Quale futuro?
di Marco Filipazzi
È accaduto; … l’impossibile è accaduto.
Era stato uno splendido fine settimana, del tutto simile ai molti precedenti; con i compagni del gruppo si era andati a compiere una spedizione in uno degli abissi del carso triestino; sul fondo avevamo bivaccato e, ricordo, si era scherzato, riso e discusso sui progetti a venire di ognuno di noi.
Certo si era al corrente della profonda crisi che vi era "lassù", a quattrocento metri sopra le nostre teste ...
Tutto era incominciato nel '84 con il putiferio provocato dagli Stati Uniti nel centro America dopo il fallito colpo di stato "popolare" nell'isola di Cuba, organizzato segretamente dagli U.S.A. come disse L’Unione Sovietica, la quale approfittando della "distrazione" statunitense e della opinione pubblica mondiale, "per combattere l’imperialismo capitalista che la minacciava" si annesse il burrascoso stato polacco e la colonia afghana.
La crisi si fece più acuta, i blocchi si irrigidirono ulteriormente e le minacce si fecero più violente ma tutto finì lì …
Ad un anno abbondante di distanza nessuno, o almeno nessuno di noi giovani, avrebbe mai pensato seriamente che sarebbe accaduta …, certo nelle ultime due settimane i politicanti avevano sbraitato più del solito, ma, come per i razionamenti e le restrizioni, ne eravamo abituati; ma noi avevamo fiducia nel futuro e negli uomini e in quest’ultima domenica, laggiù tra il silenzio e le tenebre, alla vita pesavamo.
Verso le dieci del mattino abbiamo intrapreso la risalita e nel tardo pomeriggio siamo usciti dall’imboccatura del pozzo …; è stato terribile ... per noi tutti ...; ciò per cui abbiamo vissuto, lavorato e lottato ci è venuto a mancare ...
Quale futuro!!! …
Nelle viscere della terra dove tutto è immobilità e silenzio nulla ci ha fatto presagire la terribile verità, all’uscita, sotto una fitta pioggerella che tutto offuscava, la città e il bel golfo non esistevano più; la ridente Trieste annullata!, distrutta!, cancellata! …
Anche adesso, mentre scrivo su quest'inutile quaderno che mai nessuno più leggerà, non riesco a rendermi conto dell’olocausto, della guerra atomica, e ancor meno mi rassegno all’idea di star per morire …, io ... nel fiore degli anni! ..., dev’essere a causa delle radiazioni ..., l’acqua, sì, la pioggia radioattiva che tanto ci ha inzuppati all'uscita. Mi sento venir meno …, meglio così: non vedrò più le facce dei miei disgraziati compagni e il paesaggio di morte e distruzione del golfo laggiù ....
STAMPERIA INTERNAZIONALE
Ginevra 2014 DC
XXIX NE
Nota dell’editore:
Ho ritenuto opportuno inserire il sopra stampato racconto all'inizio della presente opera "IL RISORGIMENTO E LA NUOVA ERA" in quanto mi è sembrato utile ricordare al lettore, vivente ora in un modo di pace e spiritualmente lontano "secoli" dal vicino passato, che anche nel Buio Periodo vi erano uomini credenti nel futuro e nella vita.
Questo racconto non è invenzione ma la fedele traduzione dell’ultima pagina di un quaderno trovato semidistrutto da un militare del disciolto ordine nell’alta penisola d'Istria, ora conservato nel museo "I TEMPI DEL MALE" di Pace e Fraternità, sede del governo mondiale.
Per finire vorrei ricordarti, caro lettore, le iniziali parole del canto della pace:
"Cittadino del mondo, gli uomini non tradiranno mai più il tuo futuro".
da "La spada spezzata" n. 3, estate ’82
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