematografia fantastica e più segnatamente del cinema di orrore.
L'INVASIONE DEGLI ULTRACORPI
(Invasion of the body snatchers)
di Don Siegel (USA, 1956)
80m – b/n
con K. McCarthy, D. Wynter, K. Donovan
Dopo una breve vacanza, il dottor Miles Bennell fa ritorno alla propria città, Santa Mira, e scopre che molti dei suoi pazienti soffrono di quella che ritiene una sorta di isterismo collettivo: sostengono che il padre non è più il vero padre, lo zio il vero zio o la sorella la vera sorella.
Mentre passa una piacevole serata in compagnia della fidanzata Becky, il dottore viene rintracciato telefonicamente da una coppia di amici, Jack e Theodora Belicec. Raggiunta la loro abitazione, si trova a esaminare un corpo che i coniugi sostengono di aver trovato sul tavolo da biliardo. Il corpo, che non possiede impronte digitali, cicatrici o altri segni di riconoscimento, appare come una versione incompleta di Jack.
I quattro chiamano la polizia ma il corpo sparisce misteriosamente. Dopo aver cercato invano di convincere gli agenti, i nostri fanno una scoperta agghiacciante: la serra contiene una strana pianta che produce dei grossi baccelli. Questi strani vegetali, sistemati accanto a un essere umano durante il sonno, si aprono e ne imitano le fattezze, per poi assimilarne i ricordi.
In una lotta disperata contro il sonno e la fatica, Jack e Theodora soccombono alla stanchezza e vengono rimpiazzati dai loro duplicati. Ritrovati Miles e Becky, li invitano a unirsi a loro, all'inevitabile. Insieme ad altre persone sostituite, fra cui un collega di Miles, il dottor Dan Kauffman, i nostri vengono rinchiusi nello studio di Miles dopo aver ricevuto una potente dose di sonnifero. Per meglio comprendere le implicazioni delle loro azioni, è necessario riportare un breve dialogo fra Miles e il sosia del suo collega.
Dan (indicando una coppia di baccelli destinati a sostituirli): - ... Non sentirete alcun male. Mentre sarete immersi nel sonno, essi assorbiranno la vostra mente, per farvi rinascere in un mondo tranquillo, senza problemi...
Miles: - Ma un mondo dove tutti sono uguali ... Povera umanità. Becky e io non siamo gli ultimi rimasti ... gli altri vi distruggeranno.
Dan: - Domani non lo vorrai più. Domani sarai uguale a noi.
Miles: - Io amo Becky. L 'amerò domani come l'amo oggi?
Dan: - Non è necessario l'amore ...
Miles: - Niente amore ... nessun sentimento ... Solo l'istinto di conservazione. Non potete amare ne essere amati, vero?
Dan: Lo dici come se fosse una mostruosità, ma non lo è affatto. Sei stato innamorato altre volte, ma non è durato. Non dura mai. Amore, desiderio, ambizione, fede ... senza tutto questo la vita è molto più semplice.
Miles: Non mi interessa una vita così.
Dan: - Dimentichi una cosa, Miles.
Miles: - Cosa?
Dan: - Non hai scelta ...
Dopo una fuga drammatica, inseguiti dall'intera popolazione ormai vittima della sinistra invasione, Miles e Becky si nascondono in una caverna appena fuori città. Miles si assenta per un momento e, al suo ritorno, trova Becky addormentata. La risveglia con un bacio, ma lo sguardo della donna è freddo e distaccato, cosi fugge anche da lei, che nel frattempo ha dato l'allarme a quelli che ormai sono i suoi simili, e vaga per l'autostrada, inascoltato, nel vano tentativo di informare la gente della minaccia: - La prossima vittima potresti essere tu!
Come è ormai noto, i produttori temevano una cattiva risposta del pubblico a tanto pessimismo, così convinse Siegel ad aggiungere un finale più accomodante, nel quale la polizia arresta Miles, che racconta la sua storia a uno psichiatra. Quando stanno per rinchiuderlo in cella d'isolamento, arriva una chiamata di soccorso: un camion che trasportava uno strano carico di enormi baccelli si è rovesciato sull’autostrada. I poliziotti e lo psichiatra guardano Miles, visibilmente sollevato. Dopotutto, forse, non è troppo tardi.
Il film presenta un mostro molto più temibile di quelli che divorano la gente o distruggono i grattacieli, un mostro che trasforma la personalità della vittima contro il proprio volere.
Interpretata come una parabola contro i pericoli del comunismo, questa pellicola è stata al contrario mal tollerata dal sistema maccartista; e ciò perché, in sostanza, rappresenta un campanello d'allarme contro ogni forma di conformismo. "Domani non vorrai più la nostra morte ... domani sarai come noi... " In fondo è proprio questa cieca arrendevolezza, questa sensazione di appartenenza a una collettività in grado di offrire un'identità di massima a chi non vuole rischiare di costruirne una propria, la vera forza di ogni qualunquismo.
A livello più profondo, il film è una parabola sul significato del concetto di umanità e sulla facilità con cui essa può venire sottratta a un individuo. Un tema centrale nella fantascienza scritta come in quella cinematografica, qui affrontato con la cruda efficacia dell'essenzialità.
La tensione del film viene accentuata dal movimento dei suoi protagonisti (i continui spostamenti di Miles e Becky da un luogo all’altro, la loro fuga incessante) e dal loro nascondersi in luoghi angusti e claustrofobici (ripostigli, corridoi, la buca coperta da tavole di legno nella caverna, quasi una sepoltura prematura). Ancor più terribile il fatto che molti dei loro amici siano già stati assimilati, rendendo difficile stabilire di chi sia ancora possibile fidarsi. Pochi momenti nella storia del cinema sono agghiaccianti come la scena in cui Miles bacia Becky e dal suo volto privo di emozioni, comprende che anche lei è diventata una di loro.
La potenza narrativa del film dimostra come, a volte, lavorare a basso costo possa garantire la buona riuscita di un'opera: in questo modo trucchi ed effetti speciali non prendono il sopravvento sui personaggi che, al contrario, insieme a storia, dialoghi e regia diventano il vero fulcro della sua realizzazione.
IL PIANETA PROIBITO
(Forbidden planet)
di Fred McLeod Wilcox (USA 1956)
95m - colore
con W. Pidgeon, A. Francis, L. Nielsen
Un'astronave terrestre scende sul pianeta Altair IV, un mondo deserto la cui atmosfera è simile a quella terrestre, per investigare sulle sorti di una spedizione inviata alcuni anni prima. Un filologo di nome Morbius è l'unico sopravvissuto alla spedizione e vive tutto in una casa ultramoderna insieme alla figlia Altaira, la cui madre è morta tempo addietro. Appare subito evidente come la tecnologia di cui ha dotato la sua abitazione non possa essere frutto del suo ingegno; in particolare il versatile robot Robbie, in grado di riprodurre a livello molecolare qualsiasi oggetto. Morbius congeda gli astronauti invitandoli a tornare sulla Terra ma il comandante Adams (Leslie Nielsen), insospettito da tanta insistenza, decide di trattenersi sul pianeta per investigare sulla morte dei coloni. Durante la notte, la nave subisce un sabotaggio. Incalzato dal comandante, Morbius rivela il segreto di Altair: un tempo il pianeta era abitato da una specie estremamente avanzata, i Krell. Raggiunte vette inimmaginabili di sapere e di tecnologia, essa perì improvvisamente in seguito a una catastrofe.
Morbius accompagna gli uomini nel sottosuolo del pianeta, dove sono ancora visibili le vestigia della civiltà scomparsa. In un laboratorio, Morbius mostra il funzionamento di un macchinario in grado di creare immagini tridimensionali aumentando le capacità intellettive di chi lo utilizza. Studiando i documenti dei Krell, lo scienziato è riuscito a stabilire che, poco prima della catastrofe, essi "stavano lavorando a un progetto in grado di liberarli da qualsiasi dipendenza da tutti i mezzi fisici". ...
Al suo rifiuto di divulgare le straordinarie scoperte scientifiche dei Krell, che giudica troppo pericolose per il genere umano, Adams obietta che un simile patrimonio non può venire monopolizzato da un uomo solo. Nel corso della discussione il comandante apprende che uno dei suoi uomini è stato assassinato. Un calco in gesso delle impronte trovate sul terreno rivela la presenza di una creatura gigantesca. La sera trova gli uomini pronti alla difesa: l'area intorno alla nave è recintata con una barriera elettronica e l'intero equipaggio è di guardia con fucili e cannoni disintegratori. Le scariche elettriche della barriera rivelano la sagoma dell'assalitore, un essere amorfo e mostruoso (l'animazione è stata realizzata dagli studi Disney) in grado di rinnovare la propria struttura molecolare e perciò inattaccabile anche dalle armi atomiche.
Il mostro si allontana di sua volontà e Adams fa ritorno alla casa di Morbius, intenzionato a portare con se almeno Altaira, di cui è innamorato. Non visto, il suo secondo scende nei laboratori sotterranei. Robbie lo riporta in superficie morente, e l'uomo confessa di aver provato su di sé l'apparecchio Krell. Sottoponendosi alla macchina per un periodo superiore di quanto Morbius avesse mai osato, ha così scoperto il segreto della caduta dei Krell: costoro avevano quasi ultimato una macchina in grado di proiettare materia solida in qualsiasi punto del pianeta, ma non avevano fatto i conti con i mostri del subconscio ... Purtroppo nel processo tutti i pensieri prendono vita, compresi quelli che albergano nei recessi più remoti della mente. La macchina fornisce così sostanza anche a queste pulsioni, trasformandole in una presenza invisibile ma fisicamente reale.
Adams accusa Morbius di aver involontariamente generato il mostro che uccise i suoi compagni e di averlo riportato in vita perché geloso di sua figlia. Lo scienziato rifiuta le accuse, ma la propria rabbia ridesta il mostro, che irrompe nell'abitazione per uccidere Altaira, la quale ha manifestato il proprio amore per Adams. A questo punto Morbius è costretto ad ammettere l'evidenza e si lancia contro la bestia sacrificando sè stesso. La creatura è distrutta e con lei la psiche dello scienziato, che si accascia a terra senza vita. L'energia della macchina provoca una reazione a catena e l'equipaggio fugge dal pianeta pochi istanti prima della sua esplosione. Il terribile segreto dei Krell, insieme alle loro scoperte scientifiche, è ormai scomparso per sempre.
Space opera brillante e intelligente, Il pianeta proibito costituisce per gli anni Cinquanta quello che film come Guerre Stellari o Incontri ravvicinati del terzo tipo rappresenteranno per gli anni Settanta, fissando nuovi parametri nell'immaginario del cinema di fantascienza.
Robbie il robot, gli immensi laboratori dei Krell (ai quali fanno eco i vertiginosi interni della Morte Nera in Guerre Stellari), le scene interplanetarie che aprono il film (molti dei modelli ed effetti impiegati verranno ripescati e utilizzati in produzioni future), persino il disegno degli abiti e delle armi stabiliscono nuovi punti di riferimento per il genere.
Tutto sommato, questo film abbraccia quasi tutti i temi, i personaggi e i cliché tipici del cinema di fantascienza: dall'esplorazione spaziale all'avventura, dall'ipertecnologia ai rischi dell'onniscienza, dal mostro al robot, dalla pupa spaziale alla macchietta comica dallo scienziato folle all'eroe e, sia pure, di riflesso, all'alieno.
È inoltre una pellicola che trae ispirazione dalla fantascienza letteraria del suo tempo (l'impossibilità del robot di nuocere a un essere umano, basata sulle leggi della robotica asimoviane, l'utilizzo di vocaboli tipici della narrativa)...
La civiltà perduta dei Krell, abissalmente superiore alla nostra ma non per questo immune agli stessi pericoli, viene presentata di riflesso dalla loro tecnologia; dalla forma delle loro porte, invece (un grosso pentagono basso e tozzo), possiamo intuire la loro conformazione fisica.
Il mostro dell'ld si intravede solo nel momento in cui attraversa il campo di energia, invisibile come il subconscio è celato alla coscienza umana.
LA METEORA INFERNALE
(The monolith monsters)
di John Sherwood (USA 1957)
80m - colore
con G. Williams, L. Albright, L. Tremayne
In seguito a una pioggia di meteoriti, un uomo raccoglie una delle rocce cadute dal cielo; il giorno seguente lo ritrovano mutato in pietra. Una bambina porta a casa un frammento di meteora; qualche tempo dopo, la sua casa è sepolta dalle rocce e i genitori trasformati in pietra anch'essi. Una pioggia torrenziale svela la causa di questi eventi misteriosi: sotto l'effetto dell'acqua, le rocce meteoriche si accrescono a dismisura, sino a crollare sotto il proprio peso e generare nuove formazioni, una vera e propria valanga vivente. Dalle analisi il minerale risulta essere una forma di vita parassita, una sorta di fungo minerale che si nutre di acqua; così si spiega anche la trasformazione in roccia delle persone che ne vengono a contatto: in mancanza di acqua, il minerale è in grado di assimilare i fluidi corporei degli esseri viventi.
Le rocce avanzano verso la città vicina. Ulteriori indagini di laboratorio rivelano che il cloruro di sodio è in grado di arrestare i processi vitali del minerale.
Fortunatamente, la città è circondata da quello che in precedenza era un fondale marino. Viene fatta saltare una diga e i monoliti sono inondati da una massa d'acqua salata, che li trasforma in comunissima roccia inanimata.
Tratto da un soggetto di Jack Arnold e ambientato nello scenario quasi ascetico del deserto tanto amato dal regista, questo film presenta un'invasione aliena che, in un certo senso, precorre i propri tempi. Nel corso degli anni Sessanta e nel decennio successivo, infatti, il cinema di fantascienza si fa più raffinato e le ipotesi di vita extraterrestre più sofisticate: ai 'mostri provenienti dallo spazio' si affiancano forme di vita più plausibili, di cui molte non senzienti proprio come i nostri minerali.
KRONOS, CONQUISTATORE DELL'UNIVERSO
(Kronos)
di Kurt Neumann (USA 1957)
78m – b/n
con J. Morrow, G. O'Hanlon, B. Lawrence
Una gigantesca macchina divoratrice di energia raggiunge la Terra a bordo di un'astronave.
Arrestarne la marcia appare impossibile, dal momento che l’energia impiegata contro di essa rende la macchina sempre più immensa e potente.
Un gruppo di scienziati riesce a invertirne la polarità provocando un sovraccarico al centro di controllo della macchina, la quale finisce per disintegrarsi.
Questa pellicola rappresenta il primo serio tentativo di raffigurare un invasore realmente tecnologico.
Costituita da un parallelepipedo sormontato da un emisfero dotato di antenne, la sua figura, nera e regolare come quella del monolito in 2001, è semplice e inquietante al tempo stesso.
FLUIDO MORTALE
(The blob)
di Irvin S. Yeaworth (USA 1958)
85m - colore
con S. McQueen, A. Corseaut, E. Rowe
Innalzata allo status di 'culto' grazie anche alla presenza di Steve McQueen e in Italia, al più recente successo dell'omonimo programma televisivo, questa pellicola unisce gli elementi principali del film giovanilistico a quelli del 'film di mostri'.
Un meteorite cade sulla Terra, portando con sè una strana massa di protoplasma in grado di assimilare gli esseri viventi con cui viene a contatto, aumentando così di volume. Un gruppo di giovani cerca di convincere la polizia locale della gravità della situazione. Gli agenti, però», sono convinti che si tratti di un ennesimo tentativo da parte loro di prendersi gioco delle forze dell'ordine. Dopo aver seminato terrore e morte in un supermercato, la gigantesca massa vischiosa invade una sala cinematografica piena di spettatori. Immune ai colpi di arma da fuoco, la sostanza aliena viene tramortita con una scarica elettrica e trasportata in elicottero verso il Polo, dove solidificherà in stato di ibernazione.
Ingiustamente più famoso del precedente L'astronave atomica del dott. Quatermass, questo film presenta la più semplice e basilare forma di vita che abbia minacciato l'umanità sugli schermi: una massa gelatinosa e vorace. Di scarsa rilevanza dal punto di vista cinematografico, ha però lasciato una profonda traccia nell'immaginario collettivo.
I FIGLI DELLO SPAZIO
(The space children)
di J. Arnold (USA 1958)
69m – b/n
con A. Williams, P. Webber, M. Ray
Un gruppo di bambini i cui genitori lavorano a un progetto segreto viene contattato da un'intelligenza aliena. Attraverso le menti dei ragazzi l'entità riesce a sabotare il lavoro dei genitori, il lancio in orbita di un ordigno nucleare.
La penultima escursione nel campo della fantascienza del versatile Jack Arnold, destinata a un pubblico giovanile, ci porta sulle spiagge della California.
In questa pellicola, con ben dosato cinismo e grande senso poetico, Arnold esplora i conflitti impliciti nel rapporto fra l'uomo e un particolarissimo tipo di alienità, quella dell'infanzia.
La bilancia pende decisamente dalla parte dei bambini, dotati di ingegno e menti aperte, mentre gli adulti vengono ritratti come individui miopi, presuntuosi ed egoisti.
L'alieno scoperto dai ragazzi in una grotta, fisicamente si presenta come un grosso cervello luminescente, che aumenta di dimensioni con l'aumentare del proprio potere, ma ciò che rappresenta in realtà è un'opportunità di rivincita sul mondo degli adulti.
Verso la fine del decennio, pellicole di valore come quelle sopra citate richiamano una maggiore attenzione verso il genere. Trascorsi gli anni del boom, la loro qualità non passa inosservata. Inizia così l'epoca della vera maturità del cinema di fantascienza, opposta alla prolificità iperdimensionata dei primi anni Cinquanta, legata per lo più allo sfruttamento di un filone redditizio.
I registi di maggior valore, che avevano visto nel genere un buon mezzo attraverso cui raggiungere le platee, avevano offerto un cinema di idee piuttosto che di sensazione, e adesso potevano contare su un pubblico maturo e intelligente.
FILMOGRAFIA EXTRATERRESTRE
Tutti gli alieni di celluloide apparsi sugli schermi italiani, dagli albori del mezzo cinematografico alla fine degli anni Cinquanta.
I 27 GIORNI DEL PIANETA SIGMA
(The 27th day)
di W. Asher (USA,1957)
Un umanoide in fuga da un pianeta morente accoglie cinque persone a bordo del suo disco volante, spiegando loro che la sua gente vuole stabilirsi sulla Terra. L'alieno consegna a ognuno dei prescelti tre capsule in grado, se aperte, di sterminare tutti gli esseri umani nel raggio di svariati chilometri. Le capsule diventeranno innocue soltanto dopo il ventisettesimo giorno dalla morte del suo possessore. Una donna e un uomo se ne liberano immediatamente e si danno alla macchia; un professore cerca di scoprire il funzionamento degli ordigni, un altro uomo si uccide e il quinto, un russo, viene (ovviamente ...) catturato e torturato dal KGB, che intende impadronirsi del segreto delle capsule. I russi aprono una di esse prima del ventisettesimo giorno e ... sorpresa! Le capsule sono programmate per uccidere solo i nemici della pace e della libertà.
In Unione Sovietica avviene (ovviamente ...) una strage.
Si trattava di un esperimento volto a saggiare il grado di maturità della razza umana. I terrestri invitano gli alieni a dividere con loro un mondo finalmente libero e pacifico (...)
I MISTERIANI
(Chikyu boeigun)
di I. Honda (Giappone, 1957)
Probabilmente il miglior film prodotto dalla TOHO, casa di produzione famosa per la creazione di mostri come Godzilla e affini, I misteriani descrive la vicenda di un gruppo di alieni provenienti dal pianeta Misterio, i quali scendono sulla Terra in cerca di donne con cui ripopolare la specie. Dal loro avamposto sulla Luna, attaccano il nostro mondo con un esercito di robot giganteschi e raggi mortali. I terrestri costruiscono un'astronave in grado di tener testa ai dischi volanti nemici e, dopo una spettacolare battaglia aerea, sconfiggono gli alieni salvando così le proprie donne.
GLI INVASORI SPAZIALI
(Invaders from Mars)
di W. C. Menzies (USA, 1953)
La prima pellicola a colori su un'invasione proveniente dallo spazio, ormai un classico del genere, racconta la storia del piccolo David che, una notte, osserva l'atterraggio di un disco volante. Il bambino convince il padre a controllare, ma questo scompare fra le sabbie della palude. Il giorno dopo l'uomo ritorna a casa, ma David nota qualcosa di strano sul collo del padre e della madre. David confida i suoi sospetti a una coppia di scienziati che, in breve, ne riscontrano la fondatezza. La nave è nascosta sotto la palude ed è abitata da un gruppo di creature verdastre agli ordini di un abitante di Marte, una testa dotata di tentacoli e racchiusa in una sfera di vetro. Allertato da uno degli scienziati, l'esercito sconfigge gli invasori e libera David che, nel frattempo, era stato fatto prigioniero. L 'astronave viene fatta esplodere e ... David si sveglia. Era solo un sogno.
Mentre sta per rimettersi a dormire, una strana luce attira la sua attenzione. Nella palude vicina, un disco volante sta per atterrare ...
IL FANTASMA DELLO SPAZIO
(Phantom from Space)
di W. Lee Wilder (1953)
Un umanoide invisibile precipita sulla Terra a bordo di un disco volante. Per sopravvivere alla nostra atmosfera, è costretto a indossare un casco. Dopo aver seminato il terrore, viene intrappolato in un osservatorio da un gruppo di scienziati che, illuminandolo coi raggi infrarossi, lo rendono visibile.
Cadendo da un'impalcatura, l'alieno perde il casco e muore.
GIANNI E PINOTTO: VIAGGIO Al PIANETA VENERE
(Abbott and Costello go to Mars)
di C. Lamont (USA, 1953)
Curiosamente traslocata da Venere a Marte nel titolo originale, questa pellicola narra le disavventure di una coppia di amici combinaguai che si trovano incidentalmente lanciati sul pianeta Venere, dove incontrano una civiltà di bellissime amazzoni.
Inseguiti da una folla di donne innamorate, i due riescono a tornare sulla Terra.
GUERRA TRA I PIANETI
(Killers from space)
di W. L. Wilder (USA, 1954)
Un gruppo di alieni con occhi bulbosi e costumi patetici riporta in vita un uomo, rivelandogli il proprio piano di conquista del mondo nella speranza di renderlo schiavo. Intenzionati a scatenare contro la Terra un esercito di insetti ingigantiti dalle radiazioni, gli alieni vengono fermati dal nostro eroe, il quale provoca una piccola esplosione nucleare che distrugge la base degli aspiranti invasori.
OBIETTIVO TERRA
(Target Earth!)
di S. A. Rose (USA, 1954)
Una città semideserta è popolata da un esercito di robot assassini provenienti dal pianeta Venere, la cui arma letale è un terribile raggio della morte. Un gruppo di sopravvissuti si oppone alle macchine e riesce a sconfiggerle.
LA TERRA CONTRO I DISCHI VOLANTI
(Earth vs. the flying sourcers)
di F. Sears (USA, 1956)
Una base missilistica statunitense viene visitata da una formazione di dischi volanti. I militari aprono il fuoco, ma sono disintegrati da un raggio mortale. Il dottor Marvin viene contattato da uno degli invasori.
Gli alieni, vestiti da una pesante corazza di acciaio, provengono da un pianeta morente i cui abitanti intendono trasferirsi sulla Terra.
La battaglia contro i dischi volanti si fa sempre più cruenta e, proprio quando sembrerebbe che la Terra sia sul punto di capitolare, uno degli invasori cade a terra senza vita. Gli scienziati scoprono che gli alieni sono sensibili ai suoni ad altissima frequenza e utilizzano questo mezzo per distruggerli.
MONDO SENZA FINE
(World without end)
di E. Bernds (USA, 1956)
Una spedizione composta da quattro astronavi col compito di raccogliere dati in orbita intorno a Marte, per motivi misteriosi compie una vertiginosa accelerazione e si ritrova a viaggiare nel futuro.
L'equipaggio scende sulla Terra del 26mo secolo, distrutta da una guerra atomica. I pochi sopravvissuti dimorano sottoterra, mentre la superficie è popolata da mostri. Gli uomini dell'equipaggio li aiuteranno a riprendere possesso del pianeta e costruire una civiltà dalle macerie.
A TRENTA MILIONI DI CHILOMETRI DALLA TERRA
(20 Mllion Miles to Earth)
di N. Juran (USA, 1957)
Di ritorno sulla Terra, la prima spedizione sul pianeta Venere precipita al largo delle coste italiane. L'unico sopravvissuto, il colonnello Calder, viene salvato da un gruppo di pescatori. A un superiore domanda se sia stato ritrovato un contenitore in cui custodiva una forma di vita venusiana. Purtroppo le ricerche danno esito negativo.
Un ragazzo trova il contenitore sulla spiaggia e lo apre: ne esce una sostanza gelatinosa, che il giovane porta a uno zoologo. Dalla strana sostanza nasce un minuscolo venusiano, che chiamano Ymir.
Il professore lo rinchiude in una gabbia, ma il giorno dopo l'alieno è cresciuto a dismisura. Fuggito dalla gabbia, il mostro viene catturato e portato in un laboratorio dello zoo ... di Roma. Riuscito a liberarsi anche qui, l'Ymir semina il panico nella capitale, uccide un elefante e, intrappolato in cima al Colosseo, viene abbattuto dall'esercito.
La figura dell'alieno, una via di mezzo fra un umanoide e un sauro, è una fra le più originali presentate sullo schermo sino ad allora, animata dalla perizia di un grande artigiano come Ray Harryhausen.
I VAMPIRI DELLO SPAZIO
(Quatermass II)
di V. Guest (USA, 1957)
La seconda pellicola dedicata al dottor Quatermass, anch'essa tratta da uno sceneggiato inglese, appartiene al filone dei 'vampiri mentali'.
Quatermass scopre che una specie aliena sta tentando di conquistare la Terra impadronendosi della mente degli umani. Per sintetizzare una sostanza che li metta in grado di sopravvivere sul nostro pianeta, gli invasori utilizzano il personale di uno stabilimento chimico, ma lo scienziato riesce a smascherarli.
RXM DESTINAZIONE LUNA
(Rocketship X-M)
di K. Neumann (USA, 1949)
Diretta originariamente verso la Luna, l'astronave X-M viene colpita da una pioggia di meteore.
Modificando le caratteristiche del carburante, lo scontro causa un'accelerazione improvvisa e la nave supera l'orbita del nostro satellite, dirigendo verso Marte. Sul pianeta rosso, l'equipaggio trova le rovine radioattive di quella che un tempo era stata una civiltà molto avanzata. Gli astronauti vengono assaliti da un gruppo di marziani mutati, unici sopravvissuti a una catastrofe nucleare e regrediti all’età della pietra. Solo tre di loro si salvano e, mentre uno morirà nello spazio, gli altri precipiteranno sulla Terra.
I CONQUISTATORI DELLA LUNA
(Radar men from the Moon)
di F. C. Brannon (USA, 1951)
Serial in 12 episodi centrato sulla figura del Comandante Cody, uno dei tanti uomini-razzo presentati nel corso del decennio precedente, questo film per ragazzi narra di un sovrano selenita che decide di invadere la Terra. Il nostro eroe parte a bordo della sua astronave e, dopo una serie di incredibili peripezie, sventa la minaccia.
VOLO A MARTE
(Flight to Mars)
di L. Selander (USA, 1951)
Un'astronave con un gruppo di astronauti e di giornalisti a bordo, danneggiata da una pioggia di meteoriti, precipita su Marte. Gli uomini scoprono una civiltà sotterranea. Catturati da alieni umanoidi, i terrestri vengono dichiarati prigionieri dal Consiglio di Marte. La bella figlia del governatore marziano, però, intercede in loro favore; così marziani e terrestri riparano la nave e gli umani fanno ritorno sulla Terra.
IL VAMPIRO DEL PIANETA ROSSO
(Not of this Earth)
di Roger Carman (USA, 1957)
Gli abitanti del pianeta Davanna progettano l'invasione della Terra inviando sul nostro pianeta un singolo invasore, un vampiro con gli occhi completamente bianchi. La creatura attrae a sé le vittime mediante poteri telepatici e comanda un animale simile a un pipistrello. L'alieno sembra sconfitto, ma sarà veramente così?
MISSILI SULLA LUNA
(Missile to the Moon)
di R. Cunha (USA, 1958)
Due evasi in fuga salgono a bordo di un missile diretto verso la Luna. Esploratori e galeotti insieme si scontrano con una tribù di uomini-roccia, combattono un paio di ragni giganteschi e incontrano un gruppo di bellissime selenite, concludendo che la Luna non è poi un posto così malvagio ...
IL MOSTRO DELL'ASTRONAVE
(It! The terror from beyond space)
di E. L. Cahn (USA, 1958)
Un'astronave diretta a Marte ritorna con un solo sopravvissuto. L'uomo, recuperato da una nave di soccorso, è sospettato di aver ucciso i suoi compagni. Il vero assassino, però, si è nascosto a bordo: ad uno ad uno i membri dell'equipaggio cominciano a sparire, e l'astronauta viene accusato anche di questi omicidi. Il ritrovamento di un marinaio quasi dissanguato in un condotto di ventilazione, però, dimostra che l'assalitore non poteva essere umano. Si tratta, infatti, di un vampiro; gli uomini cercano di isolare la creatura nella parte inferiore della nave, ma l'alieno sfonda le pareti come se fossero burro. Sono gli umani, invece, a trovarsi intrappolati sul ponte di comando in attesa dell'inevitabile. L'apertura del portello di emergenza cui si è accennato risolverà la situazione.
IL NEMICO DI FUOCO
(The flame barrier)
di P. Landers (USA, 1958)
Un satellite artificiale uscito dall'orbita precipita nella giungla. Una coppia di scienziati lo rinviene, ma l'oggetto è ricoperto da una massa di protoplasma alieno, che emette terribili vampate di calore se qualcuno cerca di avvicinarsi.
HO SPOSATO UN MOSTRO VENUTO DALLO SPAZIO
(I married a monster from outer space)
di G. Fowler (USA, 1958)
Dietro un titolo tutt'altro che felice incontriamo una pellicola sicuramente al di sopra della media, girata con grande efficacia e padronanza del genere.
Rincasando di notte, un uomo assiste all'atterraggio di un'astronave e viene fatto prigioniero da un alieno che ne assume le sembianze. La moglie percepisce in lui qualcosa di strano e una notte, vedendolo uscire di nascosto, lo segue nel bosco. L'alieno si libera dell'involucro umano e scompare nell'astronave. In preda al terrore, la donna torna a casa e si prepara ad affrontare la creatura che credeva suo marito. Sorprendentemente, l'alieno confessa senza opporre resistenze. Lui e i suoi simili sono scesi sulla Terra per riprodursi: il loro pianeta di origine sta morendo e hanno bisogno di madri per i loro figli. Non potendo adattare il proprio apparato riproduttivo a quello delle donne terrestri, hanno deciso di sostituirsi ai loro mariti, replicandone le caratteristiche fisiche. Vivendo fra gli uomini, però, la creatura ne ha assunto anche le pulsioni emotive; in particolare rivela alla donna di essere innamorata di lei.
Spaventata, la donna corre in città e guida una spedizione verso il luogo dell'atterraggio.
Nell'astronave trovano i corpi degli uomini scomparsi e li liberano dai macchinari che li collegano ai rispettivi doppi, i quali muoiono al momento del distacco.
TOTÒ NELLA LUNA
di Steno (Italia, 1958)
Ebbene si: anche il nostro Totò è stato sulla Luna.
Editore di riviste per soli uomini, Totò rifiuta di pubblicare l'opera prima di Ugo Tognazzi, appassionato e aspirante scrittore di fantascienza nonchè spasimante di sua figlia. Quando alcuni scienziati americani scoprono che il sangue di Tognazzi contiene il rarissimo 'glumonio', una sostanza che lo rende più resistente all'accelerazione dei voli spaziali, una delegazione dell'esercito statunitense si mette in contatto con lui.
Tognazzi è convinto che gli americani siano interessati al suo romanzo, così accetta la loro proposta. L'intera vicenda è stata osservata dal popolo dei lunari, i quali inviano un baccellone a duplicare l'ignaro futuro astronauta. Alla fine anche Totò salirà sul razzo e, raggiunta la Luna, scoprirà che i seleniti sono in grado di cambiare forma a piacere. Così Totò chiede al loro portavoce di duplicare il corpo di una sua modella e si allontana con lei oltre l'orizzonte lunare.
LA REGINA DI VENERE
(Queen of outer space)
di E. Bernds (USA, 1958)
Quattro astronauti guidati dal capitano Patterson scendono su Venere, dove incontrano una civiltà di bellissime amazzoni. La loro sovrana, Talleah, indossa una maschera e possiede un carattere terribile: ha infatti esiliato tutti gli uomini su un altro pianeta nonostante l'opposizione del suo popolo.
Smascherata da Patterson, la regina rivela un volto sfigurato, vero motivo per cui non vuole avere più nulla a che fare con il sesso forte. Ovviamente, l'ordine sarà ristabilito e gli astronauti si tratterranno per qualche tempo sul pianeta.
LA GUERRA DI DOMANI
(The atomic submarine)
di S. G. Bennet (USA, 1959)
Una misteriosa astronave proveniente dallo spazio si inabissa nell'oceano. Alcuni scienziati inviati a studiare l'oggetto scoprono che esso, in realtà, è un organismo vivente. Entrati nella nave ne incontrano il pilota, un ciclope gigantesco. Alieno e nave vengono distrutti da missili a testata nucleare.
MARTE DISTRUGGERÀ LA TERRA
(The angry red planet)
di I. Melchior (USA, 1959)
Un gruppo di astronauti scende su Marte e si ritrova a lottare per la sopravvivenza. Fra i più singolari abitanti del pianeta rosso sono un gigantesco ragno-pipistrello, un'orda di piante carnivore e una gigantesca massa gelatinosa, che minaccia di fagocitare l'astronave al momento della partenza.
IL PRIMO UOMO NELLO SPAZIO
(First man into space)
di R. Day (USA, 1959) Un’astronauta torna sulla Terra interamente coperto da una misteriosa sostanza viscida, a causa della quale l'uomo si tramuta in un vampiro assetato di sangue.
ASSALTO DALLO SPAZIO
(Invisible invaders)
di E. L. Cahn (USA, 1959)
Una specie aliena è in grado di riportare in vita i morti e controllarne il corpo. L'invincibile esercito di cadaveri vaga per il Paese, uccidendo i malcapitati che incrociano la loro strada per poi impadronirsi anche di loro. Scienziati e militari sconfiggono gli alieni utilizzando suoni ad altissima frequenza, in grado di allontanare il controllo mentale degli alieni e riportare gli zombie al loro stato di corpi senza vita.
© Maurizio Carità, 2000
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