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"Enciclopedia della fantascienza" n. 19, ed. Fanucci, '88, 522 pagg., 30.000 £ (15,49 €); © by Fanucci Editore

HEROIC FANTASY



È, questa, la quarta antologia curata da Gianni Pilo dedicata alle Heroic fantasy italiana.

E la qualità dei racconti rimane sempre molto valida.

C'è però da considerare che l'apparato critico si fa via via sempre più scarso.

Qui non c'è che una scialba introduzione del curatore e una sua presentazione dell'illustratore, che, qui, contrariamente alle altre, è Bernardo Cicchetti, davvero bravo.

Mancano, quindi, gli inquadramenti critici che caratterizzavano positivamente le prime antologie.


-"Storia di Yema", di Donato Altomare (pagg. 19-66); facente parte del ciclo del Cavaliere di Tau, racconta di una vendetta, la vendetta di una donna a cui è toccato uccidere il proprio uomo a causa di un sortilegio.

Ed è proprio il Cavaliere di Tau ad attuarla.

L'elemento che la caratterizza è la schiera dei demoni al servizio del Signore del Male di turno, che conduce esperimenti per: "...la trasformazione totale delle genti della Terra." (pag. 38).

-"Aulo e Wilfredo", di Tullio Bologna (pagg. 69-102); facente parte del Ciclo dell'Esarchia, è, come siamo ormai abituati a sapere, un ottimo racconto, che narra di uno dei topoi più ricorrenti della favolistica, quello della rivelazione della sua vera identità ad personaggio umile, che è, invariabilmente, un'identità potente.

Molto scorrevole, è reso ancora più piacevole da scene di ottimo erotismo.

-"L'occhio verde", di Fabio Calabrese (pagg. 105-38); Pilo nell'introduzione dice: "...sposa la Fantasia Eroica classica ai temi propri della narrativa horror e, in particolar modo, a quella che si rifà ai miti di Cthulhu." (pag. 105).

Ma, in realtà, è più di una commistione fra fantasy e Sf. Infatti vi è un vero e proprio elemento di novum, un extraterrestre proveniente da un mondo tecnologicamente avanzato ("...uno spazio/tempo dove le leggi della natura sono diverse dalle vostre, dove la Magia non esiste... Il suo posto è tenuto da... la "scienza"." (pag. 119)), che salva un popolo da un malvagio stregone, per mezzo di laser, ologrammi, computer, ed altro.

Vi è si un mostro lovecraftiano, Tisquamook, ma è secondario. Vi è anche uno stilema classico della Sf, quello secondo il quale gli extraterrestri, o gli umani, se più progrediti, non possono interferire con civiltà più arretrate: "...la ricerca dei segreti della natura e l'amore per la natura devono avere il tempo di diventare un abito mentale..." (pag. 136).

-"Ali nere della distruzione", di Domenico Cammarota (pagg. 141-86); molto meno truculento dei suoi precedenti racconti, è comunque decisamente intrigante, tutto basato sulle mitologie orientali, soprattutto nepalese.

Tra le altre cose c'è anche una buona scena sui Lupi Mannari: "...se il Fiore Sacro, mangiato dai Lupi Mannari, li fa ritornare uomini, per il processo inverso, se viene mangiato dagli uomini, li fa diventare Lupi Mannari..." (pag. 153).

-"L'armonia delle sfere", di Adalberto Cersosimo (anche in "Sf...ere" n. 18, '81 e "Futuro Europa" n. 37, ed. Perseo libri, 2004; pagg. 189-222); tipico racconto di Science Fantasy, narra di un pianeta colonizzato da quello che viene miticamente definito il Paradiso Terrestre, che poi non sarebbe altro che il nostro pianeta.

Nei pianeti colonizzati creano delle Porte, comunicanti i vari pianeti, che però si attivano solo in momenti molto particolari: "L'armonia delle sfere... è un fatto molto raro a realizzarsi... pare sia necessaria una complessa formula magica per schiuderla..." (pag. 194).

Questo racconto è proprio la storia del verificarsi di uno di questi rari momenti in uno di questi pianeti.

-"I guerrieri di Lhorsann", di Enzo Conti (pagg. 225-96); buon romanzo breve che narra degli ultimi discendenti di Atlantide: "...razza antica e aliena... gente che possedeva conoscenze antichissime, al limite del sovrannaturale... che per migliaia di anni aveva governato l'intero pianeta." (pagg. 241-2-6).

Ma il plot vero e proprio è incentrato sulla storia d'amore tra Antinea, l'ultima principessa di Atlantide, e Shgorn, guerriero possente con, anche, un pò di erotismo.

È anche un pò Science Fantasy, in quanto gli Atlantidi sono immensamente più progrediti degli uomini con cui hanno a che fare, ma anche di noi, oltre ad essere più longevi: "...voi umani diventate vecchi quando noi non abbiamo ancora cominciato a vivere." (pag. 252).

Nota negativa è senz'altro l'eccessiva lunghezza delle scene di duelli.

-"Un drago per Giada", di Luigi Cozzi (pagg. 299-308); quello di Cozzi è un fantastico in cui: "...personaggi della vita di tutti i giorni... vengono trasfigura(ti) sotto un'ottica fantastica..." (pag. 299).

Questo bellissimo racconto è del tipo che più mi piace, proprio perchè parte dalla realtà per arrivare, gradualmente, al fantastico.

Ed è proprio questo che crea quello che Todorov chiama la sospensione della credulità, che ingenera il fantastico. Tutto basato su un amore paterno, vede, qual elemento propriamente fantastico, proprio il concretizzarsi di quella che un padre racconta come favola alla propria figlia, un pò una vittoria della fantasia contro il razionalismo, impersonata, qui, dalla madre, che, infatti, tende a smontare le favole del marito separato.

-"La nave del demonio", di Antonio Falcolini (pagg. 311-42); unico esordiente di questa antologia: "...presenta delle caratteristiche assimilabili alla narrativa di Lovecraft..." (pag. 312), come dice Pilo nell'introduzione.

E vi sono Elfi e Troll, col loro odio atavico, e l'immancabile storia d'amore a fare da impalcatura all'intera struttura.

-"La strada del centro", di Nicola Fantini (pagg. 345-86); la caratteristica che lo contraddistingue è senz'altro quella dell'incertezza sul dove e sul quando sia ambientato.

Parrebbe un futuro, benchè la sovrastruttura che lo inquadra lo veda come un passato remoto.

Vi è un'umanità in declino, con molteplici nascite deformi, che lotta disperatamente per sopravvivere.

Molto farebbe pensare ad un olocausto nucleare, ma nulla di contestuale lo avvalora.

Vi è, invece, una sorta di viaggio iniziatico, che porta una giovane coppia a diventare una sorta di profeti salvifici, portatori di una nuova speranza in quel mondo in rovina.

La Heroic Fantasy ha, come propria prerogativa, quella di essere ambientata in un tempo e in uno spazio al di fuori della Storia; questo racconto, invece, strutturato com'è, induce a collocarlo, soprattutto temporalmente; e non soddisfa, poi, perchè non dà alcuna indicazione affinchè il lettore possa farlo.

Pilo, nell'introduzione, dice: "La caratterizzazione dei personaggi è portata in profondità con rara penetrazione psicologica..." (pag. 345); è abbastanza vero ed è anche abbastanza raro, in un racconto di fantasy.

-"Magilla", di Angelo Mazzarese (pagg. 389-404); stilisticamente scarso, racconta di una strega, di vergini vendute come schiave, con la comparsa del mitici Kraken: "...il polpo gigante degli abissi." (pag. 399).

-"I maghi mutanti di Caer-Sha", di Gianni Pilo (anche in "Cosmo informatore" n. 3/'81, ed. Nord, "Sf...ere" n. 13, '80-premio Italia '81; pagg. 407-20); facente parte della Storia Galattica, narra del progressivo rivelarsi, ad un ragazzo, della sua vera identità.

Egli, viene a sapere, fa parte di una razza extraterrestre, potente e magica.

-"Il mago Fantasio", di Benedetto Pizzorno (anche in "Sf...ere" n. 25, '82; pagg. 423-47); divertente, è tutto tenuto su di un tono scherzoso, leggero.

Vi è una sirena, a fare da protagonista, e, sempre in tono scherzoso, uno dei temi classici della fantasy, ovvero quello del venir meno, dell'affievolirsi, della magia in un mondo sempre più razionalista, che poi, mi sembra essere il vero significato del racconto.

-"La notte del ricordo", di Mariano Rampini (pagg. 451-84); fa parte del ciclo di cui facevano parte anche i racconti delle precedenti antologie, e, come quelli, è bellissimo, intriso di una poeticità incredibile.

E, come quelli, si muove con una lentezza del tutto inusuale per un racconto di Heroic Fantasy, in cui si è abituati ala rutilanza delle avvenimenti.

Come abbiamo già detto, vi è un notevole richiamo alla filosofia e alle arti marziali orientali, sopratutto giapponesi.

Per chi non lo ricordasse, diciamo che si svolge in un futuro di pianeti colonizzati collegati tra di loro da Porte Dimensionali.

-"Il ballo in maschera", di Riccardo Scagnoli (pagg. 487-522); racconto alquanto statico, contrariamente, come abbiamo detto, a quanto siamo abituati dall'Heroic Fantasy, che narra, appunto, di un ballo in maschera, ma molto particolare.

Si tratta, invero, di una rappresentazione dell'eterno confronto tra Bene e Male, risolto, una volta tanto, nel modo migliore: "Bene e Male coesistono, nessuno potrà mai impedirlo." (pag. 519).

E, nella parte del Male, c'è una Lilith; e non si può non ricordare la mitica.

Finisce con il riequilibrio delle due forze che reggono l'universo: "Adam di Greenedad e Lilith di Redhell, i nuovi Guardiani del Mondo, capostipiti della razza nata dallo scontro dei due opposti principi." (pag. 521).

Mi pare che ciò ricordi inequivocabilmente il concetto di ying e yang.


E arrivati a questo punto della nostra disamina della fantasy italiana, mi pare senz'altro di poter dire, e non solo per la fantasy, ma anche per la Sf nostrana, che non siamo più certo al punto di qualche anno fa, quando davvero gli spazi per i nostri autori erano veramente esigui.

Oggi queste iniziative di case editrici specializzate consentono a molti nostri autori di vedere pubblicate le loro opere, e ciò non è poco, in quanto sicuro stimolo per successive, e si spera, sempre più importanti loro opere.

Certo se la Solfanelli si decidesse a pubblicare i racconti vincenti e finalisti degli ultimi premi Tolkien, sarebbe tanto di guadagnato.

Ma gli spazi non mancano, e la nostra produzione di letteratura fantastica prospera.

Facciamo che continui, e possibilmente che migliori.


Originariamente in "Alpha Aleph Extra", n. 1, agosto '93


Le altre antologie heroic fantasy della Fanucci, in ordine cronologico:


"Spade e incantesimi"

"Magie e stregoni"

"Eroi e sortilegi"

questa

Vedi anche "Le spade di Ausonia", "I guerrieri di Ausonia", "Fantasia eroica italiana" e "Le armi e gli amori"






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