Tutti i mondi di PKD
di Ida Bozzi
Scegliendo dieci titoli della produzione sconfinata di P. K. Dick (in Italia editi da Sergio Fanucci, che ha l'esclusiva dal 1999), ci si accorge che l'universo dello scrittore ruota intorno ad alcuni luoghi, veri e propri «centri gravitazionali» per la sua narrazione: le metropoli come New York e San Francisco, e i corpi celesti fantascientifici per eccellenza, Marte e Luna, D'altronde le colonie marziane di Dick, spesso ipertecnologiche, paranoiche e pericolose, alludono nemmeno troppo velatamente all'America. Notiamo en passant che un «posticino» nelle ambientazioni va anche a Chicago, citata quasi ovunque: forse un omaggio che Dick ha offerto alla sua città natale. La parte bassa del grafico; sui «tempi», sottolinea l'arco ampio di anni in cui si svolgono le trame di Dick: una tale varietà si deve al topos fantascientifico dell'ambientazione nel futuro, alla frequenza di viaggiatori nel tempo, ma anche al fatto che alcuni romanzi sono dei «what if» in cui l'autore gioca con finti passati e finti futuri: ad esempio ne La svastica sul sole, che racconta un Dopoguerra in cui i vincitori non sono gli Alleati ma i nazisti. Da notare il «peso» dell'anno 1974, quello della «rivelazione» dickiana narrata ne La trilogia di Valis, tra le ultime opere di Dick, composta dai tre romanzi Valis, Divina invasione e La trasmigrazione di Timothy Archer.
E proprio ai temi dickiani è dedicata la parte centrale del grafico: sotto i titoli, le strisce colorate mostrano il peso dei diversi argomenti.
I temi «mentali» dell'alienazione, del controllo, della paranoia, in azzurro, sono forti in quasi tutti i romanzi ma dominano un testo sul «controllo» come Le tre stimmate di Palmer Eldrich, e un capolavoro sulla coscienza come Ubik. Lo «spirito» prevale nella trilogia new age di Valis, mentre il «potere», dalle forme di governo alle agenzie segrete, dallo spionaggio alla cospirazione, spicca in romanzi come Redenzione immorale, in cui i robot controllano i terrestri, e nel romanzo noto come Blade Runner (per via del film girato da Ridley Scott) ma in originale intitolato Do androids dream of electic sheep? e tradotto prima come Il cacciatore di androidi e poi Ma gli androidi sognano pecore elettriche? In Illusione di potere spicca il tema dickiano dell'uso di droghe (come in Un oscuro scrutare, fuori da questa analisi). Mentre In terra ostile registra un record di notazioni tecnologiche: ma non è fantascienza, bensì una storia d'amore ambientata nella provincia, anche se vi si parla di macchine (da scrivere) e di apparecchi (televisivi).
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