La verità
di Franco Forte
Erano trascorsi cinquecento anni dal giorno in cui 'Grizzly' venne scoperto, sepolto sotto una montagna di metano congelato, nel Mare Purpureo su Giove.
Era venuto alla luce improvvisamente, durante i lavori di raccolta di metano, e gli operai che lo videro per la prima volta credettero di scorgere, per le sue dimensioni e per il suo colore grigio, la forma tremolante nell’atmosfera densa di ammoniaca di un orso Grizzly.
Da quell'episodio nacque il citato soprannome, anche se, per la verità, l'oggetto prismatico alto oltre due metri e mezzo, perfettamente traslucido e regolare come un blocco compatto d'acciaio, non somigliava in nulla al celebre orso canadese.
Quando venne trasportato sulla Terra e dato in pasto ad un'equipe di emeriti scienziati affinché lo studiassero a fondo, il Grizzly si rivelò caparbiamente contrario a cedere loro un qualsiasi indizio sulla sua natura, e tanto meno sul significato della sua presenza nei mari di Giove.
Due secoli di studi e di analisi approfondite si susseguirono senza esito alcuno, e vi fu persino chi arrivò a riesumare dagli archivi di un museo un antico testo di quella ormai scomparsa letteratura che prendeva il nome di fantascienza nel ventesimo secolo, '2001, Odisse nello Spazio', o qualcosa di simile, facendo notare che l'oggetto descritto dall'autore aveva molte caratteristiche comuni al loro misterioso Grizzly. Naturalmente, nessuno prese in seria considerazione quell'ipotesi, e le ricerche proseguirono vane sino al giorno in cui Toot Tootsie, un giovane assistente di laboratorio intenzionato a svolgere accurati lavori di pulizia nel locale in cui veniva conservato il Grizzly, inciampò inavvertitamente nel secchio contenente l'acqua e il detersivo.
Cadde all'indietro, nel tentativo di mantenere un precario equilibrio, urtò il Grizzly con lo spazzolone, su cui era avvolto lo straccio umido per lavare i pavimenti. Lo spazzolone strisciò sulla parete perfettamente levigata del Grizzly, e l'acqua e sapone portò alla luce una serie di simboli e disegni, visibili nella sola fascia umida.
Nacque così un altro lavoro per gli esperti, e finalmente comparvero evidenti i primi sintomi del successo, allorquando un noto esperto di linguistica e interpretazione dei segni comunicò di essere riuscito a tradurre per intero le scritte che risaltavano sulla superficie del Grizzly.
Il monolite comunicava un messaggio all’umanità e finalmente, dopo trecento anni dal suo ritrovamento su Giove. esso venne a conoscenza del mondo intero.
Il Grizzly affermava di conoscere il significato dell'esistenza dell'Universo e della vita che prosperava in esso; assicurava che nel suo interno l'Uomo avrebbe scoperto il ruolo che competeva alla sua specie, la risposta a tutte le domande sul perché della sua esistenza.
Non restava altro che aprirlo.
Fu allora che nacquero i giorni dell'Era Oscura, il tempo in cui l'Uomo impazzì, poiché aveva tra le mani la risposta a tutto quello per cui aveva lottato, sofferto, prosperato, eppure non riusciva a raggiungerla.
Il Grizzly resistette a mille tentativi, a un milione di sforzi, a un miliardo di lamenti, e mentre esso rifiutava sdegnosamente di aprirsi, all'Uomo accadde di perdere la ragione.
I bambini cominciarono a credere che il Grizzly li avrebbe salvati dalle grinfie dei loro genitori, con la sua Verità; le femministe lottarono con frenetico vigore, sicure della fede riposta nel 'loro' monolite. Uomini di ogni colore si ribellarono a chi non apparteneva alla loro razza, perché ognuno 'sapeva' che la Verità del Grizzly li avrebbe predestinati ad essere superiore agli altri.
Le nazioni di tutta la Terra abbandonarono ogni alleanza con altri paesi, poiché ognuna di esse non aveva alcuna intenzione di spartire con altri un mondo che le apparteneva. E le nazioni più potenti cominciarono ad esasperarsi, quando divenne chiaro che il Grizzly avrebbe richiesto un sacco di tempo, prima di poter rivelare agli altri la loro supremazia.
Ognuno conosceva le proprie ambizioni, e tutti le confondevano con la Verità assoluta.
Così si cominciò ad acclamare la Rivelazione del Grizzly come propria, e tutti gridavano, finché si rese inevitabile ricorrere alla forza per poter dimostrare chi avesse la ragione dalla sua, non potendo più aspettare.
Ecco che sono trascorsi cinque secoli da quel giorno su Giove … e sulla Terra ai pochi sopravvissuti che riuscirono a scampare alla distruzione nulla importa se il Grizzly si è finalmente aperto, forse dietro comando di un meccanismo a tempo.
E nessuno riderà dello scherzo, quando si accorgerà che il monolite è vuoto.
da "La spada spezzata" n. 8, ottobre ’83
[ Indietro ]
Racconti e recensioni fanzine Copyright © di IntercoM Science Fiction Station - (12 letture) |