Le viscere di Eop
di Fabio Filippi
Per pochi soldi comprai la mia salvezza,
nella tempesta dei giorni passati
per dimenticare i tremendi cadaveri
che proiettavano orrende immagini
nelle mie viscere: nelle viscere di Eop.
"Divento piccolo?
un niente dipinto di vuoto
e mi stacco effimero
dal mio torpido corpo.
Lo vedo assente e inerte.
Entro.
Tentacoli enormi si avvinghiano,
purpurei mergono
torbide placche di gesso
e ondeggiano
paurosi cristalli di luce violenta.
Più in giù,
scariche elettriche pungono
implacabili neuroni di cera.
È lì! che sento vegliare le tombe
che vedo di nuovo le grida di morte,
le spade mietono storpie pietà,
lingue di fuoco che affogano
tizzoni di carne che tremano.
Ma con un gesto
le viscere di Eop scompaiono.
Muoiono per sempre nel passato;
le mie mani grondano di sangue
e di memoria."
Con un semplice gesto
comprai la mia salvezza per pochi soldi.
da "Novae terrae speciale" n. 1, marzo '79
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