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I supercattivi di Margot


di Francesca Scorcucchi


«I film ispirati ai fumetti rischiano di morire, come è successo ai film di guerra e ai western». James Gunn, ha un'opinione precisa sul genere cinematografico che ha segnato la moda dell'ultimo ventennio e il suo personale successo, con la regia di I guardiani della Galassia e The Suicide Squad - Missione Suicida.

Il suo The Suicide Squad, tratto dal famoso fumetto DC comic, in sala dal 5 agosto, tanto violento e sboccato da guadagnarsi in America la qualifica di vietato ai minori, è una nuova interpretazione delle avventure dei supercattivi nati dalla matita di John Ostrander. Non ha niente a che fare con il film del 2016 che vedeva protagonisti Jared Leto, Margot Robbie e Will Smith anche se la Robbie ritorna (insieme a Joel Kinnaman, Jai Courtney e Viola Davis) nei panni di uno dei suoi personaggi più azzeccati, Harley Quinn. Neofiti sono invece Idris Elba, il wrestler John Cena, Taika Waititi, Michael Rooker e Sylvester Stallone, alla sua prima esperienza con un comic movie. Stallone però non sarà presente nella versione doppiata in italiano, l'attore infatti da voce all'unico personaggio totalmente creato al computer, lo squalo Nanaue. «È adorabile - dice Sly - cerea di farsi tanti amici ma fallisce quasi sempre, finendo per volerseli mangiare» .

Le premesse del film sono le stesse che i fan del fumetto conoscono fin dagli anni Sessanta: c’è un gruppo di supercattivi rinchiusi in un carcere di massima sicurezza cui il governo americano affida una missione suicida che permetterà loro di uscire, finalmente, da quell'inferno di prigione. Far parte della Task Force X sarà, però, anche peggio, tanto più che i suoi componenti verranno dotati di un dispositivo esplosivo alla base della nuca. Chi tenterà di scappare, o sgarrare, verrà fatto esplodere da Amanda Waller l'agente governativo a capo dell'operazione (Viola Davis).

Come è ormai molto di moda a Hollywood le donne del film sono tutte forti, determinate e indipendenti. In una scena del film i colleghi maschi si imbarcano in una missione per salvare Harley Quinn, salvo poi scoprire che quell'adorabile pazzoide si è già messa in salvo da sola. «Harley è in una nuova fase della sua vita - dice l'attrice australiana che la interpreta -: l'abbiamo conosciuta innamorata pazza del Joker, l'abbiamo rivista in Birds of Prey ancora condizionata da quell'amore ormai finito, la ritroveremo ora, single e felice. Ci sarà anche occasione per qualche ammiccamento romantico».

Il luogo della missione, un'isola in Sud America, ha un nome tutto italiano: Corto Maltese, un chiaro omaggio a uno dei nostri fumettisti più apprezzati, Hugo Pratt. Qui si trova una vecchia prigione nazista da distruggere. Nel tentativo di farlo, i protagonisti seguiranno i canoni artistici e narrativi dei film di guerra.

«Mi sono ispirato a quel genere - dice James Gunn - in particolare a Quella sporca dozzina. Quel genere per me era perfetto, riuscendo a mescolare insieme dramma, scene d'azione e humor. Poi un giorno è sparito dai favori di Hollywood e del pubblico. Ora, per ritornarci, dobbiamo rimpiazzare gli eroi di allora con i supereroi di oggi, o, come in questo caso, con i superantagonisti».

Per Gunn ogni genere cinematografico ha una vita, una nascita, un certo numero di anni di successo e una morte.

Succederà anche ai film tratti dai fumetti? «Alla fine degli anni Quaranta l'America ha voluto glorificare la guerra dedicandogli molte pellicole.

Poi sono arrivate le guerre in Corea e in Vietnam, molto meno gloriose, e i film di genere sono diventati "anti". Infine l'argomento si è esaurito. Per i western è successa la stessa cosa, prima dalla parte, dei cowboy, dopo da quella dei nativi, e poi è rimasto poco da raccontare. Se non cambieranno accadrà la stessa cosa per i comic-movie, che ultimamente stanno diventando troppo melliflui e noiosi. Il mio The Suicide Squad è contro la guerra, una storia anti-establishment, in cui il governo americano non è affatto senza peccato».

Gunn è diventato a Hollywood così influente da essere stato riassunto da Disney dopo un licenziamento a causa di vecchi e poco opportuni post su Twitter sul tema della pedofilia. La casa di Topolino ha fatto marcia indietro dopo le proteste del cast e dei fan.

Ora il regista è al lavoro sul terzo film della saga. The Suicide Squad è stata una parentesi capitata in mezzo, proprio nel momento del licenziamento: «E mi ha salvato».






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