Il muro
di Roberto Quaglino
I due si alzarono dal loro letto e si guardarono: il rumore si ripeté. Poi ancora. Era sordo, quasi come un lontano martello. Si ripeté ancora.
- Vado a vedere di cosa si tratta - disse l'uomo, mentre la donna annuiva, tirandosi indietro una ciocca di capelli mise in luce due occhi estremamente belli, ma indubbiamente preoccupati.
Nella sua abitazione William era alle prese con un chiodo da battere su una parete. Lentamente, senza fretta, un colpo dopo l'altro, ci riuscì. Guardò la sua opera. "Vado a vedere di cosa si tratta" sentì sordamente nell' aria attorno a sé. Ma chi aveva parlato?
L'uomo rientrò dal patio e risalì le scale.
- Non c'è niente di nuovo, forse sarà stato qualche topo -. Lei lo guardò, sorrise allontanando le coperte. Già che il sonno era stato interrotto, tanto valeva approfittarne. Mugolii vari, Un colpo di tosse: un accesso di tosse. Ma nessuno dei due aveva tossito. Lui si staccò ed iniziò a vestirsi.
William aveva cercato in tutta la casa chi avesse parlato. Senza peraltro riuscirvi. Così, quando tornò nella stanza fi molto sorpreso di sentire: "Non c’è niente di nuovo, forse sarà stato qualche topo."
Si grattò la testa e fissò il chiodo. Poi, sordamente, ma evidenti li sentì. Mugolii vari.
Accidenti - pensò - qui c’è qualcuno che fa all’amore! - Si sentì le labbra secche. Diede un colpo di tosse ma sbagliò le misure e fu un accesso irrefrenabile.
- Ti assicuro che non c'è niente, cara - ma aveva qualche dubbio.
"Ti assicuro che non c’è niente, cara" senti ancora William.
Tutto era cominciato con quel chiodo. Cos’era?
Prese il martello.
- Meglio accertarsi - pensò - di quello che sta succedendo. - E con furia iniziò a battere sul muro.
L'uomo e la donna guardavano il muro dietro al letto da dove venivano i colpi. Non era possibile: dietro a quel muro c’era il vuoto. La casa era isolata e nessuno stava battendo. L'uomo armò il fucile, e la donna gli si mise accanto.
William batteva, batteva, batteva. Ancora un colpo: alzò le mani e con una violenza insospettata in lui, sfondò il muro.
Il muro cadde ai loro piedi. Dietro c'era un uomo, e dietro a lui una stanza arredata stranamente.
William e la coppia si guardarono. L'uomo col fucile disse - Chi sei, fottuto negro? -
William lo fissò stupito: non poteva, lui, un uomo del XXX secolo capire cosa quel coltivatore di cotone del Maryland del 1853 volesse da lui. Cercò di parlare, ma un colpo la raggiunse in piena fronte. Ed il botto chiuse il continuum spazio-temporale, per caso venutosi a creare.
da "The Time Machine" n. 1/‘77
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