Il palazzo della crudeltà con formiche saracene
di Francesco Paolo Bellisà
Uhhhhhh! Uhhhhhh! Ahhhhhh! Ahhhhhh!
- Ma cos'è questo dannato ululato - chiede, visibilmente irritato il potente Khan Rotzof IV al suo umilissimo consigliere Brasternak.
- È l'ultimo carico di schiavi proveniente da Africa III, mio eccellentissimo e altissimo padrone. Sono i migliori esemplari della razza Moristo, catturati per te dall'invincibile Lunga Mano che Tuona, generale in capo della Tua invincibile Armata per la Schiavitù.
Bene, bene. Allora vedi, o umilissimo verme, di prepararmi subito un grandioso spettacolo di raffinate e deliziose torture, se non vuoi essere gettato in pasto alle formiche saracene di Turchia II. Vai e obbedisci, questa è la mia parola!
(Uscita di scena di Brasternak, che avviene mediante rapidi e curiosi contorcimenti sul pavimento di marmo rosa del Palazzo della Crudeltà, dimora del Khan Rotzof IV)
Entra un araldo e annuncia con voce femminea: "Il potente, magnifico, invincibile Lunga Mano che Tuona, eccellentissimo generale dell'Armata" (frattanto manda occhiate concupiscenti all'indirizzo del valoroso che, accortosi del tentativo di corruzione, estrae lesto una Magnum Special e brucia le palle degli occhi all'araldo che muore sussurrando "Nooo, anche questo no, my God!").
Con il suo caratteristico passo nervoso il generale s'avvicina a Rotzof IV - Momento di grande tensione in tutta la sala - Primo piano del viso di Rotzof, carrellata intorno alla sala, primo piano degli occhi di Lunga Mano che Tuona. Questi china il ginocchio e saluta il suo signore. (Respiro di sollievo nella sala)
Mio eccellentissimo e amatissimo Khan, il tuo fedele servo e indegno generale della Tua Armata pone ai Tuoi piedi le ricchezze e gli uomini del ribelle stato di Africa III, ora sommamente devoto alla Tua persona.
- 0 grande e valoroso generale, grande è la mia gioia nel vederti tornare ancora una volta vittorioso. Dei doni che mi porti distribuisci le ricchezze tra i poveri del Regno e lascia ai miei raffinati torturatori i prigionieri.
Come premio per la tua vittoria hai il permesso di baciare la mia divina mano.
E, così detto, tende la pelosissima zampa al generale che, reprimendo il disgusto, vi appone le labbra. Quindi esce sconvolto.
Primo piano di una fanciulla umanoide. Lentamente la macchina da presa mette in risalto i particolari del corpo: capelli azzurri, occhi dorati, collo molto lungo, quattro dita alle mani più un lungo pseudopodo al posto del pollice. Primo piano dello pseudopodo che sta tentando d'infilarsi nelle brache del generale Lunga mano che Tuona che, pudicamente ma non molto energicamente, tenta di salvaguardare la propria dignità.
La fanciulla: "Dai, ciccio bello, fammi toccare con mano, pardon, con pseudopodo, il sesso vittorioso del grande generale!". Il generale, (visibilmente imbarazzato): "Su, tesoro mio, non fare così! Lo sai che quando ritorno dalla guerra ho sempre un terribile mal di testa".
La fanciulla (rossa in viso per l'indignazione) s "Generale delle mie ovaie, vado a farmi fottere da un altro!"
Il generale (per nulla turbato): "Ma vai a dare il culo!"
La fanciulla esce correndo in lacrime dalla porta che dà sul giardino; il generale apre la porta che dà sul gabinetto, estraendo da sotto la giubba l'ultimo numero di Sexy-Cosmie, rivista interplanetaria con dive (nude) di tutti i mondi conosciuti.
Carrellata panoramica nel salone della Tortura. Splendido marmo rosso lo ricopre interamente. Da una parte i prigionieri Moristo nudi, dall'altra undici boia dal volto incappucciato e i toraci villosi. Rotzof IV è seduto su tre splendide femmine di Oceania VII e batte le mani per l’impazienza. Brasternak dietro il "trono" fa cenno al boia di cominciare. Carrellata sul soffitto, pregevolmente affrescato con scene libertine, mentre da sotto si levano le urla strazianti, e di contrasto (con un volume appena forte) le risa di Rotzof IV. Dissolvenza.
Una stanza vuota, con larghe colonne marmoree e pesanti drappi tutto torno. Da una porticina celata dietro un drappo, escono, uno alla volta, tre uomini. Si guardano intorno furtivamente. Primo piano delle mani.
Primo uomo: "Amici, l'ora è grave e il bisogno incalza. L’usurpatore deve morire. Finché sarà lui ad avere la gloria, a noi toccheranno solo le briciole. Non c’è posto per noi nella sua ombra".
Secondo uomo: "Parole sante, fratello mio. Ma dobbiamo stare molto attenti. Egli ha mille spie pronte a tradire noi e la nostra Santa Causa".
Terzo uomo: "Hic!"
Primo uomo (guardando il terzo di traverso): "La congiura può fallire. Appena Lunga Mano che Tuona si avvicinerà, stanotte, a Rotzof IV per baciargli i ginocchi, noi estrarremo le nostre Beretta e lo colpiremo insieme.
Nel trambusto che seguirà tu (indicando il terzo uomo) ti affretterai a infilargli nella giubba un pugnale avvelenato. A Rotzof diremo che Lunga Mano che Tuona aveva intenzione di ucciderlo e salire al trono al suo posto. L'aver salvato sì grande vita ci procurerà onori e gloria fino alla fine dei nostri giorni".
Secondo uomo: "Piano magnifico. Non falliremo".
Terzo uomo (barcollando): "Hic!"
Carrellata sulla stanza vuota. Dissolvenza.
Rotzof IV rivolto a Brasternak: "Era tanto che non mi divertivo così! Non c’è niente di meglio di uomini indomiti per fare di una tortura banale uno spettacolo da premio Oscar".
Brasternak rivolto a Rotzof IV: "Sono contento, mio Signore, che lo spettacolo da me preparato ti sia piaciuto.
(Tira un sospiro di sollievo pensando alle formiche saracene).
Rotzof IV: "Orsù, si facciano entrare i supplici".
Inquadratura delle enormi porte dorate della sala che si aprono su una sola figura: Lunga Mano che Tuona. Lentamente si dirige verso il trono, con serena maestosità.
Giusto davanti a Rotzof IV si inginocchia e chiede: "Mio Signore, fa che il Tuo indegno generale abbia l’onore di poter baciare i tuoi ginocchi". Rotzof di rimando: "Permesso accordato".
Rapida carrellata all’indietro sui tre congiurati che escono dal gruppo dei boia e sparano all'unisono verso Lunga Mano che Tuona.
Zoomata in avanti. Urla in sottofondo. Primo piano di Rotzof che colpito in piena faccia dalle pallottole mostra una poltiglia sanguinolenta. Il terzo congiurato balza in avanti e nasconde sotto la giubba del Khan il pugnale avvelenato; quindi, rivolgendosi a Lunga Mano che Tuona, gli dice: "Mio Signore, abbiamo dovuto farlo. Sapevamo che aveva un pugnale avvelenato nella giubba e che era sua intenzione di ucciderti. Guarda tu stesso".
Gli altri due congiurati si mettono le mani nei capelli e tentano di scappare, subito fermati dalle guardie.
Primo piano di Lunga Mano che Tuona. Primo piano del terzo congiurato che, volgendo gli occhi intorno come a cercare aiuto, grida: "Che ho detto di male, che ho detto?" Dissolvenza.
Carrellata sulla Sala. Cinico indugio sui corpi martirizzati dei tre congiurati. Primo piano di Lunga Mano che Tuona seduto su tre splendide fanciulle di Haiti III.
Accanto a lui, seduta per terra, la fanciulla dai capelli azzurri. Primo piano delle mani della fanciulla. Si notano le quattro dita per mano, e le cicatrici degli pseudopodi tagliati. Brasternak, in un angolo, si fraga le mani; il nuovo Signore gli ha permesso la conservazione del posto di consigliere. Dei gemiti si odono nella sala.
Lunga Mano che Tuona: "Cosa sono questi gemiti?"
Brasternak: "Guarda in basso, mio eccellentissimo Signore". Primo piano sulla fanciulla dai capelli azzurri he tenta, con le dita rimastele, di sbottonare le braghe del generale. Dissolvenza.
da "The Time Machine" n. 3/'76
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