Il disagio giovanile in una favola dark
di Giuseppina Manin
Una vivissima ragazza morta. Rossetto rosso sangue, capelli neri, occhi bistrati, pallore mortale, Elise è la «cattiva ragazza» della scuola. La più sexy, la più spavalda e fragile, facile bersaglio di ottuse cattiverie.
Così, quando accade l'incidente, la caduta fatale da un ponte, i compagni cercano di seppellirne anche il ricordo.
Ma Elise non trova pace. Solo Tommy, il nuovo arrivato nella classe, ipersensibile e solitario, riesce a vederla, a parlarci.
Invisibili di Ambra Principato - già regista del gotico Hai mai avuto paura? -, dal 17 luglio nei cinema prodotto dalla Red Velvet di Marco De Micheli, è una storia dark di formazione che mette a fuoco molte tematiche legate al mondo oscuro dell'adolescenza. Protagonista, nei panni trasgressivi di Elise, Sara Ciocca. Affine per carisma e età, diciassette anni, all'inquieta fanciulla in bilico tra l'aldiquà e l'aldilà. «Essere viva e morta allo stesso tempo è stata una delle sfide più sorprendenti del mio percorso di attrice» racconta Ciocca, la cui carriera è iniziata a 10 anni nella serie Sky Il miracolo è quindi proseguita con registi come Ozpetek, Veronesi, Giordana.
«Il ruolo del fantasma stimola molte corde, devi far sentire il tuo corpo presente e assente nello stesso momento, dar l'illusione che sia concreto e farlo fluttuare come in una visione. In questo mi sono state di grande aiuto la danza e la musica». Le sue altre passioni. “Le mani di Elise che al pianoforte suonano un Notturno di Chopin sono le mie. Per un anno l'ho studiato in ogni nota, ogni sfumatura.
Elise muore senza riuscire a eseguirlo per intero e questo resta il suo cruccio. La musica è il filo che tiene in equilibrio la sua vita. E anche la mia. Da bambina pregavo Dio, adesso al suo posto c'è la musica.
Classica, jazz o soul, la mia anima fa capo lì”.
Quanto alla danza, è stata inferno e paradiso. «Mi ha insegnato ad ascoltare il corpo, ad averne padronanza. Ma mi ha creato anche molte insicurezze. La classica si regge su cliché estetici rigidi, è facile sentirsi "sbagliata". Ne ho patito, ancora adesso non mi piaccio, vorrei essere più longilinea, più armoniosa. Sono insicura, impaurita, preoccupata del giudizio degli altri».
Ci vuol poco a mandare in frantumi l'universo fragile della giovinezza. Il bullismo che perseguita Elise e Tommy (l'italo-canadese Justin Alexander Korovkin) è cronaca di tutti i giorni. «Bullismo e esclusione, denigrazione, indifferenza. Da parte dei tuoi coetanei e pure degli insegnanti. Tra i banchi e la cattedra c'è una voragine scavata dalla mancanza di empatia.
La scuola è vecchia e noiosa, non sa parlare di quello che ci interessa».
Cinema, musica, danza, e pure brava allieva. «A settembre inizio il quarto anno di liceo linguistico, poi l'università. Filosofia o psicologia. Mi piace l'intimità femminile che si stabilisce con le amiche. Ho amato molto Fuori di Martone, il legame tra Goliarda e Roberta». E proprio l'emancipazione femminile è il soggetto del film che sta girando in questi giorni, La fine è azzurra di Pierluca Di Pasquale.
«Storia di una ragazzina che cerea di diventare donna. La mia storia».
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