Assedio alla Casa Bianca
Le riprese di «Civil War», l'allarmante film dell'inglese Alex Garland, romanziere sceneggiatore e regista, su una prossima guerra civile americana, sono iniziate il 15 marzo 2022 ad Atlanta, la città della Georgia epicentro della Guerra di Secessione, che ha dato i natali alla Rossella di «Via col vento».
Ora il regista britannico, ispirato nel pessimistico malumore da un lungo Covid e convinto che «quando si gira l'America l'intero materasso del mondo si sposti», -immagina che sia in corso una guerra civile non si sa bene a quali fini combattuta. È certo però che le Forze Occidentali stiano dando l’attacco alla Casa Bianca, dove un presidente non si sa di che partito, ma che comunque vuole sciogliere l'FBI, resiste: le Forze Federali difendono il Campidoglio che fu davvero messo sotto attacco il 6 gennaio 2021 da alleati di Trump.
Civil War, nella struttura di road movie, da New York a Washington, percorre tra buche e agguati un Paese disastrato, con fosse comuni, pieno di rovine, immagine di una vicina fine del mondo. Non si precisa di quale guerra si tratti, né perché la si combatta, è solo qualcosa di intuitivamente molto doloroso, una sensazione inquietante quasi di inevitabilità che in questi anni si è visualizzata nelle guerre in Ucraina e a Gaza. Ma non ci sono sudisti e nordisti come nei film di cow boys.
Se nel film di Joe Dante del 1997 «La seconda guerra civile americana» l'attenzione era rivolta ai rifugiati pakistani ma era anche una satira della tv e delle sue priorità di palinsesto (una soap opera), qui si tratta osservare day by day, su uno scassato van, alcuni giornalisti inviati e fotoreporter: Kirsten Dunst è la fotografa rinomata, Wagner Moura il giornalista e la giovane Cailee Spaeny, ex Priscilla, è Jesse che vuole far pratica nel mestiere.
Il film è un macigno ideologico-emotivo che non si riesce bene a decifrare, ha le pulsioni di un mondo in rivolta e anche i sensi di colpa, patrimonio inevitabile di chi osserva la rovina del mondo, l'assassinio delle persone, e deve fotografare l'evento. Siamo agli sgoccioli, ultimo indirizzo la Casa Bianca, va in scena un mondo disintegrato ma non sapremo mai se le atrocità che abbiamo visto siano da ascrivere nel bilancio del partito democratico o repubblicano. Il cinema si assume il ruolo di Cassandra, ma non riesce a dare i voti morali.
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