Come amano i…
di Roberto Quaglino
Edwin Stark chiuse la porta alle sue spalle con molta delicatezza, per non svegliare Susan. Lei era qualcosa di più che bella, desiderabile e splendida: era sua. E far l’amore con lei era la cosa indubbiamente più bella che Edwin conoscesse da sempre. Entrò dunque in camera si spogliò, entrò nel letto e cercò il corpo di lei, delicatamente. Ma si trovò, senza sapere come, avvinto ad una pianta flessuosa. E poi si scoprì terribilmente ridicolo quando seppe di avere effettivamente fatto all'amore con lei.
Susan invece non fu altrettanto ridicola quando un ottopodo mostriciattolo pretese le sue grazie: in realtà lei ebbe paura. Non si trattò tuttavia di un caso isolato: la gente aveva imbarazzo ad ammetterlo, perché in fondo era sempre un po' pudica, eppure ogni volta che si dedicava a quella cosa, si trovava ad avere a che fare con mostri usciti dalle peggiori notti d’incubo.
Furono mobilitati psicologi; ma le donne continuavano ed avere paura e gli uomini a sentirsi ridicoli. Poi, qualcuno pensò di incolpare i soliti esperimenti atomici incontrollati, ma anche quella fu una pista fasulla. La situazione non peggiorò e neppure migliorò per tanti e tanti anni.
Ma ovviamente non c’erano più bambini e la ragione era ovvia: solo i sadomasochisti se la sentivano ancora di affrontare quella situazione, ma inutilmente. L'alba di un nuovo giorno, tanto tempo auspicata e sperata, in realtà non venne mai; non venne più.
E l'ultimo uomo morì sulla Terra senza sapere perché, mentre su un pianeta lontano, dalle parti di Sirio, un cartello pubblicitario veniva tolto e distrutto dalla lussuosa vetrina di una locale supercasa di piacere.
Il suo contenuto, ora, non avrebbe più avuto senso:
COME AMANO I TERRESTRI
prezzi modici e sensazioni assicurate
Nessuno pensò ad avere paura quando, poco tempo dopo, VXFREZAV, ragioniere di Marte, infilandosi a letto, si sentì ridicolo ad abbracciare un artropodo dall'occhio lubrico.
COME AMANO I MARZIANI
diceva un cartello nella stessa vetrina su quel pianeta vicino a Sirio. Ma i Marziani, è noto, erano pochi, e solo qualche fortunato seppe, in effetti, come amavano i Marziani. Poi …
da "The Time Machine" n. 1/‘78
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