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Stiracchiamento


di Vittorio Catani


- Scrivete l'ora, - disse con tono arrogante il dottor Bud Morley. - E segnatela esattamente. Sapete, detesto le contestazioni.

Dozzine di matite multicolori fremettero sui taccuini, come lunghi fili d'erba agitati dal vento.

- Scusi dottore, - si udì una voce - come mai ha scelto giusto le 21 23 12?

- Ah, ah! - ghignò Morley. - Bene, adoro gli scherzi, ho la vocazione del clown. - Agitò il testone, e i lunghi capelli corvini ondeggiarono in un'aureola instabile. - Mi attenderete, nevvero? E vi terre in sospeso, per l'appunto, per due ore, ventitre primi, eccetera eccetera.

Osservai l'ora. Erano, ovviamente, le diciannove in punto.

Faceva un po' caldo.

Volsi nuovamente il capo verso il dr. Morley. Si era mosso verso la macchina del mistero, la sedia. Si arrestò a fissarla qualche istante, poi chiuse gli occhi e vi si lasciò cadere pesantemente. La Sedia ronzò rabbiosamente.

Ci siamo illustrissimi signori. Au revoir …

- Un momento, un momento, dottor Morley! D’accordo, lei tornerà fra due ore, ma frattanto non ci ha detto nulla sull'effetto della Sedia sulle cavie che ...

- Cavie? Cavie?! - Morley interruppe il mio collega con una espressione di disgusto feroce.

Tutti attesero frementi il verbo del dio Morley: - Asini che non siete altro! Non vi rendete dunque conto che, oltre ad essere il maggior scienziato vivente, sono anche il più ardito umorista? Cavie? Signori, eccomi: sono dinanzi a voi!

La sedia ronzò ancora, scricchiolò, emise un leggero fumo, tremolò. Emise un fischio stridulo, da rompere i timpani. Su di essa, immobile, simile a quella d'un dio germanico, l'immagine di Morley. Ed ecco la sua sagoma iniziava lentamente a sbiadire!

A questo punto però le testimonianze divergono.

Su di un unico fatto ci si trova d'accordo: cioè nei primi istanti il dottor Morley parve trovarsi in difficoltà. Egli ben presto svanì - come aveva annunciato, come tutti ci attendevamo anche se non ci credevamo tanto -; tuttavia alcuni asseriscono d'aver visto, successivamente, Morley rimpicciolire, rimpicciolire sino ad assumere le dimensioni d'una bollicina in una bottiglia d'acqua minerale...

Giunsero le 21 23' 12", ma Morley non riapparve.

Dapprima si pensò ad una burla - e sarebbe stata in carattere col personaggio. Magari che Morley non si fosse affatto tuffato in un viaggio nel tempo (nel primo, ovviamente), ma che fosse, ad esempio, vivo e vegeto nella stanza accanto, a farsi beffe della nostra credulità.

Molti attendono ancora: Morley non è più tornato.

Il mio amico e collega Pietro Radavid, collezionista accanito di dispense settimanali d'argomento scientifico, pensò di potermi dare una spiegazione. Mi disse:

- Morley ha avuto, Dio l'abbia in gloria, una fine spaventosa. Aveva costruito una macchina del tempo basandosi sui principi correnti. Ma l'idea di riuscire a «spostarsi nel tempo» è in effetti una bestialità colossale. Infatti egli, nel momento in cui ha iniziato a muoversi nel tempo, è stato letteralmente schiacciato da una sorta di «decelerazione spaziale» che si è venuta a creare. Cioè: egli non aveva tenuto presente che viaggiando anche per un solo attimo nel tempo (ovvero: contemporaneamente a ciò; nell'istante imponderabile in cui il viaggio ha avuto inizio per essere immediatamente troncato) non avrebbe viaggiato più nello spazio in cui si trovava, e nel quale procedeva con la Terra, il Sole, la Via Lattea etc., a velocità pazzesca. Egli è stato perciò annientato da questa repentina «frenata» che ha dovuto subire per entrare solo nel tempo ... Immagino che i suoi miseri resti (ridotti verosimilmente a dimensioni dell'ultrapiccolo) vaghino per gli spazi, a miglia e miglia da qui... mentre il nostro pianeta continua a roteare.

Tacevo, e Pietro proseguì:

- Al medesimo risultato giungeremmo per altra via. Tenendo presente l'idea di «stiracchiamento del tempo» quale si deduce dalle formule di Fitzgerald-Lorenz, giungiamo alla enunciazione di leggi inverse e parallele. Viaggiando (o meglio: tentando di viaggiare; in quella frazione di microsecondo ... ) nel tempo, è lo spazio che rallenta, si ferma. Uno «stiracchiamento» spaziale: ecco l'«effetto di Morley».

Sono un giornalista, ma non mi sono mai sognato di pubblicare le balzane deduzioni del mio amico. Me ne è mancato il coraggio.

In fede ... è mancato anche a lui!


da "Adventure-flash" n. 8/9, '72






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